Roma

Al Conclave sette i cardinali lombardi, Nicora l’unico varesino

Domani si aprirà, con la famosa disposizione dell’”erga omnes” (“fuori tutti”), il Conclave che ha il compito di eleggere il successore di Joseph Ratzinger, ormai papa emerito. Dopo l’invito ad uscire, i porporati si chiuderanno nella Cappella Sistina per individuare il nuovo pontefice.

Il cardinale Attilio Nicora

Il cardinale Attilio Nicora

Un momento atteso in tutto il mondo, quello in cui i 115 cardinali elettori che non hanno ancora raggiunto gli ottanta anni, limite d’età stabilito da papa Paolo VI nel 1970,  si ritireranno e si concentreranno nella votazione su cui  sono rivolti gli occhi di tutto il mondo.

Tra i cardinali che voteranno il nuovo papa, sono sette i cardinali nati in Lombardia, una pattuglia di presuli autorevoli tra i quali l’arcivescovo di Milano, il cardinale Angelo Scola, tra i cardinali in pole position per la successione alla cattedra di Pietro.

Cardinale lombardo è Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova, nonché presidente della Conferenza Episcopale Italiana dal 2007. Bagnasco è nato a Pontevico, in provincia di Brescia, da genitori sfollati per la guerra. C’è poi il cardinale Angelo Scola, arcivescovo ambrosiano, nato a Malgrate in provincia di Lecco. Altra grande personalità lombarda è il cardinale Gianfranco Ravasi, nato a Merate, in provincia di Lecco, biblista, dal 2007 presidente del Pontificio Consiglio della Cultura. Entreranno in Conclave il cardinale Dionigi Tettamanzi, nato a Renate, in provincia di Milano, arcivescovo emerito di Milano, e il cardinale Giovanni Battista Re, nato a Borno, in provincia di Brescia. Non mancherà neppure il milanese cardinale Francesco Coccopalmerio nato a San Giuliano Milanese, presidente del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi. 

Infine parteciperà al Conclave il cardinale varesino Attilio Nicora, che  nel 2011 papa Benedetto XVI ha nominato primo presidente dell’Autorità di Informazione Finanziaria, un organismo di nuova istituzione voluto dal pontefice perché controlli ogni operazione finanziaria vaticana. È inoltre membro del Consiglio della II Sezione della Segreteria di Stato, della Congregazione per i Vescovi, della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, del Pontificio Consiglio per i testi legislativi e della Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano. Nel 2011 l’attuale pontefice emerito accolse la sua richiesta di essere sollevato dall’incarico di presidente dell’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica per potersi dedicare in modo esclusivo alla conduzione dell’Autorità di Informazione Finanziaria del Vaticano.

 

11 marzo 2013
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