Varese

Raffaele Cattaneo a Varese: è a rischio la nostra Lombardia

Raffaele Cattaneo e Roberto Formigoni questa mattina alle Ville Ponti di Varese

Raffaele Cattaneo e Roberto Formigoni questa mattina alle Ville Ponti di Varese

Parte con Giorgio Gaber, la convention di Raffaele Cattaneo che si è svolta questa mattina alle Ville Ponti di Varese. “La libertà” scorre sui tre maxi schermi della sala mentre in prima fila, uno accanto all’altro, siedono lo stesso Cattaneo e il candidato presidente al Pirellone per Pdl e Lega, Roberto Maroni. Con un po’ di ritardo fa il suo ingresso anche il governatore della Lombardia, Roberto Formigoni.

Su ogni poltrona della sala è stato posto un sacchetto con materiale elettorale e una maschera che raffigura il volto dell’ex assessore regionale, un riferimento, forse, al fatto che oggi a Varese si festeggia il sabato grasso. La convention è divisa per segmenti, dedicati ognuno ad una serie di temi contenuti nel programma del consigliere del Pdl che corre per il Pirellone. E con un dibattito con alcuni testimonial che sul tema in discussione, dalla tutela della vita alle imprese, alle infrastrutture, intervengono e raccontano la loro esperienza.

Ma i riflettori sono tutti rivolti ai big. Il primo a prendere la parola è Roberto Maroni, che evoca tematiche come la famiglia (“una società naturale basata sul matrimonio”), il buono scuola, il fondo Nasko, la libertà di educazione. “I genitori devono scegliere per i loro figli la scuola che preferiscono – dice Maroni -. E questo non solo perchè mia figlia ha insegnato alla Scuola Manfredini, ma perchè ci credo davvero”. Quanto a Cattaneo, Maroni dice che “ha lavorato bene” e si augura che ottenga “una posizione di responsabilità”. Interviene anche Lara Comi, coordinatrice provinciale del Pdl a Varese ed eurodeputata, che riassume efficacemente la continuità: “Da Roberto a Roberto”. E poi, naturalmente, rimarca: “Siamo in vantaggio, ci sono due punti di differenza”.

E’ poi la volta di Roberto Formigoni, che Cattaneo presenta dicendo che “non è come ce lo presentano i giornali”. “Di fronte ai fatti che ha realizzato in Regione – chiosa l’ex assessore – dovremmo toglierci il cappello”. L’intervento di Formigoni appare allarmato: “Attenzione che le cose che abbiamo ricordato oggi sono a rischio, potrebbero essere cancellate. Le nostre conquiste fondamentali, a leggere il programma del nostro principale competitor, o vengono ignorate o ostacolate”. Anzi: Formigoni alza il tiro e parla di Ambrosoli come di una imminente ”deriva zapaterista e hollandiana” per quanto riguarda tematiche come le famiglie gay. Poi il discorso ripiega sui temi guidiziari e e sulle 125 mila pagine che contengono le accuse nei suoi confronti. Per Formigoni il voto al Pdl è inevitabile se si vuole evitare le derive e la vittoria di “una sinistra che più sinistra di così non si può”.

Chiude la convention Raffaele Cattaneo, che chiama sul palco, accanto a sè, la moglie Camilla e il figlio Jacopo. Cattaneo lancia un appello a votare: si rivole agli “amici freddi”,  a “coloro che hanno da ridire su Berlusconi”. Ma subito mette le mani avanti: “Non sono diventato una amazzone di Berlusconi. La sua scelta di correre nuovamente nel Pdl, in alleanza con la Lega, poggia sul fatto che si tratta di una scelta che “consente di declinare nel concreto i propri valori”, a differenza di Giannino e Magdi Allam, che pur sostenendo posizioni condivisibili alla fine non riusciranno a tradurle in provvedimenti e scelte concrete.

Non manca, Cattaneo, di polemizzare con la scelta di chi, ieri sera, a Varese, esponente del suo stesso partito, è andato a chiedere i voti della comunità gay: “Non ho nulla contro i gay, ma la mia idea della famiglia è diversa, è quella contenuta nella Costituzione”.

16 febbraio 2013
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3 commenti a “Raffaele Cattaneo a Varese: è a rischio la nostra Lombardia

  1. Francesca Rigano il 16 febbraio 2013, ore 18:48

    è a rischio se vince il centrodestra !!

  2. Paolo Valenzano il 16 febbraio 2013, ore 19:08

    Si è vero! La “vostra” Lombardia è a rischio. Potrebbe tornare a essere una res publica.

  3. Gabriella Francescato il 16 febbraio 2013, ore 19:57

    Si,è vero,rischiate di lasciare il posto di governo alla politica pulita e competente!

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