Varese

Varese vuole la medaglia risorgimentale. Il Quirinale dice no

I rappresentanti dell'associazione Varese per l'Italia

I rappresentanti dell’associazione Varese per l’Italia

Torna alla carica l’associazione Varese per l’Italia 26 maggio 1859 presieduta da Luigi Barion. E lo fa per sostenere come sia opportuno che a Varese siano riconosciuti “innumerevoli meriti, a volte unici” che la città ha saputo dimostrare nella vittoriosa battaglia avvenuta in città nel corso della II Guerra di Indipendenza. Eroismo e meriti militari che hanno spinto la combattiva associazione varesina a chiedere al presidente Napolitano di concedere una decorazione quale città benemerita del Risorgimento italiano.

Decorazioni diverse sono state attribuite a varie città, a partire da Milano, Como, Brescia, Roma, Torino, Palermo, Messina, Catania e Perugia. Tra queste e altre città, a cui sono stati conferite altre onorificenze, sono 27 i gonfaloni comunali insigniti in Italia della medaglia per benemerenze risorgimentali. Successivamente al 1918 le decorazioni alle città rientrarono nell’alveo delle medaglie al valor militare, al valore civile e al merito.

Come sottolinea lo stesso Barion, “è quanto mai opportuno, nella situazione di oggi, rilanciare i valori etici e morali rappresentati da quel momento storico vissuto da una Varese solidale, unitaria e patriottica”.

Purtroppo la richiesta non ha avuto una risposta positiva. In una lettera inviata al Prefetto di Varese Zanzi da parte del Quirinale, quest’ultimo risponde di non avere intenzione di conferire alcun riconoscimento a Varese. Non vengono date “ricompense al Valore e Merito Civile per fatti risalenti all’Ottocento e come tali suscettibili soltanto di una valutazione sul piano storico”.

Tuttavia l’associazione non si dà per vinta, e a sostegno della sua richiesta ha firmato un protocollo di intesa con associazioni economiche e associazioni d’arma.

 

1 febbraio 2013
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