Varese

Con l’omaggio a Bruno Arena si chiude “The Full Monty” all’Apollonio

 

I protagonisti del musical proposto al Teatro Apollonio di Varese

I protagonisti del musical proposto al Teatro Apollonio di Varese

Un musical molto atteso anche a Varese, “The Full Monty”, che il regista Massimo Romeo Piparo ha adattato al pubblico italiano. La location trasferita da Buffalo a Torino, una canzone interamente dedicata al centrocampista bianconero Andrea Pirlo. Ma la vivacità della storia dei sei disoccupati che, per rispondere al licenziamento, si reinventano spogliarellisti, resta invariata, come nel popolare film. E il pubblico, soprattutto quello femminile, risponde con entusiasmo. E si stupisce, come nel caso di una signora seduta accanto a noi, che guardando la platea si stupisce: “Ci sono anche degli uomini…”.

Quasi sold out al Teatro Apollonio, ieri sera, per l’unica replica del musical sugli operai licenziati che scelgono lo streap per sfangarla. Un cast con grossi nomi televisivi, da Pietro Sermonti a Paolo Ruffini, da Gianni Fantoni a Paolo Calabresi. Con il modello e attore spagnolo Sergio Muniz e il giovane Jacopo Sarno, popolare volto delle sitcom di Disney Channel. A rafforzare il cast, con un’astuta mossa di marketing, anche due disoccupati veri, Marco Serafini e Simone Lagrasta.

Un cast molto applaudito, e che ha saputo subito porsi sulla stessa lunghezza d’onda del folto pubblico varesino. Al termine della messa in scena, al momento dei ringraziamenti, ha preso la parola Paolo Ruffini: “Sono molto legato a Varese, soprattutto per il rapporto di amicizia che mi lega a Bruno Arena, un caro amico che mi auguro rivedere presto calcare il palcoscenico. Una grande persona e un grande clown”.  Un pensiero che ha subito provocato un lungo e sentito applauso da parte del pubblico dell’Apollonio.

Un musical che fila via veloce, con tante canzoni, qualche balletto, qualche presenza tra il pubblico, ma soprattutto la grande simpatia dei protagonisti, che si divertono sul palco e qualche volta non resistono alle espressioni e alle battute dei colleghi. Di grande impatto comico certamente il giovane Paolo Ruffini e il “morbido” Gianni  Fantoni. Bravi anche gli altri protagonisti, che spesso non si segnalano per particolari capacità canore. Così come non sarà memorabile la prova d’attore di Muniz, anche se tra gli interpreti più acclamati. Ottime le presenze femminili, che si segnalano soprattutto come cantanti: Giovanna D’Angi, Francesca nerozzi e Gloria Miele. Uno spettacolo tutto costruito per arrivare alla scena più attesa: quella dello striptease che, fatto in controluce, lascia il dubbio che sia stato davvero totale.

Ma non manca neppure il messaggio sociale finale, con una casa che, grazie alle nuove tecnologie, crolla e lascia intravvedere l’articolo 1 della nostra Costituzione: “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”.

15 marzo 2013
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