Varese

Asl di Varese, muoversi fa bene alla propria salute

gd1Numerosi studi hanno evidenziato in modo inequivocabile che l’attività motoria può migliorare le prestazioni fisiche e la qualità di vita di chi la pratica, oltre a ridurre la morbilità e la mortalità per malattie cardiovascolari; è stato stimato che l’eliminazione di un fattore di rischio come la sedentarietà può portare ad una riduzione delle malattie cardio-vascolari del 15-39%, del cancro del colon per il 22-33% e di fratture ossee secondarie ad osteoporosi per il 18%. In provincia di Varese, una persona su quattro ha uno stile di vita attivo (conduce un’attività lavorativa pesante o pratica attività fisica moderata o intensa), una su quattro circa è sedentaria e  la rimanente metà non pratica sufficiente attività fisica; il 29,4 % della popolazione adulta è in sovrappeso e l’ 8,4 % è obeso.

I dati rilevati indicano la necessità di promuovere iniziative ed interventi di provata efficacia. In raccordo con la  Direzione Generale Sanità di Regione Lombardia, aderendo ad un progetto del Ministero della Salute, l’ASL di Varese inizia in questi giorni una sperimentazione di prevenzione e cura basata sull’esercizio fisico, in cui  è prevista  la prescrizione e l’erogazione di attività fisica personalizzata, attraverso percorsi che garantiscano il raggiungimento e il mantenimento nel tempo dei livelli di attività prescritta.

La selezione dei pazienti a cui proporre la partecipazione allo studio pilota compete al Medico di Assistenza Primaria, a cui spetta la prima valutazione clinica che viene effettuata in seguito a somministrazione della  “Carta del Rischio Cardiocerebrovascolare” che permette di assegnare ai pazienti un rischio “medio” o “alto”. Il MAP indirizza i pazienti a “alto” rischio ai  Centri di  2° Livello (Medicina sportiva e preventiva P.zza Giovanni XXIII e Ambulatorio di Medicina dello Sport di via Pirandello, Varese)  dove  viene effettuata la valutazione funzionale approfondita in ambito ambulatoriale, con l’utilizzo di test specifici, e vengono fornite indicazioni individualizzate sulla tipologia di attività fisica da svolgere, adattando e personalizzando gli schemi di allenamento in funzione della condizione fisica del soggetto/paziente, dei fattori di rischio presenti, e della eventuale patologia in atto. Il servizio è rivolto in particolare alla popolazione a forte rischio cardiovascolare, ai soggetti obesi (BMI >30) e a pazienti affetti da diabete mellito. I pazienti reclutati saranno 40 per il I° livello e 20 per il 2° e verranno avviati ad un’attività in palestra trisettimanale per sei mesi sotto la guida di un laureato in Scienze Motorie secondo un programma personalizzato.

L’ASL di Varese intende promuovere l’attività fisica, in una prospettiva di prevenzione e tutela della salute, anche al suo interno, offrendo la possibilità ai propri dipendenti di aderire a programmi che prevedono un approccio integrato, motorio e dietetico, al benessere fisico.

“In una logica di tutela globale e integrata della salute e in un’ottica di attenzione ai dipendenti – afferma il Direttore Generale Giovanni Daverio – diventa importante promuovere l’attività motoria creando opportunità di conciliazione con la vita lavorativa. E’ questa la motivazione che ha portato la Direzione dell’ASL ad impegnarsi in azioni finalizzate a migliorare gli stili di vita dei propri dipendenti inserendo fra le iniziative anche la facilitazione e l’incentivazione della pratica di attività fisica”.

Si sta valutando la possibilità di un accordo con una struttura sportiva nelle immediate vicinanze della sede centrale di via O. Rossi  per consentire l’accesso agevolato dei dipendenti, in orario di pausa, per poter svolger un programma di attività fisica  prescritto dai Medici dell’ U.O. Medicina dello Sporti sotto la supervisione di Laureati in Scienze Motorie operanti nella struttura; per quanto concerne la parte nutrizionale è prevista la partecipazione dell’ U. O. Nutrizione per una valutazione della composizione corporea e eventuali indicazioni dietetiche.

“Il progetto rivolto ai dipendenti – sottolinea il Direttore Sanitario Stefano Taborelli – prevede anche la collaborazione dei medici della Medicina del Lavoro ed ha lo scopo di ottenere una riduzione delle assenze per malattia ed infortuni, migliorando il benessere psicofisico.- Il programma comprende la frequenza della palestra per un anno con tre sedute settimanali e controlli medici di valutazione  all’inizio, di monitoraggio e valutazione al 6° mese e dopo un anno”.

6 febbraio 2013
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