Lettere

Al ballo delle debuttanti

Alla faccia di tutti coloro che fino a pochi mesi fa gridavano che fare politica fosse un mestiere finito e che i politici non fossero altro che ladroni pervertiti! Questa campagna elettorale ha dimostrato il contrario, ovvero che anche coloro che ne erano fuori bussano alle porte dei palazzi

sicchè oggi assistiamo ad un proliferare di liste e di candidati, più o meno probabili, provenienti dalla cosiddetta società civile.

Quindi la politica non è un mestiere finito, ma semmai ancora attualissimo ed ancora più ambito in una situazione di emergenza economica ed occupazionale in cui mantenere il proprio mestiere, o trovarne uno nuovo, diventa missione impossibile.

E così al ballo delle debuttanti danzano per noi noti medici, presidenti di società sportive, ex magistrati, impiegati, bancari, pensionati, professionisti vari, giornalisti, che hanno tra loro un minimo denominatore comune: l’improvvisazione.

Ma se la politica è un mestiere e lo è sempre stato, il politico può improvvisare?

Vi fareste riparare la caldaia a gas da vostro cugino poeta che si diletta nei week end con chiavi inglesi e cacciaviti?

Che speranze abbiamo che questi illustri improvvisatori riescano, se eletti, a sistemare le cose?

Qualche dubbio lo dobbiamo nutrire per forza, sebbene vada data a tutti la possibilità di dimostrare il contrario, così come si conviene in democrazia.

Per quanto mi riguarda penso che i migliori politici che il paese abbia espresso siano quelli usciti dalle grandi scuole di partito, dal P.C.I. alla D.C., per finire alla Lega che ha cresciuto nel proprio grembo una miriade di ottimi amministratori; cioè quelle persone che hanno messo a disposizione di un’ideale il proprio tempo libero, che hanno fatto la gavetta nelle sezioni, nelle feste di paese, in mezzo alla gente, a volantinare, fuori dalle fabbriche, fuori dalle scuole, nelle parrocchie, che hanno visto più volte La Corazzata Potiomkin, che hanno letto Gramsci, Gentile ed ovviamente Gianfranco Miglio.

Diffido viceversa di questi candidati “asettici”, figli di un modo di fare politica che non mi appartiene, fatto di persone che vi piombano dentro con poca umanità e senza know how.

Forse sbaglierò, anzi sbaglio di sicuro, ma per me la politica resta una cosa seria e quindi da trattare seriamente.

Per questo oggi il mio pensiero va proprio a loro, a quei militanti credenti e praticanti, alle migliaia e migliaia di persone che hanno vissuto la politica come passione e di essa si sono nutriti ed il mio elogio va al loro silenzioso modo di condurre questa campagna elettorale della quale sono spettatori ed invitati quando serve attaccare manifesti con la colla fatta mischiando acqua e farina in bidoni di recupero.

Proprio queste persone saranno le prime a gioire per la vittoria del loro premier ed a stringersi intorno all’amico trombato.

Loro che si rodono ancora il fegato se qualche candidato improvvisato calunnia il loro partito ed i suoi leaders.

Mi sbaglierò ancora una volta, ma forse avremmo bisogno di più candidati di questa razza e molto meno di strane razze di candidati.

Cordialmente

Giulio Moroni

20 febbraio 2013
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6 commenti a “Al ballo delle debuttanti

  1. ZANZI AMBROGINA il 23 febbraio 2013, ore 10:37

    VI PROPONGO UNA BELLA RIFLESSIONE del grande poeta russo E. Evtusenko. Che ne dite?

    “Ci sono vari nascondigli: ci si nasconde in uno sghignazzo oppure in un lamento; ci si nasconde nelle piccole verità meschine oppure nelle grandi menzogne, ci si nasconde nelle fatiche o nella danza, nel vino o nel calcio, nelle barzellette o nelle carte; ci si nasconde come bambini…; ci si nasconde persino nella natura, nei libri immortali, nel lavoro e nell’amore. Lo so, la vita è complicata; ma se in essa c’è qualcosa di male, NON CI SI DEVE NASCONDERE, BENSI’ BATTERE! ”

    Un saluto cordiale. AMBROGINA ZANZI

  2. Roy1 il 23 febbraio 2013, ore 14:54

    Moroni coglie nel segno. E ancor peggio sono i democristiani di lungo corso che anziché rivendicare la serietà del passato si reinventano come società civile. Lasciamo stare un nobile comunista post-staliniano che nel pensiero e nei versi li avrebbe derisi, e poi sarebbe sceso in strada ad attaccare manifesti

  3. leonia talamona il 25 febbraio 2013, ore 09:19

    Caro Moroni..non si nasce maestri..un inizio ci deve pur essere ..o dobbiamo rassegnarci a lasciare il paese in mano sempre agli stessi??….dai risultati mi sembra che i Politici hanno solo mangiato e dato da mangiare ai loro amici e parenti…per vedere dei galantuomini in politica bisogna tornare indietro di 40 anni…ai tempi di Berlinguer, Almirante, Andreotti…ecc. questi signori erano dei politici, con ideali ed un forte senso del dovere e delle istituzioni…ben vengano allora i politici di nuova generazioni, i “signor Nessuno” ! Il problemaè che nessuno da visibilità ai nuovi volti….è un circolo vizioso che solo con la ribellione e la determinazione si può combattere, ma la via è lunga e tortuosa, specialmente se ci si imbatte con persone con la sua mentalità….Leonia Talamona

  4. giulio moroni il 26 febbraio 2013, ore 12:17

    Concordo con tutto quanto afferma la signora Leonia Talamona che salvo equivoci derivanti da possibili omonimie, dovrebbe essere un illustre membro del Partito Politico Unione Italiana, così come emerge consultando il sito, ivi compreso quindi il riferimento alla mia “mentalità” che – con tutti i limiti del caso – mi tengo ben stretta avendo imparato a conviverci da anni e che non cambierei nemmeno contro due di quei fustini di detersivo senza marca del noto spot televisivo.
    D’altra parte se la signora Talamona ed il Suo partito di appartenenza rivendicano un ruolo di novità, ben venga la mia “mentalità” che non avversa il nuovo che incombe, ma che semmai teme il vecchio che avanza.
    Grazie anche ai contributi di Ambrogina Zanzi e di Roy1 che leggo sempre volentieri.

  5. leonia talamona il 26 febbraio 2013, ore 17:49

    Buongiorno Sig. Moroni…la ringrazio per avermi riconosciuto….le confermo che arrivo da Unione Italiana, sconosciuto partito ai più….forse oggi meno sconosciuto, in quanto il ns. fondatore Gianfranco Librandi è diventato Onorevole…..per noi è un inizio..per altri una fine…io sto attendendo i miei risultati per le regionali! Il Pirellone è lontano, ma Palazzo Estense lo è molto meno..ho davanti 3 anni di duro lavoro, per arrivare pronta e cercare di riportare la ns. bellissima Varese agli antichi splendori..con l’aiuto di tutti…non solo dei politici, ma dei cittadini che la vivono …un grazie a tutti quelli che mi hanno supportata in questi 2 mesi fantastici…ricordiamoci che non c’eravamo ed ora abbiamo quasi il 10% a livello nazionale ed il 14% a Varese..è un grandissimo risultato …..grazie di cuore a tutti voi che ci avete creduto e che con me continuate a crederci…Leonia Talamona

  6. giovanni dotti il 28 marzo 2013, ore 10:30

    Condivido quanto scrive la Signora Talamona, che non conosco come non conosco il suo partito. Personalmente sono stato sempre aperto al NUOVO e sopratutto ai GIOVANI, a condizione che la Politica la intraprendano con passione, spirito di servizio e sopratutto con PREPARAZIONE. Lo squallore morale di tanti “apprendisti stregoni” che militano da anni in tanti partiti e vietano qualsiasi ricambio e’ la morte della democrazia e la principale causa della decadenza civile del nostro paese. Vedevo con un certo favore il “grillismo”, ma vista l’incultura e l’incompetenza dei nuovi arrivati mi sto ricredendo. Mi chiedo: ma Grillo non poteva scegliere persone migliori? Altra occasione persa per rinnovare la nostra politica e le nostre Istituzioni! Sara’per la prossima, imminente tornata elettorale?

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