Economia

La protesta di Rete Imprese Italia, le reazioni bipartisan dei politici

Politici di tutti gli schieramenti seduti nelle prime file della Villa Napoleonica

Politici di tutti gli schieramenti seduti nelle prime file della Villa Napoleonica

Reazioni bipartisan alla mobilitazione nazionale di Rete Imprese Italia, che anche a Varese ha richiamato numerosi imprenditori del commercio, dell’artigianato, dei servizi e del turismo. Umberto Ambrosoli, candidato alla presidenza di Regione Lombardia per il Patto Civico del centrosinistra si è rivolto ai tanti rappresentanti del mondo dei servizi, del commercio e della piccola impresa: ”Lavoro, ripresa dell’economia e rigenerazione etica si raggiungono soltanto con il vostro coinvolgimento. Solo con voi che rappresentate le migliori energie del Paese e della Lombardia si potranno realizzare questi obiettivi”. “Lo sviluppo, questo è il mio progetto, sviluppo che crea lavoro. Ho deciso di puntare tutto sul lavoro – ha detto Ambrosoli -, voglio mettere in moto un circuito virtuoso fatto di una ricchezza sana e duratura che riesca a non lasciare indietro nessuno”. Ambrosoli ha quindi continuato: “La crisi economica di questi anni si è accompagnata al decadimento morale. Qui in Lombardia ne abbiamo avuto una triste prova con gli scandali partiti dal mondo della sanità e addirittura con le infiltrazioni della ‘ndrangheta: io non ho la ricetta per riportare di colpo l’etica all’ interno delle istituzioni, ho però una storia fatta di esempi, di intransigenza e di insegnamento”.

Riprende Lara Comi, europarlamentare del Pdl e coordinatore provinciale del Pdl di Varese, che oggi ha partecipato alla manifestazione che si è svolta a Villa Ponti, a Varese. “Le imprese italiane lanciano l’ennesimo, accorato, allarme sulla situazione economica: hanno ragione, sono al loro fianco e condivido pienamente le loro preoccupazioni. A livello europeo, abbiamo operato tantissimo per sostenere il settore che, in ogni Stato, in Italia, rappresenta lo spirito vitale della stessa economia. Ci siamo impegnati su innumerevoli azioni tra cui la richiesta dell’armonizzazione dell’Iva, visto che i diversi regimi ostacolano i mercati; la costruzione dell’unione bancaria per evitare la speculazione; l’emanazione della direttiva sul ritardo dei pagamenti, da cui derivano gravi danni alle aziende, che garantisce quindi le imprese e obbliga le pubbliche amministrazioni a provvedere ai pagamenti entro un termine massimo di 60 giorni; la semplificazione e il contrasto alla burocrazia. Inoltre, oggi, disponiamo di un regolamento, da me proposto, sugli standard europei per dare alle imprese qualità e sicurezza, che punta sulla tracciabilità del prodotto a 360 gradi come lotta alla contraffazione e tutela del Made in Italy”.

Interviene anche Luca Marsico, vicepresidente della Provincia di Varese e candidato per il Pdl alle elezioni regionali in Lombardia, anche lui presente alla manifestazione delle Villa Ponti. “Il grido di dolore che arriva da Rete Imprese Italia a nome degli artigiani, dei commercianti, delle piccole e medie imprese, è sacrosanto e va ascoltato. Io stesso appartenendo al mondo delle professioni, con madre commerciante, capisco perfettamente cosa vuol dire trovarsi strozzati dal credito e costretti ad abbassare la saracinesca. In questo anno il governo ha governato male e ha dato più ascolto alle banche, per le quali gli aiuti di Stato curiosamente ci sono, basti vedere lo scandalo del Monte dei Paschi: lo stesso Stato che poi non salda i debiti alle imprese, salvo accanirsi con strumenti di controllo fiscale polizieschi. Il risultato è che nel 2012 ben 100 mila aziende hanno chiuso i battenti e il commercio si trova nella peggiore crisi di consumi dal dopoguerra, con l’Iva che verrà alzata nuovamente di un punto a luglio. E’ una logica aberrante che va ribaltata. L’occupazione e la crescita non si producono per decreto, ma aiutando le Pmi, a cominciare da quelle lombarde, visto che la Lombardia produce un quinto del Pil nazionale”. “Molti dei temi sollecitati oggi – spiega Marsico – sono di carattere nazionale ma a livello regionale si può intervenire ancora meglio in diversi ambiti, a cominciare dal credito, sostenendo per esempio il sistema alternativo dell’erogazione dei finanziamenti, come i confidi, proseguendo con le opere infrastrutturali, snellendo la burocrazia”.

28 gennaio 2013
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Un commento a “La protesta di Rete Imprese Italia, le reazioni bipartisan dei politici

  1. Rocco Cordì il 29 gennaio 2013, ore 00:30

    La sola logica aberrante è quella di chi pur avendo governato per 8 anni su 10 a livello nazionale e ininterrottamente per quasi un ventennio Regione, Provincia e Comune parla facendo finta di venire da un’altro pianeta.

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