Varese

Due ospedali o uno solo? I protagonisti sfilano in Comune

 

Il cantiere all'ospedale Del Ponte visto dal tetto

Il cantiere all’ospedale Del Ponte visto dal tetto

Ospedale del bambino al Del Ponte oppure Ospedale unico? E’ l’interrogativo messo sul tavolo della Conferenza capigruppo che, in vista del Consiglio comunale di Varese del 5 marzo, ha esaminato e confrontato le diverse posizioni emerse nel dibattito e nelle polemiche degli ultimi mesi. Una scelta, quella della Conferenza, che ha impedito l’apertura pubblica del confronto, che invece la scelta della Commissione avrebbe garantito. Ma non c’è dubbio che il dibattito sia stato a 360 gradi, un’opportunità offerta ai vari partiti di maturare una posizione sul controverso argomento. Alla Conferenza hanno partecipato il presidente del Consiglio, il Pdl Roberto Puricelli, l’assessore Pdl Giossi Montalbetti, con delega per i rapporti con il Consiglio, e poi i capigruppo Grassia (Pdl), Moroni (Lega Nord), Mirabelli (Pd), Cammarata (Movimento 5 Stelle), Nicoletti (Movimento Libero), Cordì (Sel), Ronca (Varese & Luisa). Invitati anche il Pd Corbetta e il leghista Roggia.

Alla Conferenza capigruppo sono stati ascoltati il dg dell’Azienda ospedaliera di Varese, Callisto Bravi, i membri del Comitato per un solo ospedale a Varese e gli esponenti della Fondazione Ponte del Sorriso. Protagonisti di un dibattito che si concluderà in Consiglio comunale, quando prenderà corpo una presa di posizione del parlamentino cittadino sul tema. Sempre che in Consiglio si trovi l’accordo, perchè in caso diverso non ci sarà un solo documento.

Il primo ad uscire dall’audizione a Palazzo Estense è stato il dg Bravi. “Mi sono trovato a mio agio e ho trovato una grande disponibilità ad ascoltare”, ha dichiarato il dg all’uscita. Bravi ha confermato la sua posizione favorevole all’ospedale del bambino: “Occorre portare a termine il progetto nei tempi previsti”. Continua Bravi, sottolineando l’esistenza di un ampio fronte favorevole: “Il sindaco Fontana è favorevole, il nuovo presidente della Regione è un varesino, la scelta è razionale”. Quanto alle risorse per garantire il funzionamento dell’ospedale che sta sorgendo al Del Ponte: “E’ un progetto regionale, e la Regione metterà a disposizione le risorse adeguate ai 213 posti programmati”.

Mentre Bravi era ancora a colloquio con i capigruppo, una rappresentanza del Comitato per un solo ospedale ha fatto il suo ingresso in Comune, una delegazione che ha portato nel confronto alcuni documenti. Dice il Comitato: “Al momento attuale abbiamo due possibilità: proseguire con l’idea del megaprogetto con il Del Ponte trasformato in dipartimento Materno-infantile, centro di eccellenza, punto di riferimento lombardo se non nazionale, assolutamente autonomo dal Circolo; prendere atto dell’assetto attuale del Del Ponte per i lavori eseguiti, adattarli per non perdere i soldi impiegati e convertirlo a centro riabilitativo, e/o a “degenze protette”, fare autosilo sulla superficie del Vedani abbattuto. Passare quindi all’attuazione al Circolo (Santa Maria, ex Geriatria, ex Maternità) di un progetto che tenga conto delle esigenze di donne e bambini secondo criteri consoni a quelli auspicati da un dipartimento materno-infantile moderno”. Continua il Comitato: “Se si prende la prima strada bisogna ricordare che per la sua piena attuazione, oltre ai 7 milioni già spesi e alla paventata perdita dei 20 milioni già stanziati, ne saranno necessari almeno altri 30-40 per attivare la completa autonomia auspicata.  Sarebbero necessarie le duplicazioni di quanto si trova a poche centinaia di metri di tutti i Servizi (Cardiologia, Laboratorio, Emoteca, Radiologia, ecc.ecc.), duplicazione di tutte le costose apparecchiature necessarie, attivazione di una Rianimazione Pediatrica e per Adulti”.

Infine è giunta in Comune Emanuela Crivellaro, presidente della Fondazione Ponte del Sorriso, insieme ad altri membri del cda della Fondazione. Sotto al braccio una ricca rassegna stampa che documenta del lungo dibattito che si svolge da anni attorno al polo materno-infantile. “Siamo qui per fare chiarezza sulla questione – dicono i rappresentanti della Fondazione -. E per sottolineare come la nostra Fondazione, nata tre anni fa, è sorta per il grande consenso, anche economico, nei confronti del progetto del Ponte del Sorriso”. Un paio di milioni raccolti, circa 10 mila donatori. “Francamente – continuano gli esponenti della Fondazione – non riusciamo a capire l’accanimento contro il polo materno-infantile al Del Ponte, e non ci spieghiamo i tempi: con tutte le attività pubbliche che abbiamo organizzato in questi anni, non si può sostenere che si ignorava il progetto”. Soprattutto, dicono i rappresentanti della Fondazione, “quello che si sta realizzando al Del Ponte è l’unico progetto in campo, non ci sono alternative”. Una posizione che poggia sulla convinzione “che il bambino non deve condividere lo stesso percorso di cura degli adulti. Una linea che le Regioni stanno sposando, come dimostra la nascita dell’ospedale del bambino di Parma, sorto ex novo, e costato 34 milioni di euro”.

28 febbraio 2013
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