Varese

A Villa Panza le opere di Nanni, artista caduto sulla via di Tanizaki

L'artista dialoga e spiega. E certamente già si sta affacciando una nuova opera

L’artista dialoga e spiega. E certamente già si sta affacciando una nuova opera

Si conferma suggestivo spazio della cultura e dell’arte, Villa Panza a Varese, che ha aperto la mostra “Luce all’opera”, una personale dell’artista della luce e del buio, il romagnolo Mario Nanni. Un artista che nella villa di proprietà del Fai illustra il suo più che ventennale percorso con una ventina di opere, distribuite al primo piano e alle Scuderie. Tutte opere realizzate tra il 1988 e il 2013.

Un artista, Mario Nanni, che lavora con la luce e con il buio, utilizzando i materiali più diversi. Nanni si aggira tra le sue opere, dialoga con amici e visitatori, si sofferma sui dettagli e cerca di spiegarli. Punto di partenza, come lui stesso dichiara alla presenza del direttore generale del Fai, Marco Magnifico, e della ottima direttrice di Villa Panza, Anna Bernardini, “occorre dedicare tempo alle mie opere, perchè la luce ha il su0 tempo e perchè io, lavorando alle mie opere, dedico un’attenzione maniacale all’uso dei materiali e alle sorgenti luminose”. Difficile spiegare il fascino delle opere esposte fino al 2 giugno.

C’è una lampadina ad incandescenza che, all’ingresso della mostra, si accende azionando una levetta. Oppure c’è un grande disco scuro che, lentamente, e producendo dei “crac, crac”, va a coprire un disco illuminato come un sole malato. Oppure, ancora, luci proiettate sui muri, sul soffitto, neon, fili che si accendono e si spengono. Come spiega la curatrice, Paola Goretti, con un look  che evoca Louise Brooks, Nanni manipola la luce come “materia plastica, sostanza da scolpire, che entra ed esce dagli ambienti”. E poi, la Goretti, con una definizione geniale, descrive Nanni come “un artista che tiene per mano il sole”. Luce, sole e, naturalmente, l’altra faccia, l’ombra. Un elemento che deriva all’artista da una caduta sulla via non di Damasco, ma di Junichiro Tanizaki, il grandissimo scrittore giapponese di cui Nanni scoprì il formidabile ”Libro d’ombra”.

Un percorso affascinante, quello realizzato a Villa Panza, accompagnato da un prezioso catalogo, edito da Skira, che presenta un dettaglio particolare: sulla copertina blu scuro un quadrato in plastica trasparente propone nome della mostra e del suo autore. Ma il quadrato non è incollato alla copertina, ma si muove liberamente, trattenuto solo da un debole attrito. A ricordarci che la luce, l’ombra, tutto è passeggero ed effimero. Arte compresa.

15 marzo 2013
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Rispondi