Varese

Giorno della Memoria, l’Anpi dalla Shoah alle nuove discriminazioni

Da sinistra Amanì, Ferloni, Laforgia e Cozma

Da sinistra Amanì, Ferloni, Laforgia e Cozma

Non semplice né scontata la scelta dell’Anpi sezione di Varese per quanto riguarda il Giorno della Memoria. Ieri mattina si è svolto presso la sede Coopuf di Varese il confronto dal titolo “Senza distinzione di razza.  Dalle leggi razziali alla Costituzione repubblicana, verso una nuova idea di cittadinanza”. Una scelta di non limitare la riflessione all’aspetto storico della Shoah, ma di ampliare lo sguardo alle nuove forme di discriminazione. Come ha sottolineato Angelo Zappoli al termine della mattinata, “la scelta dell’Anpi di Varese è stata quella di non confinare i problemi ad un dato momento storico, ma di attualizzarli. Questo vale per la Resistenza, come vale per la Shoah”.

Dunque al centro del confronto organizzato in occasione del Giorno della Memoria, la questione dei diritti di cittadinanza. In una ricca relazione dedicata alla nascita della Costituzione repubblicana, lo storico Enzo Laforgia ha sottolineato come la genesi della nostra Carta costituzionale sia profondamente radicata nella negazione della libertà realizzata dal fascismo. “La Costituzione non è un fiore pungente” aveva detto Dossetti,  a ricordare che non era nata in un deserto, non era nata dal nulla, ma aveva radici profonde nella storia del Novecento. La Costituzione italiana è stata una risposta, una ragionata fuoriuscita dalla negazione dei diritti da parte del fascismo, che proprio nei confronti degli ebrei aveva espresso il massimo della negazione dei diritti e delle libertà, cooperando consapevolmente e attivamente allo sterminio. Le leggi razziali ispirate dallo stesso Mussolini ne sono una dimostrazione lampante.

Una risposta e una fuoriuscita ben lungi, però, dall’essere compiutamente attuata nel presente. A tale proposito sono intervenuti Giovanna Ferloni, insegnante Centro Eda Varese, Jacques Amanì, Coordinamento Immigrati Cgil Varese, e Marinela Cozma, Anolf e Fim Cisl Varese. Come ha rimarcato Amanì, “oggi non sono scomparse le discriminazioni”. Prova ne sia il fatto, come ha detto la Cozma, che “gli stranieri che stanno tanti anni sul suolo italiano non vivono nelle medesime condizioni degli italiani”. Un tema, l’eguaglianza sul piano dei diritti di cittadinanza, difficile da realizzare in maniera soddisfacente. Anche a Varese. Una strada lunga, complicata, ha ricordato il presidente Anpi di Varese, Alessandra Pessina, che ha richiamato la mozione presentata in Consiglio comunale dai consiglieri di opposizione Cordì, Mirabelli e Ronca per riconoscere “il diritto di cittadinanza sulla base dello ius soli e della residenza in Italia da almeno 5 anni, per chi in Italia non fosse nata/o, per tutte/i le/i giovani di età inferiore a 18 anni”. Una mozione bocciata dalla maggioranza Pdl-Lega senza discussione e con un solo astenuto.

 

28 gennaio 2013
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