Varese

All’Apollonio “Tante belle cose” con la Monti, Amélie diventata adulta

Un momento della commedia presentata al Teatro Apollonio

Un momento della commedia presentata al Teatro Apollonio

Del tutto giustificato il successo tributato dal pubblico varesino alla commedia “Tante belle cose”, messo in scena nella ricca stagione del Teatro Apollonio. Solido testo drammaturgico, capacità di introspezione psicologica nel tratteggiare i vari personaggi, sfondo sociale credibile e maledettamente attuale.

Ma al di là del testo firmato dal brillante e pluripremiato Edoardo Erba, il successo è motivato dalla bella interpretazione della protagonista Maria Amelia Monti, che porta in scena Orsina, una donna sola e fragile, che è stata capace di stabilire un difficile compromesso tra sè e il mondo esterno: conserva gli oggetti, se ne fa un’armatura, ne percepisce l’anima, li investe della magica possibilità di proteggerla dalle minacce.

Una Amélie adulta e sensibile che catalizza da subito la simpatia del pubblico. In effetti Orsina ricorda la protagonista della pellicola “Il favoloso mondo di Amélie” diretta da Jean-Pierre Jeunet ed interpretato da Audrey Tautou. Si affianca ad Orsina un cinquantenne in crisi, Aristide, alla ricerca di un lavoro, con una storia matrimoniale fallita alle spalle, anche lui sensibile e sull’orlo del precipizio. Riesce a farsi affidare l’amministrazione del  condominio dove vive Orsina, finita nel mirino dei condomini come capro espiatorio del cattivo odore che si respira nel palazzo. Una minaccia aleggia sulla vita di Orsina, donna anomala, distante anni luce dal carattere prevedibile dell’implacabile signora Bolasco, che abita i piani alti e incolpa la solitaria condomina, spalleggiata dall’opportunista Eugenio.

Una commedia che si muove, con leggerezza,  tra ironia e malinconia, tra amarezza e sguardo verso il futuro. Una storia quotidiana che viene accompagnata dalle melodie e dalla voce, al termine, di Cesare Cremonini, autore di una colonna sonora che evoca certe sonorità trasognate di Ludovico Einaudi.  A dare vita ai personaggi, oltre alla Monti, Gianfelice Imparato, Valerio Santoro e Carlina Torta. Il tutto composto a perfezione dalla regia di Alessandro D’Alatri, che ha lavorato a “togliere”, rimarcando l’essenzialità dei caratteri e delle vicende. Una commedia davvero godibile, ma che lascia, alla fine, un po’ di amaro in bocca, come accadeva alla fine di certe pellicole in bianco e nero con Charlot.

2 febbraio 2013
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