Varese

Sull’ospedale a Varese, il Pd si spacca in aula due volte

Il pubblico al Consiglio comunale di Varese ieri sera

Il pubblico al Consiglio comunale di Varese ieri sera

Un vero rompicapo, la questione dell’ospedale a Varese. Sul tavolo, come ormai è risaputo, due ipotesi diverse: da un lato la prosecuzione dei lavori dell’Ospedale Del Ponte per un polo materno-infantile autonomo, dall’altro l’opzione per un ospedale unico che resta il Circolo. Ieri sera, in un’aula del Consiglio comunale piena di pubblico come raramente capita di vedere, si è disputato ancora su queste due ipotesi. Un dibattito al quale hanno assistito, nell’area riservata al pubblico, una quantità significativa di volontari della Fondazione Ponte del Sorriso, con la presidente Emanuela Crivellaro, ma anche gli esponenti del Comitato per un solo ospedale a Varese. In Consiglio anche il dg dell’azienda ospedaliera, Callisto Bravi, e il direttore generale dell’Asl, Giovanni Daverio.

Un lungo dibattito, in Consiglio, dopo che, alla Conferenza capigruppo, i partiti si erano confrontati con le varie posizioni: il dg Bravi, il Comitato per un solo ospedale, la Fondazione Ponte del Sorriso. Colloqui dai quali i politici dovevano trarre materia di riflessione prima di fare una scelta. Una scelta che, come da più parti si è sottolineato ieri sera in aula, aveva solo un potere di orientamento e di pressione nei confronti del vero organo decisionale in materia, la Regione Lombardia.

Tanti gli interventi a favore o contro l’ospedale unico da realizzare al Circolo. A partire da chi aveva presentato un ordine del giorno favorevole a questa ipotesi, il leader di Movimento Libero, Alessio Nicoletti. Un ordine del giorno bocciato dall’aula, che poi si è confrontata con un secondo ordine del giorno, questo favorevole al Ponte del Sorriso, che portava come prima firma quella addirittura del capogruppo del Pd, Fabrizio Mirabelli, ordine del giorno passato a stragrande maggioranza.

La questione resta tuttavia ingarbugliata. Soprattutto se si guarda al comportamento del Partito democratico, che la sera prima del dibattito in aula si era riunito per una lunga riunione in cui verificare come orientarsi sulla faccenda. Una volta giunto in aula, però, al momento del voto sull’odg Nicoletti, il Pd si è spaccato. Infatti il consigliere Pd, Andrea Civati, “rottamatore”, ha votato sì all’odg Nicoletti. Non solo: sono stati ben cinque i consiglieri del Pd che si sono astenuti sull’odg contrapposto a quello Mirabelli, un’altra scelta piuttosto incomprensibile: si sono astenuti lo stesso Mirabelli, e poi Infortuna, Miedico, Conte e Oprandi. Ha votato infine contro il consigliere Pd Corbetta. In un solo partito ben tre scelte diverse.

E’ poi andato al voto l’odg presentato da Mirabelli, che affida al sindaco una funzione di monitoraggio, controllo e pressione sul Pirellone quanto al completamenteo del Ponte del Sorriso al Del Ponte, un odg che ha ottenuto il voto favorevole di 25 consiglieri su 30 presenti. Il Pd ha votato compatto, insieme a Pdl e Lega, ma ancora con l’eccezione del Pd Civati, che sull’odg del suo stesso capogruppo si è astenuto. Nessun Pd ha votato contro. Insomma, davvero un rompicapo.

Da rimarcare che, dopo un intervento a favore del Ponte del Sorriso e contro l’ospedale unico, il capogruppo del Carroccio, Giulio Moroni, è uscito dall’aula e non ha partecipato al voto. Assente alla seduta anche il capogruppo Pdl, Ciro Grassia.

 

 

 

6 marzo 2013
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3 commenti a “Sull’ospedale a Varese, il Pd si spacca in aula due volte

  1. Daniele Zanzi il 6 marzo 2013, ore 12:00

    PD in confusione totale! La politica attuata del “taja e medega” non porta da nessuna parte se non a smacchiare i giaguari, meglio sarebbe dire ” i gattopardi ” .

  2. cittadinosuperpartes il 6 marzo 2013, ore 15:37

    La confusione e’ totale non solo nel PD ma in tutti i partiti diciamo tradizionali, che dopo le tegole di Grillo, non sanno piu’come giocarsela.
    Avanti cosi e Grillo sara’ proclamato a furor di popolo il nuovo DUX

  3. giovanni dotti il 7 marzo 2013, ore 08:03

    Fare al Ponte quello che si poteva benissimo fare al Circolo con maggior risparmio e funzionalita’, e per di piu’ volere una struttura tanto grande quanto inutile per una citta’ medio-piccola come Varese, significa non avere il senso della realta’ e spendere malamente una montagna di soldi pubblici. Fortunatamente non tutti i Consiglieri Comunali sono rimasti aggrappati a quel progetto faraonico che prevede la costruzione dell’ennesima “cattedrale nel deserto” che si andra’ ad aggiugere alla vergogna dei 144 ospedali non finiti che ci sono in Italia. Onore ai Consiglieri che con intelligenza e obiettivita’ hanno capito i RISCHI per la salute e lo SPRECO ENORME di denaro pubblico che si sta perpetrando con la caparbia insistenza nel voler proseguire questo PROGETTO FARAONICO, DANNOSO E INUTILE, ed hanno votato per la sua interruzione (e implicitamente per il TRASFERIMENTO AL CIRCOLO di tutto il POLO MATERNO INFANTILE) accogliendo le osservazioni motivate del COMITATO PER UN SOLO OSPEDALE A VARESE. Uno solo e ne avanza ! I Varesini ed i lavoratori ospedalieri stanno con noi, i nostri politici lo sanno ma non vogliono rimangiarsi l’improvvida decisione presa in passato (nel 2006) affrettatamente e senza ascoltare le voci dissonanti dei tecnici del settore e soprattutto quelle dei Cittadini di Varese, la maggioranza dei quali e’ancora all’oscuro di quanto si sta facendo. Bello “Volare alto”, a volte e’ meglio volare basso e STARE COI PIEDI PER TERRA per non rischiare di bruciarsi le ali come Icaro e sfracellarsi al suolo! Una valutazione precisa dei costi/benefici anche in termini economici finora non e’ stata fatta, pertanto richiediamo di verificare in Regione i dati relativi ai finanziamenti futuri, ammesso che continueranno a fluire, per quest’OPERA MANGIASOLDI, alle penali da pagare in caso di interruzione dei lavori e alla eventualita’ di trasferire il progetto nell’area dell’Ospedale di Circolo come razionalita’ e buon senso suggerirebbero.
    Dr. GIOVANNI DOTTI del COMITATO PER UN SOLO OSPEDALE A VARESE

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