Politica

La neo-presidente Boldrini ricorda disoccupati e vittime della mafia

La neopresidente della Camera Laura Boldrini

La neopresidente della Camera Laura Boldrini

Fumata bianca per la Camera dei deputati, con l’elezione di Laura Boldrini, nuovo presidente. L’assemblea l’ha eletta con 327 voti a favore. Il candidato del Movimento 5 Stelle Roberto Fico ha preso 108 voti. Le bianche sono state 155, le disperse 18, le nulle 10.

Laura Boldrini è nata a Macerata il 28 aprile 1961, e ha ricoperto il ruolo di portavoce in Italia dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr). Laureata in Giurisprudenza presso La Sapienza a Roma, le sue prime esprienze lavorative le ha fatte in Rai. Ma la sua formazione culturale ha una svolta gia’ dopo la maturita’, quando intraprende un viaggio in alcuni Paesi latinoamericani e decide di stabilirsi per un periodo in Venezuela, dove lavora per una azienda produttrice di riso. Ed e’ in America Latina che prende forma la sua decisione di dedicarsi alle cause umanitarie e di occuparsi di questioni internazionali.

La carriera presso le Nazioni Unite inizia nel 1989. Per quattro anni lavora alla Fao. Dal 1993 al 1998 si occupa del Programma alimentare mondiale (Wfp) come portavoce per l’Italia, compiendo missioni in luoghi di crisi, tra cui Jugoslavia, Georgia, Iraq e Afghanistan. E’ distaccata all’Alto commissariato per i rifugiati nel 1998. Come portavoce dell’Alto Commissariato per i Rifugiati ha svolto numerose missioni in luoghi di crisi, tra cui ex-Jugoslavia, Afghanistan, Pakistan, Iraq, Iran, Sudan, Caucaso, Angola e Ruanda.

La Boldrini ha tenuto un applauditissimo discorso alla Camera, che ha un forte apprezzamento da parte dei grillini. ”Ho passato tanti anni a difendfere i diritti degli ultimi in Italia e nelle periferie del mondo – ha detto la Boldrini -. Il mio pensiero va a chi ha perduto certezze e speranze: dobbiamo ingaggiare una battaglia vera contro la povertà non contro i poveri”.

La nostra “è la Costituzione più bella del mondo”, e per la neopresidente la Camera dovrà ascoltare “la sofferenza sociale”. Grande attenzione a chi ha portato “i propri talenti lontano dall’italia”.

Per la Boldrini l’Italia deve farsi carico della “umiliazione delle donne sche subiscono violenza travestita da amore”. E dovrà stare  accanto ai tanti “detenuti che vivono in una condizione disumana e degradante”.  Dando strumenti a chi ha perso il lavoro o non lo ha mai trovato, e tra questi la Boldrini ha ricordato “i cosiddetti esodati che nessuno di noi ha dimenticato”. Un pensiero anche  agli imprenditori e alle vittime del terremoto.

La neopresidente ha poi ricordato coloro che hanno costruito i diritti “liberando l’Italia dal fascismo”, aggiungendo: “siamo vicini a coloro che a Firenze, insieme a don Ciotti, stanno ricordando coloro che sono stati assassinati per mano mafiosa”. Infine, ha ricordato: “Molto dobbiamo ad Aldo Moro e alla sua scorta”.

Appello alla trasparenza e sobrietà, e auspicio al fatto che “la politica torni ad essere una passione”, mentre la Camera deve diventare “la casa della buona politica”. A conclusione del suo discorso la Boldrini ha espresso “un pensiero ai troppi senza nome che il nostro Meditrerraneo custodisce, un mare che dovrà diventare un ponte con altre culture”.

16 marzo 2013
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