Busto Arsizio

Pier Luigi Bersani a Busto: smacchieremo il giaguarone

Bersani al Museo del Tessile di Busto

Bersani al Museo del Tessile di Busto

Una vera ressa all’arrivo del segretario nazionale del Pd, Pier Luigi Bersani, al Museo del Tessile di Busto Arsizio. Non è voluto mancare all’appuntamento con la nostra provincia, il segretario del Pd, tanto strategica nel determinare l’esito del voto di domenica e lunedì prossimi. Troupe, telecamere, giornalisti assediano per qualche minuto Bersani, che però, sempre affiancato dal deputato Daniele Marantelli, guadagna rapidamente l’entrata. Appena entrato fa un veloce brindisi e poi sale sul palco.

Affollata la grande sala del Museo, con tanti tavoli per consumare il pranzo insieme a Bersani. Sale sul palco Fabrizio Taricco, segretario provinciale del Pd di Varese, candidato al Pirellone, per introdurre il comizio. “Se cambiamo la Lombardia – dice Taricco – cambiamo l’Italia”. Segue l’intervento del segretario cittadino del Pd di Busto, Erica D’Adda, in corsa per il Senato, che simpaticamente si rivolge a Bersani con un bel verso di Whitman un po’ rimaneggiato: “O capitano! Nostro capitano”.

E’ il momento di Pier Luigi Bersani, appaludito dalla folla radunata a Busto. “Il vento gira: è il momento di smacchiare il giaguarone…anzi qui ne avete tre da smacchiare: Berlusconi, Maroni, Formigoni…”. Risate e applausi fragorosi. “L’alternativa a 20 anni di berlusconismo, formigonismo, maronismo è una riscossa civica, grande civismo e grande tradizione solidale, con i valori dell’onestà e della partecipazione”, continua Bersani. “Basta con le favole, basta con la propaganda. Le ronde padane non sono riuscite a fermare la ‘ndrangheta in Lombardia”. Non solo: “La Lombardia egoista, chiusa in se stessa, che mette le dita negli occhi degli immigrati non ha portato a nulla”. E “l’autonomia è diventata una bella colorata di verde su tutto”.

Bersani ribadisce: “Siamo alternativi alla destra, non vogliamo affidare al mercato scuola e sanità”. Per il centrosinistra ”il lavoro sta al centro, mai più un condono”. Si mostra ottimista, il segretario del Pd: “Abbiamo il popolo delle primarie, una vera bomba atomica”. Il futuro premier si dice convinto di andare al governo, “un luogo di combattimento, contro la corruzione, contro i conflitti di interesse”. Bersani se la prende anche con Grillo: “Non può non rispondcere mai alle domande, ci porta fuori dalla democrazia, ci porta peggio che in Grecia”.

Quanto alla coalizione: “La nostra è quella che resisterà, quella degli altri no”. Tanto più che “il patto di centrosinistra ha avuto 3 milioni e duecentomila notai”. Dall’altra parte, continua Bersani, “non ho mai visto una foto con Monti insieme a Fini”. Il Pd, conclude Bersani a Busto, “è l’unico partito non organizzato a livello personale, ma collettivo: siamo gli unici a sapere cosa abbiamo alle spalle e cosa abbiamo davanti”. Conclude: “Dopo Bersani, c’è il Pd”.

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19 febbraio 2013
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