Varese

Arci Varese, con il voto la corsa non finisce, ma inizia

centro-storico-varese-1Il 24 e 25 febbraio 2013 le cittadine e i cittadini italiani sono chiamati a votare in un importante appuntamento per il rinnovo del parlamento nazionale e di tre consigli regionali, fra i quali quello della Lombardia.
Arci, associazione culturalmente progressista, laica e legata alla storia delle diverse anime delle sinistra italiana, non partecipa, ovviamente, alla contesa elettorale, ma non può permettersi di essere neutrale. Nessuno di noi lo può fare perché se è vero che le elezioni sono solo un piccolo ma fondamentale momento nella vita di una democrazia, se è vero che la
partecipazione e la cittadinanza si costruiscono con l’impegno, il lavoro e il ragionamento quotidiani e vero anche che le elezioni sono il momento in cui si sceglie a chi affidare la realizzazione degli obiettivi e delle priorità, a chi affidare la custodia
delle istituzioni e della cosa pubblica.
In questo senso non deve fare paura l’idea di scegliere, l’idea di avere il coraggio di dire che tutti meritano rispetto, almeno in partenza, ma non tutti hanno le stesse proposte, gli stessi valori o sono altrettanto affidabili. Una grande associazione di massa ha quindi, da questo punto di vista, il dovere di scegliere, di indicare chi ha mostrato più attenzione e in modo più
credibile ai suoi temi, ha anche il dovere, sancito dalla costituzione, di esporre alla politica le sue priorità.
Per il Comitato Provinciale Arci Varese le priorità sono molte e rilevanti: gli spazi per la cultura, per consentire lo sviluppo e la crescita dal basso di questa espressione naturale del genere umano, garantendo l’arte, la creatività, l’intraprendenza culturale dei giovani e dei meno giovani trovando i luoghi e le risorse perché si possano esprimere, crescere,
creare ricchezza e lavoro; la Legalità democratica e la lotta contro tutte le mafie, per liberare il Paese dal ricatto dell’illegalità, creare una società più democratica e più giusta, l’impegno al riutilizzo dei beni confiscati si deve affiancare ad una
vera guerra alla corruzione e al malaffare diffuso; la partecipazione democratica, attraverso la trasparenza, l’informazione,
la tutela del diritto alla partecipazione; la promozione delle iniziative partecipative ad ogni livello: dall’elaborazione dei PGT ai bilanci degli enti pubblici; la promozione dei diritti digitali, attraverso una vera agenda digitale diretta a due obiettivi: la modernizzazione ed efficienza della pubblica amministrazione, con relativa riduzione dei costi e dei tempi da un lato e
l’abbattimento del digital divide dall’altro, con la promozione dei supporti digitali dove possono essere usati per garantire più facile ed economico accesso al sapere; accanto a ciò la liberazione del diritto d’autore, con adeguato riconoscimento delle licenze Creative Commons e Fair Use, con la rottura di tutti i monopoli consociativi; diritti civili: riconoscimento delle unioni civili, eguaglianza di tutti i cittadini di fronte al matrimonio e alla possibilità di costruirsi una famiglia (indipendentemente dall’orientamento sessuale o da altre condizioni), la cittadinanza a tutti i bambini che nascono in Italia, indipendentemente
dall’origine dei genitori; uno stato laico senza privilegi di sorta per alcuna confessione religiosa; parità di genere: la democrazia italiana non sarà mai compiuta, l’economia nazionale non potrà mai crescere finchè alle donne non siano
garantite le stesse opportunità e diritti degli uomini; trasparenza e finanziamenti alla cultura e al volontariato: ripristino di un minimo di previsione di bilancio per tali attività (appoggiamo pienamente l’idea diffusa di un minimo dell’1% per la cultura), fine dei finanziamenti o delle mance a pioggia: solo contributi a bando e rigorosa, trasparente
rendicontazione al pubblico di ogni euro speso; smettere di parlare dei giovani come fossero animali in via di estinzione,
affrontare con serietà le ragioni della disoccupazione, sottoccupazione e precariato, attuare politiche che favoriscano il protagonismo delle giovani generazioni; impulso alla conversione dell’industria bellica attraverso politiche che ne
mettano il grande sviluppo tecnologico a favore di progetti di pace; smettere di fabbricare armi senza perdere ma anzi guadagnando posti di lavoro, contro la guerra e contro l’attivismo di pura testimonianza.
Queste richieste nascono dalla base dei nostri circoli, di socie e soci impegnati o iscritti all’Arci, certo non c’è tutto ma crediamo che il nostro compito possa essere solo quello di promuovere le istanze del nostro corpo sociale, sapendo
che non sono le uniche ma sapendo anche che un’associazione che in Italia conta 1.200.000 soci è un’antenna che può far sentire il punto di vista di un pezzo importante della società.
Il 24 e 25 febbraio inizia, non finisce, la campagna per raggiungere questi obiettivi, siamo certamente particolarmente vicini a quelle liste o partiti che hanno mostrato attenzione a questi temi, inserendoli in programma o chiamando esponenti della società civile a rappresentarli.
La stessa Arci ha suoi componenti candidati: Enzo D’Antuono, presidente provinciale a Como al Sentato per SEL, Valentina Laterza del Comitato di Milano alla Camera per lo stesso partito, Paolo Beni, presidente nazionale, in Toscana col PD; Michela Barzi, della segreteria provinciale di Varese alla Regione con Umberto Ambrosoli e la lista “Etico”. Appoggiamo ovviamente il generoso tentativo di questi dirigenti e liringraziamo del lor impegno, speriamo che attraverso di loro, indipendemente dai risultati, ci sia l’occasione per far concentrare l’opinione pubblica sui temi che ci sono cari. La nostra speranza è che le forze a del centro sinistra, che hanno finora mostrato maggiore apertura sui nostri temi, abbiano sufficiente
fiducia e opportunità di onorare le loro promesse e impegni.
Arci Varese invita la cittadinanza tutta a votare, a farlo tenendo presenti le priorità che anche noi abbiamo, con questo documento, indicato e a fare con ciò del loro meglio per favorire la nascita di un governo più giusto, costruttore
di giustizia sociale, pace e progresso, per un Paese e un’Europa più sociali e solidali, chiudendo una volta per sempre la parentesi controproducente e suicida della demagogia e del populismo degli ultimi anni.
La segreteria e l’ufficio di Presidenza di Arci Varese
Arci Comitato Provinciale – Varese, via F. Del Cairo 34, 21100 Varese CF 80011500123
varese@arci.it - www.arcivarese.it – 0332 1690108

21 febbraio 2013
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