Varese

Varese, Maroni chiude per il centrodestra. E arriva Borghezio

 

Maroni circondato dai candidati che lo sostengono

Maroni circondato dai candidati che lo sostengono

E’ il segretario leghista Maroni a chiudere la campagna elettorale del centrodestra a Varese. Candidato alla presidenza del Pirellone, Roberto Maroni prende la parola, introdotto dalle parole dell’europarlamentare Lara Comi, coordinatrice provinciale del Pdl di Varese, ed è circondato dai candidati del Carroccio, della lista civica per Maroni, del Pdl, di Fratelli d’Italia. E’ assente, invece, l’ex ministro Mariastella Gelmini che, pur annunciata, non è potuta intervenire.

In un salone del bar Zamberletti strapieno, il popolo del centrodestra ascolta il candidato presidente al Pirellone. “Una campagna lunga, faticosa e bellissima”, esordisce Maroni. Alza il tiro il candidato di Lega e Pdl, sui suoi avversari. “Io mi presento da solo, mentre Ambrosoli si presenta con Bersani, con Tutankamen Prodi, con Vendola. Se vince Ambrosoli, vincono la Cgil e i centri sociali”. Una previsione catastrofica, quella di Maroni, riferita alla possibilità di vittoria del centrosinistra: “Se vince il centrosinistra, esso metterà in discussione i diritti dell’uomo, della famiglia intesa come società naturale fondata sul matrimonio, i diritti dei giovani, i diritti delle famiglie a scegliere liberamente la scuola per i propri figli, la possibilità di scegliere liberamente le strutture sanitarie”.

Maroni sostiene che c’è una grande differenza tra Ambrosoli e lui: “Ambrosoli fa solo chiacchiere, noi le cose concrete”. “Noi vogliamo che le tasse che paghiamo non vadano a mantenere altri, mentre la sinistra vuole fare della Lombardia una colonia fiscale”. “Noi non vogliamo vivere in una regione in cui comandano Vendola e Cgil”.

A dare manforte a Maroni e al centrodestra giunge allo Zamberletti l’eurodeputato leghista Mario Borghezio. L’esponente leghista che si presenta all’improvviso alla manifestazione di chiusura, ma che non fa alcun intervento pubblico, dice ai giornalisti che “c’è una forte ingerenza in Lombardia di poteri forti, di poteri finanziari, e che la macroregione del Nord serve proprio a combattere queste presenze”. Borghezio alza il tiro contro “il signoraggio delle banche” che va combattuto. La macroregione è un passaggio importante, ma non l’esito finale: “l’esito finale è la libertà del Nord”.

23 febbraio 2013
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