Affollata convention del Pd al De Filippi con Civati e Alfieri

L'intervento di Alessandro Alfieri

L’intervento di Alessandro Alfieri

In vista dell’arrivo del sindaco di Firenze Matteo Renzi a Varese il 13 febbraio, si è svolta una affollata convention Pd presso l’Istituto De Filippi, con il liberal-progressista Pippo Civati e il renziano Alessandro Alfieri. Un’assemblea gremita di militanti ed elettori che ha visto l’intervento di Pippo Civati, candidato alla Camera per il Pd, di Adele Patrini, presidente di Caos Onlus, che ha introdotto i temi del volontariato, e dello stesso Alfieri, capolista Pd alle elezioni regionali in Lombardia.

Primo intervento quello di Pippo Civati, consigliere regionale, che ha subito alzato il tiro nei confronti del competitor di Ambrosoli, il leghista Roberto Maroni. “Non è una nuova proposta, la sua candidatura, dato che nel gruppo regionale sono stati sempre maroniani, tutti tranne il Trota”. Un attacco che però non ha fugato la nebbia delle inchieste che hanno colpito le spese sostenute dai gruppi di minoranza al Pirellone. Riferendosi a se stesso e allo stesso Alfieri, Civati ha parlato ironicamente di “due impresentabili”, aggiungendo: “Martedì andremo in Procura e chiariremo tutto”. Civati ha poi evocato la “canea che rischia di fare confondere comportamenti legittimi con comportamenti illegali”. Perentorio il giudizio di Civati: “Il dire che i politici sono tutti uguali sdogana chi si è fatto i cavoli suoi”.

No alle tifoserie in politica, sì o no alla Tav, sì o no all’articolo 18, ha detto Civati. Da rivedere gli ammortizzatori sociali (“tanti giovani non li hanno”), abbassare le tasse su lavoro e impresa. Più in generale, ha concluso Civati, “non dobbiamo fare politica di parte, non dobbiamo essere faziosi, ma dialogare con tutti. Il nostro deve essere un partito ospitale”.

Esplicito, fin dalle prime parole, anche Alessandro Alfieri, consigliere regionale e vicesegretario regionale lombardo del Pd, che ha mostrato un video sugli ottanta Comuni della provincia visitati finora (il viaggio proseguirà  ancora, fino al voto). “La vera sfida è quella di fare vincere Ambrosoli: pensate se vinciamo a livello nazionale, e tre Regioni importanti finiscono nelle mani di un centrodestra con dinamiche secessioniste e che apre una pericolosa vertenza con l’Europa”.  ”Abbiamo bisogno di coesione sociale”, ha rimarcato Alfieri. “Volete i carabinieri padani? No, grazie, diciamo a Maroni”. Anche Alfieri si è soffermato sulle indagini relative alle spese dei gruppi nel mirino della Procura. “Chi ha sbagliato si assumerà le sue responsabilità, ma non accettiamo lezioni da chi ha appoggiato Cosentino e votato le leggi ad personam”. Poi non c’è una Lega cattiva e una Lega buona, quest’ultima rappresentata da Maroni. “Una falsità sostenuta anche all’interno del Pd”.

2 febbraio 2013
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