Varese

Giorno Memoria, all’Apollonio vola alto la serata di poesia, teatro e musica

 

La toccante lettura di Sara Pennacchio

La toccante lettura di Sara Pennacchio

In molti hanno partecipato, ieri sera, al Teatro Apollonio, al primo appuntamento varesino dedicato a celebrare il Giorno della Memoria. Un mix di espressioni artistiche diverse che si sono intrecciate nel corso di una serata che ha preso il suo avvio con l’intervento del direttore del teatro, Filippo De Sanctis, e dei responsabili delle due associazioni che hanno partecipato: Giuseppe Musolino per “Un’altra storia” e Alessandra Pessina per l’Anpi di Varese.

Il poeta-editore Dino Azzalin ha introdotto la prima parte della serata, riocordando che “la furia della Shoah ha cancellato spesso la parola, ma non sempre è accaduto. E questa sera vogliamo rileggere le parole che si sono salvate”. Ha quindi invitato alcune tra le poetesse che hanno partecipato ad un’iniziativa di successo “La Poesia d’Autunno è Donna”, tenutasi nei giovedì dei mesi scorsi presso il Globe Cafè. Una mezz’ora di letture che sono state accpomunate dai temi del dolore e della memoria.

Tanti e diversi i registri delle poesie proposte ieri sera: l’intimità famigliare dei versi di Adriana de Carvalho Masi, la poesia filosofica di Katia Catalano, le parole sofferte Rita Clivio, la poesia narrativa di Elena Danelli, i versi intensi di Salima Martignoni, l’ottimo padre Turoldo riscoperto da Giulia Martinelli, le parole personali di Chiara Bazzocchi e Stefania Cadario, il lungo versificare di Sara Pennacchio, il suggestivo Bertolt Brecht e l’indimenticabile Anna Frank della brava Valentina Vannetti, la poesia ha ridato forza di evocazione alle parole della Shoah.

Poi si è svolto lo spettacolo di Teatro Blu ”Shabbes Goy”, tratto da uno studio su “Il muro invisibile” di Harry Bernstein, con la collaborazione del grande Moni Ovadia. Uno spettacolo che ha dimostrato come il teatro possa anch’esso dare voce ai pericoli dell’intolleranza e dell’odio.

Non è mancata neppure la musica: lo spettacolo messo in scena da Silvia Priori, infatti, alternava momenti recitativi a parentesi musicali, affidati ad una sorprendente Orient Express Ensemble, che ha evocato le note yiddish che si udivano nei villaggi dell’Est Europeo spazzati via dalla furia omicida della croce uncinata. Una menzione particolare si deve alla voce di Francesca Galante, che si è segnalata per un pathos di grande impatto sul pubblico intervenuto all’Apollonio, che con questa serata ha dimostrato di sapersi muovere con coraggio su un ampio spettro di spettacoli dal vivo.

27 gennaio 2013
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Rispondi