Milano

Don Carrón detta la linea: “Il partito di CL non esiste”

Julian CarronDopo gli attacchi a Comunione e liberazione per gli scandali che hanno vista coinvolta Regione Lombardia, don Julián Carrón è tornato ad affrontare il rapporto tra Movimento e politica. In occasione dell’ultima scuola di comunità generale, trasmessa in diretta satellitare in tutta Italia, il successore di don Giussani ha ribadito la distinzione tra l’impegno – corretto – a livello personale dei singoli ciellini e l’identificazione – sbagliata – di una realtà ecclesiale con uno schieramento politico.

Il concetto contenuto nella nota sulla situazione politica diffusa i primi giorni di gennaio è stato alla base del nuovo intervento, resosi necessario dopo la “spaccatura” interna a quello che finora è stato il partito di “riferimento” dei ciellini, il Pdl. Con Mario Mauro che, lasciati gli azzurri, è candidato al Senato nella Lista Civica di Mario Monti e Roberto Formigoni, il governatore lombardo uscente, che dopo l’endorsement inziale a Gabriele Albertini ha preferito appoggiare la candidatura di Roberto Maroni al Pirellone e quella (forse) di Silvio Berlusconi a Palazzo Chigi.

Carrón ha indubbiamente sentito l’esigenza di chiarire la posizione di Cl agli stessi suoi aderenti. In questo senso don Julián non ha usato giri di parole: “Come l’esperienza della fede che vivo – ha domandato – mi aiuta ad affrontare questo bisogno di raggiungere una chiarezza [sul voto]?”. E ha aggiunto: l’esperienza cristiana della vita maturata attraverso il Movimento deve diventare giudizio critico e azione consapevole di tutti gli aspetti dell’esistenza, anche della politica. “In gioco c’è la ragionevolezza della fede”.

Poi sulla questione dell’unità dei cattolici in politica, tema ormai ampiamente dibattuto dopo lo scioglimento della Democrazia Cristiana, Carrón cita Ratzinger: no al relativismo, sì alla difesa dei principi non negoziabili. Cioè i cattolici in generale e i ciellini in particolare possono scegliere una pluralità di partiti entro i quali militare, senza che sia necessaria una discesa in campo del Movimento. Infine l’appello al voto: “Già la politica è svuotata di ogni partecipazione – ha detto – perciò non togliamo il rischio della scelta”. Di conseguenza ha invitato “in tutte le discussioni a sfidarci l’un l’altro dando ragione della nostra scelta”.

Insomma un ritorno alle origini per Cl: l’esperienza come metodo per paragonare tutto con le esigenze del cuore. Diceva il don Gius: “Non sono qui perché riteniate come vostre le idee che io vi do, ma per insegnarvi un metodo vero per giudicare le cose che io vi dirò”. “Per noi il tornate elettorale – conclude Carrón – è un’occasione per dire che cos’è la fede [come soggetto ecclesiale] e che il contributo della fede ha anche un valore civile e politico, altrimenti noi finiamo col considerare la fede un richiamo spirituale, una cosa interna – “per noi” – ma poi nell’agone politico dobbiamo usare altri criteri”.

5 febbraio 2013 - Filippo Facco
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3 commenti a “Don Carrón detta la linea: “Il partito di CL non esiste”

  1. Gio il 5 febbraio 2013, ore 23:02

    Finalmente CL sembra aprirsi alla societa’civile e alla pluralita’ democratica dei partiti politici.Finora non e’ stato cosi’, il suo arroccamento in un’unica forza politica se ha portato vantaggi materiali a molti suoi iscritti ha logorato l’immagine del movimento ed ha causato enormi danni a tutta la societa’ sia in termini materiali che morali. Speriamo vivamente in un suo ravvedimento, sia pur obbligato e tardivo.

  2. fi.fa. il 6 febbraio 2013, ore 18:59

    Carrón ha avuto il merito di ribaltare la situazione, troppo comoda, degli “ordini di scuderia”. E le coscienze “assopite” si stanno risvegliando. Sugli errori di alcuni non mi esprimo; piuttosto sottolineo il fatto che c’è stato troppo silenzio da parte di altri. Il Movimento è fatto dalle persone che hanno incontrato il carisma di don Giussani, ma queste non per forza fanno il Movimento. Le semplificazioni giornalistiche e gli attacchi di fantomatici avversari hanno fatto il resto. Vedremo dopo le elezioni..

  3. Marco aletti il 10 febbraio 2013, ore 08:12

    Che strano, Dio c’è, ma non si vede. Il partito di CL non esiste ma si vede benissimo!

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