Varese

Donne bosniache vittime di una tragedia. A Varese per l’8 marzo

Da sinistra, Risetti, Troncia, Sandzaktar, Manciani

Da sinistra, Risetti, Troncia, Sandzaktar, Manciani

Una Giornata Mondiale della Donna 2013 dedicata ad una grande tragedia, ma anche ad una via d’uscita positiva dal dolore e dalla guerra. Nei giorni 7, 8 e 9 marzo, in provincia di Varese sarà presente l’associazione “ŽENA-ŽRTVA RATA” (Donne vittime della Guerra) di Sarajevo Bosnia Herzegovina. Un’iniziativa organizzata dal Coordinamento Donne Acli, Albero di Antonia e IPSIA Varese, in collaborazione con Acli Colf Varese, ANPI Varese, ANPI Busto A., Gruppo Amici di Sarajevo, Comitato Soci Coop Lombardia, Libera Varese, Amici del Quadrifoglio, Associazione Amici di Angioletto, Un’Altra Storia Varese, CGIL, Auser, Comunità di Base, UISP, Donne all’Assemblea, Filorosa Auser, Gruppo Donne, L’Allegra Brigata Sinetema, Legambiente, 26 per 1, Donne in Nero Varese, IPSIA Milano e Balcon Band. Col patrocinio dei Comuni di Varese e Malnate.

Come spiega Maria Luisa Troncia, dell’Associazione Albero di Antonia (seduta al tavolo accanto a Isabella Risetti, Mirna Sandzaktar, di origini bosniache, Donata Manciani, di Ipsia Varese) “si tratta di un’esperienza che ferisce le donne in tutte le parti del mondo”. L’iniziativa di portare la presidente di “ŽENA-ŽRTVA RATA” Bakira Hasecic sul territorio “nasce dai rapporti che Ipsia (Ong delle Acli) ha sempre mantenuto con la Bosnia – continua la Troncia – e ha come finalità quella di fare conoscere questa esperienza di donne che si sono messe insieme per chiedere giustizia”. Le esponenti dell’associazione bosniaca affronteranno nel Varesotto un itinerario a contatto con le realtà sociali e le scuole. L’associazione combatte per ottenere giustizia, in collaborazione con il Tribunale dell’Aja, nonostante, sottolinea la Troncia, “la difficoltà di vedere riconosciuto lo stupro di guerra come crimine contro l’umanità e crimine di genocidio”.

Un itinerario che nel Varesotto avverrà tra il 7 e il 9 marzo, con la presidente di “ŽENA-ŽRTVA RATA” Bakira Hasecic e due sue connazionali, Emira Smajkan e Jasmina Rizvanovic, che parteciperanno ad un ciclo di incontri ed eventi.

Durante la guerra che coinvolse la ex Jugoslavia dal 1992 al 1995, più di 25.000 donne bosniache comprese tra i 12 e i 65 anni subirono violenze sessuali, torture a tutti i livelli fisici e psicologici. Nel 2003 la Signora Hasecic creò questa Associazione con lo scopo di fornire aiuto e assistenza psicologica e legale alle donne vittime di stupro etnico. Dal 2006 l’Associazione si occupa anche degli uomini vittime di stupro.

Ecco il programma degli incontri:
- Giovedì 7:
ore 11.00 — aula Magna ENAIP — Viale Stelvio 143 , Busto Arsizio (VA) gli studenti delle Scuole incontrano l’Associazione ;
ore 20.45 — sala Ali della Libertà — P.za Trento e Trieste 4 , Busto Arsizio (VA) l’Associazione si presenta, introduce Silvio Ziliotto di IPSIA Milano;
- Venerdì 8: ore 10.00 — Itpa Casula viale Monte Rosa Varese incontro tra l’Associazione e le Scuole;
ore 18.00 — P.za Montegrappa, Varese partecipazione al Presidio settimanale delle Donne in Nero Varese;
ore 19.00 — Cena di raccolta fondi per “ŽENA-ŽRTVA RATA“ al Circolo “I Tigli di Valdarno” – Via Monte Rosa 2, Albizzate (VA).
Menu fisso a Euro 20.00 a persona bevande incluse. Prima della cena breve dibattito di presentazione dell’Associazione. Dopo cena concerto gratuito della Balcon Band.
- Sabato 9:
ore 18.00 — aperitivo solidale organizzato dall’Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Malnate (VA);
ore 21.00 — sala Montanari — Via dei Bersaglieri 10, Varese — presentazione dell’Associazione e dibattito. Conduce Isabella Colonna Preti. A chiusura offerta di dolci tipici bosniaci.
Durante tutti gli eventi verrà proiettato il documentario “Bosnia, i figli dell’odio” del giornalista RAI Francesco Fossa, nel quale la Signora Hasecic e le sue collaboratrici vengono intervistate.
Gli organizzatori degli incontri invitano coloro che parteciperanno a portare scampoli di tessuto e gomitoli di lana, molto utili all’Associazione per l’impiego del tempo libero delle loro assistite.

 

 

 

 

 

4 marzo 2013
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