Politica

Grasso presidente del Senato. L’antimafia al vertice dello Stato

Pietro Grasso a Varese, presso la sede del Pd

Pietro Grasso a Varese, presso la sede del Pd

E’ il senatore Pietro Grasso, eletto nelle liste del Pd, il nuovo presidente del Senato nella XVII legislatura. Grasso ha vinto dunque il ballottaggio, battendo lo sconfitto senatore Pdl Renato Schifani, sostenuto anche dalla Lega. Venti i voto di scarto rispetto all’avversario: Grasso ha ricevuto 137 voti, mentre Schifani ha ottenuto 117 voti, 57 le schede bianche e 7 nulle. Lungo applauso al momento della elezione di Grasso.

Così dopo l’elezione alla Camera della Boldrini, anche al Senato ha vinto il centrosinistra. Un risultato che si deve al soccorso di voto grillini, mentre le schede bianche sarebbero state messe nell’urna dai senatori montiani.

Nel suo primo discorso, Grasso ha ricordato le centinaia di presnze alla manifestazione di Libera a Firenze, in memoria delle vittime della mafia.

Pietro Grasso comincia la sua carriera in magistratura nel 1969 come pretore a Barrafranca. Sostituto procuratore al Trubunale di Palermo, a metà degli anni Settanta si occupa di indagini sulla pubblica amministrazione e sulla criminalità organizzata. Diviene titolare dell’inchiesta riguardante l’omicidio del presidente della Regione Mattarella.

Nell’84 ricopre l’incarico di giudice a latere nel primo maxiprocesso a Cosa Nostra con 475 imputati. Pietro Grasso, a fianco del presidente della corte Giordano è stato estensore della sentenza (oltre 8 000 pagine) che inflisse 19 ergastoli e oltre 2600 anni di reclusione. Conclusosi il maxiprocesso, Grasso viene nominato consulente della Commissione antimafia. nel 93 viene nominato consigliere alla Direzione affari penali del Ministero di grazia e giustzia il cui “guardasigilli” era Claudio Martelli che chiamò anche Giovanni Falcone. A Palermo fu Procuratore della Repubblica: sotto la sua direzione, dal 2000 al 2004, sono state arrestate 1.779 persone per reati di mafia e 13 latitanti, che erano inseriti tra i 30 più pericolosi. Nello stesso arco di tempo la procura del capoluogo siciliano ha ottenuto 380 ergastoli e centinaia di condanne circa per un totale di migliaia di anni di carcere.

Nel 2005 è stato nominato Procuratore nazionale antimafia subentrando a Vigna.

16 marzo 2013
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