Varese

Spazio Lavit, una Varese abitata dalle “provocazioni” di Budano

Lino Budano allo Spazio Lavit

Lino Budano allo Spazio Lavit

Una nuova, interessante iniziativa decolla presso lo Spazio Lavit, una culla poliedrica di proposte e di manifestazioni, che sabato 9 febbraio, a partire dalle ore 18, ospita una mostra dell’artista Lino Budano che ha per titolo ”Layers. Varese Ri-velata”. Un taglio del nastro alla presenza dell’artista e della curatrice Federica Soldati.

La mostra è organizzata dalla dinamica Associazione Parentesi con il patrocinio del Comune di Varese e della Provincia di Varese. La mostra sarà successivamente visitabile, a ingresso libero, dal mercoledì al sabato, dalle 17 alle 19.30 fino al 23 marzo.

Lino Budano è un artista piacentino di rara e complessa personalità. Una personalità trasversale che abita le opere da lui prodotte fin nei loro dettagli più nascosti. Opere che sono figlie di un procedimento complesso all’interno del cuore e delle intenzioni di un “modo di vivere l’arte” che ha fatto della commistione tra linguaggi espressivi differenti, la chiave di lettura di tutto il suo “esprimersi e divenire”.

Budano orchestra infatti abilmente fotografie, frames video, immagini in3D e sculture, filtrando, attraverso un uso sapiente delle più moderne tecniche di photo-editing, le possibilità espressive che ognuno di questi linguaggi porta in sè per arrivare ad un risultato finale visionario ed evocativo quanto materico e concreto. Si avverte infatti, nell’opera dell’artista, un amore per la costruzione materiale dell’immagine. Le fotografie digitalmente rielaborate vengono ritoccate, cucite, spatolate, strappate e, finalmente, stampate. Interventi manuali che permettono all’artista di “tornare” sulle opere rompendo la separazione con le stesse per andarle a ”contaminare” con il fine di renderle, come Budano stesso afferma, “umane”.

Un linguaggio figurativo di matrice espressionista che plasma un nuovo mondo secondo una singolare visione proiettata verso l’universale. Budano ci parla di un “altro” tempo che è passato, ma anche venturo e possible, figlio di un ideale sospeso e vagamente apocalittico.

Lo sguardo di Budano si posa sulla città diVarese che viene mostrata in maniera inedita utilizzando anche parziali fotografie di Alberto Lavit rivisitate appositamente dall’artista per raccontarci una città surreale e marittima, circondata dalle acque in un tempo “così lontano così vicino” dove riaffiorano sfuggenti ricordi. Un tempo sospeso e collocato in un imprecisato limbo dove enormi conchiglie prendono forma su sabbiosi tappeti di sfarzo barocco nei Giardini di Palazzo Estense, ossa di balene si stagliano davanti alle Ville Ponti e una coda di balena emerge dal parco di Villa Panza.

 

6 febbraio 2013
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