Varese

Al via il Chiara del centenario. Ma dimentica ancora Dario Fo

La presentazione del Premio Chiara a Villa Recalcati

La presentazione del Premio Chiara a Villa Recalcati

Il Premio Chiara riparte, edizione numero 25, con il compito, quest’anno, di celebrare il centenario della nascita dello scrittore luinese a cui è dedicato. Ieri la prima presentazione del cartellone degli eventi, un piccolo assaggio rispetto ai prossimi, numerosi appuntamenti che ci racconteranno cosa accadrà in quello che la stessa “mente” del Chiara, Bambi Lazzati, ha definito ieri a Villa Recalcati un “carrozzone che si è rimesso in moto”. A dire la verità ieri si è parlato soltanto di pochi eventi, i concorsi, i seminari, le giurie, mentre si sono accumulati ringraziamenti a istituzioni, sponsor, con applausi alla Provincia di Varese, rappresentata dal presidente Galli e dall’assessore (candidata alla Regione) Brianza, per una convenzione che garantisce finanziamenti nei prossimi due anni, quando gli esponenti politici che hanno preso questo impegno, a Villa Recalcati non ci saranno più. Soprattutto, non si è capito di qunati soldi si stia parlando.

Lo abbiamo sempre detto: il Premio Chiara è una manifestazione popolare, fatta soprattutto da tanti lettori, dai libri che vengono letti dalle giurie e dai personaggi che, arrivando a Varese, o a Milano, o a Lugano, si raccontano e con i quali si possono scambiare quattro chiacchiere. Una natura popolare del premio preziosissima, che lo differenzia da tante altre iniziative, ma che qualche volta rischia di passare in secondo piano, per lasciare spazio ad una macchina organizzativa sempre più grande e complessa, sempre più in difficoltà per i morsi della crisi e che può rischiare di perdere di vista la vera fisionomia del premio. Con una politica che può vedere il Premio come una golosa opportunità per percorrere una comoda passerella. Vedremo se si tratta di rischi e non di realtà nei prossimi mesi.

Per ora ci fermiamo al programma svelato ieri. Un grande convegno scientifico internazionale, a fine settembre, aprirà la celebrazione del centenario di Chiara, tra Varese e Luino, con pubblicazione di atti e coordinamento da parte del bravo Mauro Novelli. Sempre a Chiara sarà dedicata una presentazione, sabato 23 marzo, alla Feltrinelli di piazza Piemonte a Milano, degli ultimi Oscar Mondadori dei romanzi di Chiara (ma era proprio necessario andare a Milano?). Ancora su Chiara una mattina dedicata, l’1 marzo alla Sala Montanari di Varese, alla narrativa dello scrittore e rivolta agli istituti superiori varesini. Ieri sono stati confermati anche i tradizionali appuntamenti: il Premio Chiara per raccolte di racconti editi, il Premio Chiara Inediti, il Premio Riccardo Prina dedicato alla fotografia, il Premio Chiara Giovani che quest’anno propone di sviluppare un incipit inedito dello scrittore, i seminari di fotografia, di filosofia, di scrittura. Quanto a quest’ultimo, chiamato pomposamente “Laboratorio di scrittura e lettura creativa”, è stato affidato allo scrittore ticinese Andrea Fazioli.

Tra le novità la presenza in giuria popolare di giurati espressi dai gruppi di lettura. Ieri, invece, bocche cucite, da parte degli organizzatori, sul Premio Le Parole della Musica, che dopo Guccini, Conte e Ligabue è atteso con particolare curiosità.  Nessuna parola, invece, per il Premio della stampa, di cui non si è detto nulla (è stato cancellato?).

Si è invece parlato e a lungo del Premio Chiara alla Carriera, che quest’anno è stato assegnato al regista Ermanno Olmi, grande maestro del cinema italiano, “grande lombardo”, come si è detto ieri, che domenica 24 marzo, al Teatro Sociale di Luino, riceverà il riconoscimento, alla presenza di monsignor Dario Viganò, grande personaggio della Conferenza Episcopale Italiana, ma anche – davvero, lo conosciamo – molto competente. Così, per l’ennesima volta, nessun premio alla carriera ad un altro candidato naturale:  il Premio Nobel Dario Fo, originario di Sangiano, legato alle nostre terre, lui e la moglie Franca Rame. Alla domanda sul perchè fosse stato escluso, il presidente del Chiara, Romano Oldrini, solitamente loquace e raffinato conversatore, ha tagliato corto: “Abbiamo preferito così”. Punto. Pensiamo che sia un errore non dare il riconoscimento a Fo, che di riconoscimenti ne ha ottenuti tanti e anche recentemente, con la bella mostra a Palazzo Reale a Milano. Ma si sa: nemo propheta…..Lo stesso Oldrini, infatti, ha escluso motivazioni politiche, rimarcando come la politica non sia stata “occhiuta” nei confronti delle scelte del Chiara.

2 febbraio 2013
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