Varese

Il Pd Civati: ecco come la penso sull’ospedale di Varese

 

Il consigliere comunale varesino del Pd, Andrea Civati

Il consigliere comunale varesino del Pd, Andrea Civati

Riceviamo e volentieri pubblichiamo la lettera del consigliere comunale del Pd, Andrea Civati, che è stato più volte evocato dopo la seduta del Consiglio comunale di Varese dedicato all’ospedale unico a Varese:

Solo una breve precisazione circa la mia posizione personale visto che è stata più volte richiamata in maniera imprecisa. In relazione alla questione della collocazione del polo materno-infantile il sottoscritto non ha “cambiato idea”. Piuttosto ho espresso chiaramente la mia posizione di merito in tutte le sedi opportune.

Credo che la posizione più logica del polo sarebbe all’interno dell’area dell’Ospedale del Circolo. Tale collocazione permetterebbe di far crescere il polo in sinergia evitando inefficenze e rischi (il doppio Ospedale costringe ad insensati trasferimenti continui).
Il polo al Del Ponte lascia tanti dubbi e alcune certezze: mancheranno parcheggi e specialità per rendere tale un dichiarato “polo d’eccellenza”.

Chiaramente il progetto “Ponte del Sorriso” è un treno in corso che è difficile da fermare e io stesso sono ben consapevole delle oggettive difficoltà.

Tuttavia, a fronte di dati imprecisi e non documentati (anche sulle cifre non sono riuscito a vedere un documento cartaceo a comprovare le elevate penali) non me la sono sentita di approvare un progetto che pone le summenzionate criticità.

Quella appena esposata è la mia posizione espressa anche nella Direzione Cittadina del PD nonchè nella riunione del gruppo consiliare. Lo stessa posizione sostenuta anche con i membri del Comitato.

Pertanto, da parte mia nessun cambio di opinione all’ultimo momento. Certamente una scelta sofferta e difficile , ma certamente non un cambio di idea.

Andrea Civati

Consigliere comunale Pd

18 marzo 2013
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5 commenti a “Il Pd Civati: ecco come la penso sull’ospedale di Varese

  1. Giuseppe Giudice il 19 marzo 2013, ore 09:37

    Tanto di cappello! Finalmente un giovane politico che dimostra che possiamo avere fiducia nel futuro! Un giovane che non ha dato il cervello all’ammasso nè ha venduto il libero pensiero al comando del padrone . E’ un esempio per quanti pur convinti delle nostre idee hanno sacrificato il bene del Cittadino al servizio degli ordini di partito. Giuseppe Giudice

  2. giovanni dotti il 19 marzo 2013, ore 16:13

    No alle grandi opere inutili che richiedono grandi investimenti di denaro pubblico e non servono ai Cittadini. Piuttosto i soldi pubblici siano destinati alle tante opere minori, di manutenzione ordinaria (strade, marciapiedi, arredo urbano ecc.) e di ristrutturazione di tanti edifici pubblici degradati e malconci (scuole, uffici pubblici, carceri ecc.) in modo da dar lavoro a piu’ imprese medio-piccole e favorire una piu’ larga distribuzione dei profitti, migliorando oltretutto la vita quotidiana dei Citradini. Il megaprogetto del Polo m.i.al Del Ponte e’ un esempio di come si spendono male i soldi pubblici, oltretutto in un periodo di crisi come l’attuale. Fermarlo sarebbe stata una cosa buona e giusta, il Consiglio Comunale ha perso l’occasione che il nostro Comitato gli aveva offerto ed ha deciso di continuare su una strada incerta e pericolosa; solo poche minoranze si sono opposte, tra cui il Consigliere Civati cui va riconosciuto il merito e il coraggio di essersi dissociato dal suo partito bocciando una scelta che non poteva onestamente condividere. Grazie alla liberta’ di espressione che ancora qualcuno osa manifestare in questo povero paese.

  3. Rosy Grespan il 19 marzo 2013, ore 17:14

    Bravo Andrea: il coraggio delle proprie idee! Mi spiace che il PD non sia in grado di prendere una decisione sufficientemente chiara e convinta. Continua così su questo tema siamo in tanti a sostenerti.
    Rosy

  4. Bruno Belli il 19 marzo 2013, ore 18:59

    Mi sento di complimentarmi con Andrea Civati, poiché dimostra di avere una propria testa, sebbene si trovi all’interno di un gruppo e di un partito.
    E non mi stupisco, pertanto, da quanto ho che il capogruppo ed i suoi fedeli, l’attacchino più o meno velatamente – nello stile odierno epurato che è, “mutata mutandis”, lo stesso atteggiamento delle storiche purghe di Stalin.
    In politica, ed in moltissimi altri aspetti della cosiddetta “società civile”,si preferiscono i pecoroni ai “numeri” pensanti, i diktat, perché gli “ordini non si discutono”.
    Sa, caro Civati, è vero che in un partito ci siano delle norme da seguire, ma il fatto che Lei, per prima cosa, abbia seguito quella del buon senso e della Sua testa, La rende, per quanto possa interessarle, almeno agli occhi di un “rompic…” idiota ed idealista come il sottoscritto, un perfetto esempio dei criteri che dovrebbero possedere la maggior parte delle persone demandate ad amministrarci.
    Mi complimento sinceramente con Lei: pur nel rispetto del Suo movimento, abbia il coraggio di seguire la propria coscienza: mica poco, di questi tempi.
    Mi creda, i cittadini ammirano – ed eventualmente votano – chi sa osare in favore della gente, senza i soliti “trucchetti” cari a certa politichetta di comuni provincialotti.
    Con sitma.
    Bruno Belli.

  5. Anna Maria Bottelli il 19 marzo 2013, ore 23:14

    Complimenti sentiti ad Andrea Civati, non perchè si è dissociato, ma per la sua lucida, attenta analisi da cui un’altrettanta sintesi puntuale e mirata alla sottolineatura dei problemi. Ha osato esprimere il suo pensiero, dopo ( come riferisce lui stesso) una sofferta riflessione. E’ così che si dovrebbe “fare politica” a favore della “polis” e non solo ubbidendo e basta.
    Civati non ha lasciato nulla per scontato, ma ha cercato per il bene di tutti, di porsi il più domande possibile, di informarsi nei dettagli per poter esprimere coerentemente un suo parere. Anche se tutto procederà come previsto, questa pacata voce “fuori dal coro” sia un monito per tutti coloro che attorno al problema Del Ponte vogliono giustamente esprimere la propria opinione: l’invito, mi pare di capire, sia almeno uso di razionalità, buon senso, equilibrio. Con stima un cordiale ringraziamento.

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