Varese

Circolo di Casbeno, riprende la cultura “a chilometro zero”

Vittorio Emanuele Parsi

Vittorio Emanuele Parsi

Prenderà il via giovedì prossimo 24 gennaio alle ore 20.45 al Circolo di Casbeno, via Milazzo 35, “eventi duemilatredici”. Si tratta di un articolato calendario di incontri mensili  con alcuni protagonisti del giornalismo, della botanica, della fotografia, dell’analisi geopolitica, dell’astronomia, della ricerca subacquea. Tutte personalità di livello nazionale e internazionale con significativi legami non solo con Varese ma anche con la storica castellanza. Ed è questa una peculiarità dell’iniziativa del Circolo, patrocinata dal Comune di Varese, che per il secondo anno consecutivo si propone di fare cultura “a chilometro zero” .

Il primo appuntamento sarà con il politologo Vittorio Emanuele Parsi, insegnante di Relazioni internazionali all’Università Cattolica di Milano,editorialista di Avvenire e Stampa, autore di numerosi saggi di successo, l’ultimo dei quali “La fine dell’uguaglianza.Come la crisi economica sta distruggendo il primo valore della nostra democrazia”.

Al suo fianco ci sarà Mauro della Porta Raffo, il Gran Pignolo, poliedrico pubblicista varesino, collaboratore di alcune testate locali e nazionali, studioso delle istituzioni degli Stati Uniti d’America.

I tre successivi appuntamenti saranno con l’agronomo Daniele Zanzi, autore con Carlo Meazza del recentissimo volume “Varese e gli Alberi” (28/2/2013); con Riccardo Chiappini che proporrà un viaggio alla scoperta degli animali marini rari (8/3/2013);con Giorgio Lotti, fotografo di fama internazionale, autore del ritratto del grande leader cinese anni ’70, Zhou en Lai, la foto più stampata al mondo con 100 milioni di copie (21/3/2013).

Inoltre dal 14  febbraio, l’agronomo Fabrizio Ballerio terrà un corso dedicato alla potatura delle piante “secondo natura” (due incontri) e uno alla lotta alle malattie delle piante stesse. Moderatore delle serate sarà il giornalista Cesare Chiericati.

21 gennaio 2013
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3 commenti a “Circolo di Casbeno, riprende la cultura “a chilometro zero”

  1. ombretta diaferia il 22 gennaio 2013, ore 11:34

    la curiosità è femmina!
    ed entrambe i “generi” mi riguardano.

    e stimolano in maniera bipartisan una domanda spontanea:
    ma “la cultura a chilometro zero” è prerogativa maschile?

    da “editora in casbeno”, quindi, accorrerò ad ascoltare Parsi per lasciarmi trascinare nella sua lettura dell’eguaglianza internazionale nell’era dell’Italia “male del mondo ed il buon Della Porta Raffo.

    ma la mia innata curiosità continua a stimola una domanda femmina:
    sono ammesse quote rosa” almeno tra il pubblico?

    con un sincero augurio che anche a Casbeno si percorrano “piccoli passi in cutura civile”.

    od

  2. Cesare Chiericati il 23 gennaio 2013, ore 16:53

    Caro direttore,

    l’intervento garbatamente polemico di Ombretta Diaferia relativo all’assenza di donne nel programma di Casbeno eventi 2013 mi offre l’occasione per precisare che da parte degli organizzatori non vi è stata e non vi è alcuna preclusione “di genere”- ci mancherebbe- prova ne sia che lo scorso anno(2012) il personaggio più ascoltato e di successo fu la cardiologa milanese dell’Ospedale Niguarda Pierangela Merlini che apri, il 26 gennaio, il ciclo di conferenze. Quest’anno, è vero, non ci sono presenze femminili in calendario ma si tratta di una pura coincidenza. Gli organizzatori si confermano pertanto aperti a proposte “rosa” e si augurano che gli incontri promossi dal Circolo di Casbeno richiamino l’attenzione, come è del resto accaduto lo scorso anno, del pubblico femminile.

    Cesare Chiericati

  3. ombretta diaferia il 24 gennaio 2013, ore 14:44

    nessuna vis polemica, gentile signor moderatore.
    il garbo è dotazione naturale di chi rispetta il prossimo suo, qualunque sia, perché sa che chi “sbraita” sposta l’attenzione sulle polemiche distraendola dal focus reale.
    ma quello lo lasciamo fare ai mercenari del pensiero che per il prossimo mese imboniranno i “teleAspettatori”.

    il mio era solo desiderio di precisare che i dubbi relativi al maschio “evento” son da sgomberare. e lei con il suo commento ha contribuito ottimamente a difenderne la chiarezza.
    la ringrazio.

    sono orgogliosa che uno degli ultimi circoli della città, per come li concepisco, continui a contribuire alla formazione della nostra comunità.

    pensi che molte primavere fa, compreso che la mia amata città mi stava stretta ed ero “costretta” a saziare la mia sete di sapere altrove (cioè in quell’età in cui pensi addirittura che si possa saziare…), mi capitò di essere catapultata da un’aula universitaria milanese alla “casa del popolo” di Varese.
    Il docente del corso che seguivo al sabato mattina scelse intelligentemente di “attivare” i suoi studenti-lavoratori sul campo per toccare con mano il senso di una disciplina come “Geografia Politica ed Economica”.

    ora che questa Castellanza la vivo, sono lieta di poter ascoltare i due relatori sul tema “La fine dell’uguaglianza”.
    Ovviamente, perché penso che non sia una “fine”, non vedendone ancora il principio.

    E il tema mi riporta a quel sabato mattina di tante primavere fa: anche allora la “crisi economica” era oggetto di interesse.
    Imparai quel giorno ad usare strumenti di lettura fondamentali.
    E’ la cultura a disegnare una geografia politica economica: “Il modello culturale italiano è segnato dall’evasione fiscale record, la mancanza di spirito civico, il nepotismo che esclude la meritocrazia. Un insieme di disvalori alimentati dall’inefficienza dello Stato, la corruzione, il collasso della giustizia.” (FR)

    rinnovo il sincero augurio. con garbo e per mille “piccoli passi in cultura civile”.

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