Varese

Il renziano Gori a Varese per il lancio del “Centro Popolare Lombardo”

Giorgio Gori al Teatro Santuccio di Varese

Giorgio Gori al Teatro Santuccio di Varese

La lista in corsa alle elezioni regionali “Centro Popolare Lombardo”, a sostegno del candidato governatore Ambrosoli, ha presentato al Teatro Santuccio i candidati varesini. Si tratta di una delle numerose liste civiche che partecipano alla disfida per la Regione Lombardia e che sostengono il candidato alla presidenza della Lombardia lanciato dal centrosinistra. Nella lista di “Centro Popolare Lombardo”, si sono schierati Marco Colombo, Vera Stigliano, Giuseppe Licata, Vincenzo Barracu, Filippo Nalesso, Roberta Vitale e Rita Privitelli. A sostegno della lista al Santuccio hanno preso la parola Enrico Marcora, ex consigliere regionale Udc, e il “prete anticamorra” don Aniello Manganiello. Tra il pubblico c’è anche il deputato Pd, Daniele Marantelli.

Ma l’ospite d’onore più atteso è stato Giorgio Gori, spin doctor del sindaco di Firenze Matteo Renzi, grande sconfitto alle parlamentarie poi recuperato, candidato Pd in Lombardia per il Senato, che è tornato in quello stesso Teatro Santuccio in cui venne contestato in occasione di una convention dei renziani. Da Gori arrivano subito parole che puntano a “incassare” consensi moderati. “Be’, non necessariamente..”, sorride Gori. Certamente dice di puntare “ad un voto sensibile ai temi del cambiamento e dell’innovazione, quello di chi ha seguito Matteo Renzi”.

Gori non esita a prendere posizione sullo scandalo MPS. “Non è una vicenda edificante, ma chi ha cancellato il reato di falso in bilancio non può pensare di darci lezioni”. Il candidato Pd al Senato, alza il tiro contro il Carroccio che “si chiude dentro un progetto autoreferenziale, senza rapporti con l’esterno”. E critica anche chi “ha costruito un potere in 17 anni basato sulle regalie”. Un periodo in cui “ha perso la Lombardia, con troppi giovani che non trovano impiego”. Gori sottolinea l’importanza del patto di lavoro meso a punto nell’incontro tra Bersani, Ambrosoli e Pisapia su Expo 2015, e sulla Pedemontana, Gori è senza se e senza ma: “Va certamente portata a termine”.

 

2 febbraio 2013
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