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Trenord, pendolari al fianco dei ferrovieri. Non sui dettagli del contratto

treninord-300x225Il sindacato ORSA, unico tra le sigle sindacali a non aver firmato lo scorso dicembre l’accordo con Trenord per l’applicazione del nuovo contratto di lavoro, chiede ora la solidarietà dei pendolari ed il loro intervento a supporto delle proprie richieste.

La proposta è quella di un incontro congiunto durante la quale stringere un accordo di collaborazione reciproco, una sorta di “patto d’acciaio” in cui – a fronte della rinuncia allo sciopero che impatta anche sui pendolari – verrà chiesto ai viaggiatori di sottoscrivere una petizione per ottenere da Trenord un referendum teso ad annullare le modifiche al contratto di lavoro, e riportare le condizioni contrattuali a quelle precedenti i noti disagi dovuti – tra l’alltro – a questa modifica nello scorso dicembre.

I Pendolari esprimono tutta la loro solidarietà nei confronti dei lavoratori, e condividono con loro la forte volontà di un forte miglioramento dell’azienda che possa garantire a tutti – personale e viaggiatori – migliori condizioni.

Tuttavia, i temi in discussione vanno molto oltre, e – congiuntamente – i Comitati dei Pendolari sotto firmatari hanno deciso di declinare l’invito.

Si tratta di una decisione “sofferta”, ma motivata dal fatto che – in quanto rappresentanti delle necessità dei viaggiatori – non hanno alcun titolo per entrare nei dettagli e nelle dinamiche delle contrattazioni tra datore di lavoro e dipendente che caratterizzano invece l’attività tipica del sindacato. E’ una porta totalmente aperta verso i lavoratori: se il tema è relativo al miglioramento del servizio e delle condizioni di viaggio, l’apertura delle organizzazioni dei pendolari è massima. Ma se si entra in temi contrattuali, non si ritiene opportuno interferire con decisioni ed equilibri già spesso molto precari.

Il punto fondamentale su cui i Pendolari spingono, e che non considerano negoziabile, è il potenziamento dell’offerta; che può essere raggiungibile invece solo con l’impegno di tutti: sindacati, azienda, Regione. E’ necessario portare a termine il “progetto Lombardia”, con le linee S a regime, le linee R ricadenzate e potenziate, l’integrazione tariffaria completa e la creazione di un sistema “a rete” davvero funzionante tra tutti i mezzi di trasporto. Si può ottenere solo con l’impegno di tutti, che non passa dall’influenza dei viaggiatori nella discussione dei singoli dettagli contrattuali, ma che vede tutti “alleati” nell’ottica del raggiungimento di un risultato comune possibile solo con elevati livelli di produttività aziendale onde fornire servizi a costi sostenibili anche in un panorama economico sempre più difficile.

Per queste ragioni i Comitati Pendolari firmatari non presenziarenno domani alla riunione indetta dall’ORSA, ma si dichiarano fin da subito disponibili all’apertura di un tavolo di discussione, in Regione, dove poter discutere con tutti gli enti coinvolti le modalità per il raggiungimento dell’obiettivo comune.

Matteo Mambretti per il Comitato Milano-Asso e da parte di:

GMMB, Marco Longoni

Pendolari Bergamaschi, Lucia Ruggiero

Pendolari della linea Milano Alessandria, Fabio Petrocchi

Pendolari Besanino Alberto Viganò

14 marzo 2013
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2 commenti a “Trenord, pendolari al fianco dei ferrovieri. Non sui dettagli del contratto

  1. Nick24 il 15 marzo 2013, ore 12:26

    Ma si potrebbe capire cosa vogliono i rappresentati dall’ORSA? per cosa scioperano?? ogni volta che fanno scioperano non viene mai indicato il motivo. Come posso io pendolare essere simpatizzante per i dipendenti se non ne conosco nulla.
    I rappresentanti dei pendolari dovrebbero essere più pragmatici e meno politicizzati come questa loro lettera dimostra: infatti un miglioramento delle condizioni contrattuali dell’ORSA porterà al raggiungimento delle richieste fatte?? Non ne vedo la logica.

  2. Adriano Coscia il 15 marzo 2013, ore 15:10

    Il contratto di Trenord deroga in modo significativo sia nella parte normativa sia in quella normativa dal Contratto Nazionale sulla base dell’,accordo interconfederale del 28 06 2011 che prevede la validazione da parte dei dipendenti se la richiesta e’ sottoscitta da almeno il 30 per cento dei dipendenti. Circa il 50 per cento dei dipendenti hanno richiesto il referendum ma ne’ l’azienda ne le OS firmatarie non intendono concederlo. Quindi una battaglia di democrazia e rappresentanza Adriano Coscia Segr. Reg. Or.S.A Lomb.

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