Varese

Prg aspettando il Pgt. Costruttori e Ordini lo chiedono ai candidati

La saronnese Laura Gianetti, presidente dell'Ordine degli Architetti di Varese

La saronnese Laura Gianetti, presidente dell’Ordine degli Architetti di Varese

Un impegno ad assumere concrete iniziative, se eletti nel nuovo Consiglio regionale della Lombardia, perché sia ripristinata l’efficacia dei Piani regolatori generali nei Comuni che ancora non si sono dotati dei Piani di governo del territorio, previsti dalla Legge numero 12 del 2005 che ha riformato la pianificazione urbanistica.

E’ la richiesta che gli Ordini professionali degli Ingegneri e degli Architetti, il Collegio dei Geometri e l’Associazione dei costruttori edili, rilanceranno questa settimana nel corso di un incontro con i candidati dei diversi schieramenti alle Elezioni regionali del 24 e 25 febbraio prossimi. L’appuntamento è per venerdì 15 febbraio, alle ore 17.30, nella sede di Ance Varese, in via Cavour 32 a Varese.
L’invito è stato esteso ai candidati consiglieri regionali ed è stato inoltrato anche ai cinque candidati presidenti: Gabriele Albertini, Umberto Ambrosoli, Silvana Carcano, Roberto Maroni e Carlo Maria Pinardi, come occasione per un positivo dialogo con gli operatori del settore edile sulle ripercussioni economiche, occupazionali e sociali causate dalla mancata approvazione dei Pgt
e dal conseguente blocco delle attività. I rappresentanti delle forze politiche e delle liste civiche saranno accolti dai presidenti degli enti che hanno promosso l’iniziativa: Laura Gianetti (Ordine degli Architetti), Luca Bini (Collegio dei Geometri), Roberta Besozzi (Ordine
degli Ingegneri) e Sergio Bresciani (Associazione costruttori edili), i quali hanno ricordato che per effetto della Legge regionale 12/2005 “i Prg dei Comuni, che entro il 31 dicembre scorso non hanno approvato il Piano di governo del territorio, hanno perso efficacia” e che, fino all’approvazione dei Pgt, possono essere ammesse unicamente opere di manutenzione, restauro e risanamento conservativo sugli edifici esistenti” mentre è “paralizzata la possibilità di intervento edilizio” pregiudicando, con un “vuoto nella pianificazione del tutto
incoerente con il principio costitutivo dell’urbanistica”, non solo le attività imprenditoriali, ma gli stessi “diritti degli incolpevoli cittadini”.
Su questo tema, e su altri di stretta attualità come i ritardi dei pagamenti dei lavori eseguiti per le Pubbliche amministrazioni per effetto dei vincoli di bilancio imposti dal Patto di stabilità, la necessità di promuovere strumenti finanziari per riattivare il circuito del credito alle famiglie e l’opportunità di un piano pluriennale di edilizia sociale sostenibile, si intende aprire un confronto trasparente con chi si propone di governare la Lombardia nella prossima legislatura.

11 febbraio 2013
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