Economia

Acquistare con lo smartphone. Ubi: a Varese si paga “contact-less”

Victor Massiah, Ceo del gruppo Ubi Banca, spiega l'iniziativa a Varese

Victor Massiah, Ceo del gruppo Ubi Banca, spiega l’iniziativa a Varese

E’ in corso a Varese una sperimentazione, promossa da Ubi Banca-Banca Popolare di Bergamo, in collaborazione con Comune di Varese e Università Liuc di Castellanza, che consente di fare pagamenti con il proprio smartphone, senza ricorrere ai contanti, in maniera ”contact-less”. Una sperimentazione illustrata in Camera di commercio alla presenza di imprenditori, associazioni economiche, operatori dei media. A consentire questa forma di pagamenti la tecnologia NFC, che consente le operazioni grazie ad una sim telefonica inserita nel cellulare e un’adeguata predisposizione della cassa presente negli esercizi commerciali che hanno aderito all’iniziativa.

I pagamenti con lo smartphone sono stati illustrati da Victor Massiah, amministratore delegato (o come si dice oggi Ceo) del gruppo Ubi Banca. Un’iniziativa che ha visto il coinvolgimento di 70 esercizi commerciali, che sono stati contattati e convinti della bonta dell’operazione da giovani che hanno svolto un’azione door-to-door. Un progetto che, come invece ha sottolineato il segretario generale della Camera di commercio, Mauro Temperelli, consente di estendere l’attenzione dalla qualità del prodotto alla sua comunicazione: “il prodotto, oltre che essere di qualità, deve essere intellegibile, friendly, accessibile ai giovani”. Non solo: Temperelli ha rimarcato come strumenti come questo possono “intercettare” il mondo richiamato in Lombarda da Expo.

E’ intervenuto anche Luca Mari,  direttore del Lab#Id del Liuc, che ha sostenuto come questa tecnologia consente, oltre al pagamento, di svolgere molte altre funzioni. Un punto d’inizio, dunque, che riesce a mettere in dialogo “new” e “old economy”, grazie al punto di contatto offerto dal telefono mobile. Tra gli effetti positivi di questa innovativa forma di pagamento, come ha detto Giuseppe Masnaga, direttore generale della Banca Popolare di Bergamo, anche un risparmio significativo: secondo la Banca d’Italia i pagamenti attraverso contanti comporta un costo di otto miliardi di euro nel nostro Paese, mezzo punto del Pil nazionale. Una cifra che forme ”virtuali” di pagamento possono ridurre in maniera significativa.

 

 

 

 

22 gennaio 2013
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