Lettere

Ma che cos’è la cultura?

Cos’è la cultura? Forse una risposta semplice e concreta (scusatemi, lavoro spesso con bambini e persone disabituate allo studio quindi sono spesso molto semplice e diretta nei miei ragionamenti) potrebbe essere nella differenza sostanziale tra la vita di un cittadino di un paesino nel Varesotto e quella di un cittadino nel paesino dove sono cresciuta in Scozia.

Nel secondo caso, in un posto che numerava 5.000 abitanti inclusi quelli nella zona agricola circostante, decine di possibilità per tutti. Ho potuto, crescendo: seguire un gruppo di arte e pittura e partecipare alle mie prime collettive (pittura a olio, ad acrilico, disegno, disegno con china, scultura, ceramica, macramé, cartonnage ecc ecc), la squadra di hockey su prato della scuola, la squadra di hockey su prato del paese, l’orchestra della gioventù del paese (un’orchestra completo in un paesino di campagna eh, forse perché a scuola le lezioni erano gratis e la scuola ti prestava lo strumento per il primo anno mentre mamma e papà decidevano se investire o no), gruppo di teatro, coro, volontariato, gruppi sportivi vari, gruppo degli scacchi, gruppo di danza scozzese, gruppo di brdge (non scherzo, gestito dalla prof di taglio e cucito), scoutismo.

C’erano squadre di rugby, calcio, tennis, volano, cricket, gruppi politici vari molto frequentati, scouts e coccinelle e gruppi simili vari. Sono stata parte di un commitato rappresentando i giovani per decidere come spendere i soldi di una fondazione che ogni anno sponsorizzava dei progetti di valore insieme a politici di grande esperienza. Ho scritto per il giornale della scuola. Sottolineo che non sono una pazza maniaca di protagonismo né dotata di capacità oltre alla norma, ero semplicemente una ragazza con a disposizione un’incredibile quantità di proposte culturali di comunità.

I miei figli possono scegliere tra: la parocchia e …. Boh. Numerose discipline a pagamento, corsi senz’altro validi ma tutti privati e senza alcun’interesse nella comunità, nel creare gruppo, senso di appartenenza, senso di dover ridare ciò che hai avuto. Ho tentato, e mi sono sentita dire “non hai capito la necessità di coinvolgere le persone locali” (!?!) e “è meglio che siano le persone del paese ad occuparsene”. Oltre alle solite accuse e i soliti vecchi, stanchi insulti a chiunque fa qualsiasi cosa.

E badate che non sto dicendo che chi contribuisce deve mettere i propri talenti e le proprie capacità professionali a disposizione gratis, anche la cultura di “la cultura è gratis tanto è un hobby” è veramente nefasta.

La mia più totale solidarietà agli italiani meravigliosi, volenterosi, talentuosi e generosi che conosco e che ogni giorni lavorano per una visione di cultura di comunità.

Jane Bowie

28 febbraio 2013
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7 commenti a “Ma che cos’è la cultura?

  1. metello il 28 febbraio 2013, ore 22:01

    Quella Cultura che dici è con la C MAIUSCOLA…Molto spesso siamo contornati dalla Kultura…fatta da gente che vuole Katechizzare, Konvertire…come dei fanatici religiosi, fanatici della politica…La Cultura propone prospettive di vita…La Kultura verità inossidabili, tutti quelli che la pensano diversamente sono da far tacere…o da boicottare…Come ho letto in una intervista: Nella recitazione l’umano esprime grande solidarietà verso il prossimo. L’attore vive, soffre e gioisce come se fosse un altra persona, allargando il suo cuore ad altre esperienze di vita…Quando si fa Cultura il nostro EGO dovrebbe esser messo da parte…Altrimenti si fa propaganda politica invece di Cultura. P.S: Faccio mia una frase di R. Bach ne “Illusioni”: ogni cosa che ho detto può essere sbagliata”.

  2. Metello Faganelli il 1 marzo 2013, ore 08:11

    Cultura con la C maiuscola…ma spesso siamo di fronte a Kultura con la K…Kultura per konvertire…come fanno certi Missionari religiosi, missionari politici, missionari artisti…che ci è propinano la Verità….(Per loro)…La Cultura insegna prospettive, non verità…Ai bambini bisogna insegnarli ad avere prospettive…come ho letto in una intervista: Nella recitazione l’umano esprime grande solidarietà verso il prossimo. L’attore soffre, gioisce, vive come se fosse un’altra persona allargando il suo cuore ad altre esperienze di vita…ma per far questo bisogna dimenticarsi del proprio Ego…P.s: faccio mia la frase tratta da Illusioni di R. Bach: Ogni cosa che ho scritto può essere sbagliata…

  3. Gisella il 2 marzo 2013, ore 10:51

    Non capisco allora perché la signora che scrive non torna nel suo civile e organizzato paese, invece di stare qua a cercare di dare lezioni a noi che ci siamo nati, e sin dal primo giorno di vita ci siamo rimboccato le maniche per renderlo democratico e civile. C’è tanto da fare? Certo, ma non ci serve aiuto, grazie. Chi viene poi da uno dei pochi paesi che ancora conserva in se una monarchia, è bene che vada a far prediche altrove.

  4. giovanni dotti il 28 marzo 2013, ore 06:55

    L’ultimo commento e’tipico dell’incultura ancora purtroppo largamente presente nel nostro paese. La CHIUSURA al nuovo e al diverso, anche se portatore di esempi e stimoli per miglorarci (come in questo caso), la ristrettezza di vedute che ci fa sentire “padroni” nel nostro paese solo perche’ ci siamo nati e vi abbiamo vissuto anziche’ CITTADINI DEL MONDO, il respingere solo l’idea di un possibile cambiamento, sono elementi che non ci fanno bene sperare per ilfuturo di questo paese. Nella mia vita ho sempre cercato di imparare dagli altri, ovviamente per quello che di “buono” mi possono dare, ho fatto tesoro di quanto ho appreso nel corso degli studi e nella pratica della vita quotidiana, ma purtroppo mi sono trovato spesso a lottare con tanta gente che non ti capisce e NON VUOLE capire. Il compito della SCUOLA e’ fondamentale e insostituibile in tal senso (oltre alla Famiglia naturalmente)perche’ interviene negli anni della formazione “mentale” dell’individuo, dovrebbe contribuire ad elevarlo da un livello “animale” ad un livello superiore, “cioe’ razionale”, sviluppando quelle facolta’ intellettuali che lo contraddistinguono dagli altri esseri appartenenti al mondo animale. FATTI NON FOSTE A VIVER COME BRUTI MA PER SEGUIR VIRTUTE E CONOSCENZA ! Purtroppo questo nostro paese e’ancora molto indietro nel campo dell’istruzione, e se ne vedono le conseguenze negative in tutti i campi, dalla politica al lavoro (dove la meritocrazia e’una chimera), dalla disgregazione della Famiglia alla invasivita’di fenomeni come corruzione, mafie e droga, decadimento dei valori etici anche nella Chiesa, ecc. Ci stiamo avviando verso una involuzione che ci avvicina spaventosamente ai paesi del terzo mondo, ma sembra proprio che non ce ne accorgiamo. Non vedo tanto presto una inversione di rotta. Se prima non cambia la mentalita’.

  5. Emanuele Vitulli il 7 aprile 2013, ore 20:43

    Ringraziamo Jane Bowie per la testimonianza di civiltà che ci propone. Forse la descrizione di una società generosa e organizzata come quella del piccolo paese scozzese oltre a procurarci un sentimento di invidia può indurci a riflettere che le potenzialità di un popolo disorganizzato e suddito come il nostro possono essere veramente sconfinate. Se solo riuscissimo ad innescare un processo di accrescimento del sentimento di “comunità” che per tutti noi è storicamente avulso dal sistema, forse potremmo mettere a frutto quella vivacità che forse ereditiamo da una altisonante storia millenaria anche se essere stati sempre dominati da un qualche potente ci ha resi, ripeto, troppo “sudditi”. La chiave del sistema sta tutta nel dare avvio al processo. Questo è certamente possibile se, ciascuno ha il coraggio di incamminarsi verso una meta già bollata come impossibile…nulla è impossibile! Noi siamo già partiti e già cogliamo i primi frutti…
    Emanuele Vitulli

  6. ombretta diaferia il 8 aprile 2013, ore 10:29

    “…la totalità dei modi con cui l’uomo crea progetti per vivere…”
    Dirittti culturali e diritti umani – UNESCO 1968

  7. giovanni Zappalà il 7 maggio 2013, ore 02:25

    La cultura è uno stato di grazia dell’apprendimento e dell’analisi mentale rapportata all’etica. Altrimenti sarebbe solamente ipermemoria ed egocentrismo.

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