Varese

Coordinamento docenti di Varese ai candidati: poche risposte

Un momento del confronto

Un momento del confronto

Si è svolta ieri alla Sala Piramide di Varese, il confronto del Coordinamento Docenti di Varese e Provincia con 10 candidati alle prossime elezioni sulla scuola pubblica, davanti ad una platea di un centinaio di persone, tra cui un dirigente scolastico. Assenti, nonostante l’invito ricevuto dal coordinamento, il sindaco Attilio Fontana, il provveditore Claudio Merletti e l’assessore all’Edilizia e ai Servizi Scolastici Gianfranco Bottini, mentre l’assessore ai Servizi Sociali Enrico Angelini, si è dichiarato disponibile ad un incontro col Coordinamento, vista l’impossibilità a partecipare per un precedente impegno.

Il confronto ha parlato di tagli, della mancanza di politiche di investimento, del finanziamento alle scuole private da parte dello Stato, della legge ex Aprea-Ghizzoni, della valutazione Invalsi, degli stage in azienda, dei Tfa (tirocinio formativo attivo), della chiamata diretta dei Dirigenti Scolastici, dell’erogazione di fondi alle “scuole meritevoli”, della retribuzione dei docenti.

Ci sono stati interventi dal pubblico, anche con qualche breve momento di tensione, indice evidentedi una frustrazione generalizzata tra i docenti, chiaramente percepita, e messa in evidenza dai politici. Il moderatore ha più volte richiamato questi ultimi a dare risposte chiare, con posizioni precise e impegni concreti, come il mondo della scuola pretenderebbe.

Come dichiara Stefano Alerini, portavoce del movimento dei docenti, “pochi dei candidati presenti hanno dato davvero l’impressione di padroneggiare queste questioni, ma quasi tutti hanno avuto la consapevolezza di avere a che fare con elettori esigenti (più di un milione di lavoratori nella scuola)”. Continua Alterini: “Certamente i docenti che negli ultimi tre mesi e mezzo hanno continuato a mantenere alta l’attenzione sulla scuola con numerosissime iniziative sul territorio, non hanno affatto l’intenzione di abbassare la guardia e di tornare in un angolo subendo passivamente tutto ciò che arriverà dai nuovi possessori delle chiavi delle stanze del potere”.

Di risposte ne sono arrivate ben poche, ma la serata è terminata con una promessa, confermata davanti a cento testimoni, di rivedersi a parlare di scuola dopo le elezioni, qualcuno dalla parte del pubblico, altri dietro al tavolo dei politici eletti: sicuramente i docenti di Varese e Provincia lo esigeranno.

11 febbraio 2013
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Rispondi