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Svizzera, sì alla guerra contro i “gatti grassi”, passa il referendum

swiss_flagStop ai super-stipendi dei super-manager: uno stop condiviso dalla stragrande maggioranza di svizzeri (il 67,9%). Una percentuale che esce dalle urne del referendum che ha riguardato tutti i Cantoni svizzeri, una proposta giunta da un deputato conservatore, il piccolo imprenditore di Sciaffusa, Thomas Minder, che aveva raccolto le 100mila firme necessarie per il referendum. Saranno gli azionisti (e non i manager) a decidere sui compensi.

Hanno suscitato allarme le somme enormi guadagnate dai top manager in Svizzera. E’ il caso delle liquidazioni come quella di oltre 72 milioni di franchi svizzeri (circa 60 milioni di euro) accordata al presidente uscente di Novartis, Daniel Vasella. Un fatto inaccettabile per Minder, che ha lanciato il referendum contro i “gatti grassi”, come vengono chiamati i top manager. Nell’occhio del ciclone del referendum gli stipendi ai top executives, i manager delle aziende e banche con sede nel paese.

Il coinvolgimento dei Cantoni svizzeri nasce dal fatto che la proposta di legge avanzata da Minder era di natura costituzionale: la sua approvazione richiede la maggioranza non solo dei voti complessivi ma anche dei singoli Cantoni. I sì sono in maggioranza e così il tetto ai superstipendi si concretizzerà con il gennaio 2014

3 marzo 2013
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Un commento a “Svizzera, sì alla guerra contro i “gatti grassi”, passa il referendum

  1. Giancarlo Gisa il 4 marzo 2013, ore 11:17

    Prendiamo gli Svizzeri come esempio. Loro però avevano i gatti grassi, mentre noi abbiamo i maiali e la faccenda si fa spessa……. Scherzi a parte, gli Svizzeri hanno una diversa educazione civica e, pur federali, un senso dello Stato che noi ci sognamo.

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