Varese

Bossi e Maroni sul palco. Ma sono gli attori della fiction “1992″

Gli attori che interpretano Maroni e Bossi, Voltarelli e Buttarelli

Gli attori che interpretano Maroni e Bossi, Voltarelli e Buttarelli

Il ciak per la scena principale è attorno alle 22 di ieri sera. Piazza del Podestà, palco bardato di manifesti e bandiere della Lega Nord, Umberto Bossi che arringa i leghisti della prima ora. “Arringa” per modo di dire: la scena viene girata senza sonoro, sarà doppiata successivamente. E’ il momento più interessante della lavorazione varesina di “1992″, la fiction tv di Sky su Tangentopoli per la regia di Giuseppe Gagliardi. Tanti i varesini che si chiedono cosa stia accadendo proprio sotto la sezione cittadina della Lega, illuminata a giorno.

Sul palco del comizio c’è il Senatur, impersonato dall’attore Guido Buttarelli, ma anche l’attuale presidente del Pirellone, Roberto Maroni, interpretato da Peppe Voltarelli. La somiglianza non è il massimo, ma entrambi sembrano essere entrati bene nella loro parte. Prima di questa scena, ne è stata girata un’altra, nella stessa location. Al microfono non c’è il Senatur, ma un militante, che si chiama Pietro Bosco, e che vede recitare un attore molto popolare: Guido Caprino, protagonista delle serie televisive dedicate al Commissario Manara. Il leghista va al microfono, con accanto il Senatur, e urla: “Tutti a casa, tutti a casa, tutti a casa”. Francamente un leghista che assomiglia molto ad un grillino. Interviene allora Bossi-Buttarelli e dice: “Abbiamo anche noi il nostro Batman”.

La scena si anima, tra bandiere, sciarpe, striscioni e manifesti. Varese diventa per un paio di giorni, ancora una volta, un set. E rievoca, per un paio di giorni, i giorni ormai lontani del ’92, con una Lega più di lotta che di governo. Insomma, un ‘c’era una volta in piena regola che incuriosisce i varesini che guardano le riprese con curiosità e qualche sorriso.

 

 

1 marzo 2013
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Un commento a “Bossi e Maroni sul palco. Ma sono gli attori della fiction “1992″

  1. Mauro Sabbadini il 1 marzo 2013, ore 23:53

    be’ ma a Maroni avrebbero potuto dare un’espressione un po’ più sveglia, in fondo è una fiction

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