Varese

Coordinamento docenti, a Varese corteo e dialogo in Comune

Un momento della manifestazione in difesa della scuola pubblica e contro i tagli

Un momento della manifestazione in difesa della scuola pubblica e contro i tagli

Alla manifestazione provinciale “La scuola che resiste” hanno preso parte in circa 200 tra docenti, studenti, personale Ata. Come hanno sottolineato gli stessi organizzatori, riuniti nel Coordinamento docenti di Varese e Provincia, per la prima volta alla mobilitazione sono intervenuti anche alcuni genitori. Appuntamento in piazza Repubblica, dove si sono ritrovati, nel primo pomeriggio di ieri, i manifestanti con striscioni e cartelli.

Professori, studenti, genitori e personale Ata hanno dato vita ad un lungo corteo, che riproposto all’attenzione dei cittadini una serie di temi: dal rifinanziamento della scuola pubblica statale all’assunzione dei preecari a tempo indeterminato, dal blocco della privatizzazione, come chiede il progetto Aprea, all’abrogazione dell’articolo 1 della legge di stabilità, che vorrebbe differenziare in base al merito i finanziamenti alle scuole. Tra gli obiettivi sottolineati dai manifestanti, l’intenzione di confrontarsi su questi e altri temi con i candidati alle vicine elezioni.

Corteo diviso in due parti: davanti lo striscione del Coordinamento docenti di Varese e Provincia, e in coda, invece, lo striscione di Varese rossa.

Raggiunto Palazzo Estense, dove era in corso la riunione della giunta comunale, una delegazione è stata ricevuta da sindaco e assessori. “Della scuola pubblica non si sta interessando nessuno – ha detto Stefano Alterini, portavoce del Coordinamento -. Tante le parole dette dai politici, ma noi vorremmo meno parole e più azioni concrete”.

A lui e alla delegazione ha risposto il sindaco di Varese, Attilio Fontana: “Le stesse lamentele che voi muovete per il vostro comparto, noi le muoviamo in nome dei Comuni, che subiscono tagli ai trasferimenti dello Stato e i limiti del patto di stabilità. La nostra e la vostra battaglia è identica, siamo tutti dalla stessa parte”.

 

 

 

 

22 gennaio 2013
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