Varese

Veltroni: il nuovo governo dichiari guerra alla mafia

Walter Veltroni al De Filippi di Varese

Walter Veltroni al De Filippi di Varese

Chiusura ieri pomeriggio della campagna elettorale del centrosinistra al De Filippi di Varese con Walter Veltroni e il sindaco di Milano Giuliano Pisapia, e con tutti i candidati dei partiti della coalizione che in regione sostengono Umberto Ambrosoli e a Camera e Senato Pier Luigi Bersani. E un tema, al centro dell’incontro, di stringente attualità, come la legalità in Lombardia. Un salone gremito, ma non pienissimo, ascolta con attenzione le parole dei due big che vengono introdotte dal consigliere regionale uscente del Pd Stefano Tosi. “La Regione merita di più di ciò che ha ottenuto da Berlusconi, Formigoni, Bossi e Maroni”.

Qualche battuta per iniziare (“c’è la neve, mancano le cavallette e siamo a posto, come direbbero i Blues Brothers”), ma poi in toni dell’intervento di Veltroni si fanno cupi ed allarmati. Come dice Veltroni, ex vice dell’Ulivo di Romano Prodi, ci troviamo in una fase di recessione senza precedenti. Anzi, no: Veltroni ricorda la terribile recessione del ’29. “Non è una semplice crisi, ma una recessione, cioè un fenomeno da cui nessuno si salva”. Un fenomeno che, allora, portò all’ascesa di Adolf Hitler, il più votato alle elezioni. Veltroni passa poi a parlare di Berlusconi e delle sue promesse elettorali. “Io non lo faccio, ma è ammissibile che si facciano promesse elettorali, ma l’inviare una lettera che assomiglia ad un modulo per ottenere il rimborso dell’Imu già pagata è inaccettabile, è un gesto di disperazione”.

Veltroni parla dell’anti-Berlusconi: Carlo Azeglio Ciampi “uno degli uomini più importanti del Novecento”. Un personaggio che fa introdurre a Veltroni il tema del riformismo. E ancora i toni si fanno cupi. “Il primo tentativo, nei primi anni Sessanta, fu bloccato da un tentativo di colpo di stato. Il secondo cadde per contraddizioni interne”. Ora c’è una nuova possibilità con Umberto Ambrosoli: “Penso che sia la persona migliore per governare la Regione”.

Un uomo che può garantire una tutela nei confronti della illegalità e della corruzione. “La legalità non è un optional, ma una pre-condizione – dice Veltroni -. La corruzione ci costa ogni anno 70 miliardi, e 130 le organizzazioni criminali”. Il nuovo governo deve aprire il suo mandato con “una dichiarazione di guerra alla mafia”.

Per il sindaco Pisapia, che affronta il tema della buona amministrazione, non sono mancati i problemi per raggiungere Varese. “Nevica, poi pioverà, ma dopo il voto arriverà l’arcobaleno”. Pisapia punta al voto degli indecisi (“un’indecisione che pare riguardare di più il centrosinistra”). Non mancano le critiche a Monti: “Chi aveva promesso di stare al di sopra delle parti, poi non l’ha fatto, è come l’arbitro che entra in campo e gioca”.

Per Pisapia Formigoni è stato “un dittatore, non un governatore”. E ha costruito una serie i centri di potere da cui “Maroni non si può tirare fuori”. Peraltro, continua Pisapia, “gli assessori alla sanità sono stati sempre della Lega”. Una Lega che, continua duro il primo cittadino di Milano, “vuole costruire una macroregione che in realtà è un macrobidone”. Quanto ai sindaci, invece, Pisapia salva il sindaco di Varese, Attilio Fontana. “Ha governato bene l’Anci Lombardia, ma nei primi sei posti delle classifiche restano sei sindaci di centrosinistra”.

 

22 febbraio 2013
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