Varese

Apokalipsis cum figuris. Budano “contamina” lo Spazio Lavit

Da sinistra Budano e Albertpo Lavit

Da sinistra Budano e Albertpo Lavit

Certamente un autore singolare, il piacentino Lino Budano, che ieri sera ha inaugurato allo Spazio Lavit di Varese una mostra dal titolo “Layers: Varese ri-velata”, un evento che ha visto un folto pubblico, come ormai è abitudine per questo spazio polifunzionale. Mostra promossa dallo stesso Spazio Lavit e dall’Associazione culturale Parentesi.

Una serie di immagini, di foto incorniciate, di “scatti” manipolati e rielaborati. Le immagini proposte sono sulle pareti, mentre nel grande schermo centrale scorrono le stesse immagini, sì, ma in movimento.

Come spiega l’artista, che per la prima volta espone a Varese, qui regna la contaminazione. Non, però, quella banale e abusata (chi, ormai, può dirsi contro il meticciato nelle arti?),  ma, come dice Budano, “work in progress”, nel senso che le arti diverse, dalla fotografia alla video art, dal 3D alle sculture, e gli esiti di tali intrecci, le opere vere e proprie, continuano ad essere messi in gioco, ad abbinarsi, a dividersi, a convergere e a divergere nell’opera dell’artista. Uno stile che la mostra del Lavit documenta benissimo.

Ai muri dello Spazio di via Uberti appaiono immagini grige e nere, con angoli di Varese che evocano scenari apocalittici (gli scatti varesini sono realizzati dallo stesso Alberto Lavit). Sovrappopra, di fianco a Villa Panza, al Palazzo della Camera di Commercio, alle Cappelle del Sacro Monte, si collocano oggetti, animali, uomini e donne ridotti a pedine di un grande gioco di scacchi. Ma poi gli scatti sono stati inquadrati in cornici ampie, con uno spazio bianco attorno, spazio a sua volta attraversato da pennellate grige, una soluzione che è stata escogitata ancora da Lavit.

Dunque una bella mostra. Con un’ulteriore sorpresa: la mostra è stata curata da Federica Soldati, una giovane curatrice, esperienze milanesi alle spalle, ora alla prova nella difficile Varese. Ma la Soldati se l’è cavata alla grande, come prova di esordio. Siamo certi di rivederla presto nella città giardino, impegnata in altre mostre come questa, accompagnata da un testo della giovane critica, narrativo e brillante.

10 febbraio 2013
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