Lettere

Bottelli: il bambino al centro

In relazione a quanto è emerso durante la recente assemblea del Comitato per un solo Ospedale a Varese, mi sento in dovere di puntualizzare alcune riflessioni di tipo tecnico. Il medico, tra i suoi vari e numerosi compiti, ha innanzitutto quello di porre il malato, o meglio la persona, al centro di qualunque altro interesse (scientifico, socioeconomico, politico, ecc. ecc.).

Per coloro che operano in qualità di pediatri è il bambino ovviamente il soggetto attorno al quale deve ruotare ogni tipo di attenzione, competenza, conoscenza, sensibilità. In qualunque momento del dì e della notte ogni operatore sanitario che ha a cuore il suo ruolo (servizio), sa che deve impegnarsi per proteggere, prevenire, aiutare, in sintesi curare i piccoli malati che, accompagnati da genitori, nonni o altri parenti giungono all’osservazione clinica.

Dopo il momento di accoglienza ospedaliera (che per il Punto di Primo Intervento Pediatrico al Del Ponte come in ogni Pronto Soccorso si chiama “triage”) il piccolo segue un iter affinché sia possibile formulare un orientamento diagnostico.

Sottolineando quanto sopra detto, cioè il bambino al centro, si dovrebbe cercare, in un momento già di suo malessere, di ridurgli al minimo ogni tipo di disagio: pertanto le attività di indagini cliniche andrebbero coordinate in modo funzionale il più possibile nello stesso luogo.

Ciò purtroppo attualmente non è possibile, poiché numerose attività specialistiche non sono presenti al Del Ponte, bensì al Circolo, con la conseguente necessità di trasferimenti in ambulanza in qualunque stagione, quindi anche in condizioni di freddo polare o caldo torrido.

Frequenti sono le lamentele in relazione a questi “passaggi”, accettati tuttavia dai parenti nella speranza di risolvere al più presto i problemi di salute dei propri piccoli.

Il disagio si trasforma spesso in rabbia ecc. ecc. quando un genitore, dopo aver faticosamente trovato un parcheggio, si sente dire, se trattasi ad esempio di lesione traumatica, che il proprio figlio deve essere trasferito al Circolo per competenza!!

Se è disagevole per un bambino essere spostato più volte (lo stesso problema esiste anche per i ricoverati) non è meno piacevole per i Colleghi chiamati in consulenza dal Circolo al Del Ponte, che perdono un sacco di tempo per i trasferimenti ed il parcheggio.

Disagio ulteriore in questo momento è per i bambini non avere un servizio igienico – da oltre due mesi—all’interno del Primo Intervento! Disagio è anche non poter usufruire di spazi predisposti per l’Osservazione Breve (OB), a causa di mancanza di personale!

Disagio a questo punto è anche l’attesa per la costruzione di un Centro d’Eccellenza per il Nord-Ovest in un cantiere tra polveri e rumori assordanti! Per quanto ancora ?

Non vorrei tediare con l’elenco dei disagi per i quali si è sempre cercato di porre rimedio, sia in precedenza da parte di chi ha già vissuto in quel contesto (la scrivente), sia ora da parte di chi continua quotidianamente ad affrontare tutte queste difficoltà con encomiabile spirito di servizio.

La cittadinanza riconosce e apprezza l’impegno di tutti gli operatori che faticosamente cercano di mettere sempre il bambino al centro dell’attenzione e delle cure, ma chiede, come già detto, qualcosa di più.

Nel pieno rispetto dei diritti alla salute di ogni bambino, lasciamo che siano “i grandi” a ruotare attorno a lui e non lui a dover girare come una trottola e subire le incoerenze dei “grandi”.

Anna Maria Bottelli – Pediatra

del Comitato per un solo ospedale a Varese 

20 gennaio 2013
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2 commenti a “Bottelli: il bambino al centro

  1. Mario Martone via Facebook il 21 gennaio 2013, ore 05:56

    Se una persona capace e competente come Anna Maria Bottelli, che è una pediatra e quindi non è una qualunque che parla a vanvera, dichiara che sarebbe opportuno che si realizzasse un solo polo ospedaliero, adducendo motivazioni molto valide, sarebbe opportuno che i politici di Varese prendessero atto di queste sollecitazioni e prendessero gli opportuni provvedimenti per realizzare un unico polo ospedaliero. Tutti sanno che non è un problema di fondi necessari alla realizzazione di un unico polo ospedaliero ma è solo una questione di volontà politica. Se si fosse fatta un’ampia pubblicità su cosa si andava a realizzare e si fosse chiesto alla cittadinanza dei pareri sulla bontà della semplice ristrutturazione dell’ospedale Del Ponte, probabilmente la cittadinanza si sarebbe accorta prima del grande errore che si stava commettendo ed avrebbe sollecitato prima le forze politiche ad agire diversamente e quindi fra le varie soluzioni che avrebbe proposto ci sarebbe stata sicuramente la soluzione che prevede un unico polo ospedaliero. Non è mai troppo tardi per correggere i propri errori.

  2. Giovanni Dotti il 21 gennaio 2013, ore 14:01

    Finalmente qualcuno che conosce i problemi reali e tutti i disagi che la “anomala” situazione comporta e parla chiaro ! Aggiungerei un particolare non affatto secondario: la soppressione al Del Ponte del laboratorio di analisi, il che costringe per le URGENZE, come anche per le degenze ordinarie, ad inviare le provette col sangue o altri liquidi biologici al laboratorio del Circolo con un’auto in servizio permanente (giorno e notte) e attendere via internet il responso (in tempi brevi?). Vi pare questo un Ospedale moderno? Tutti inconvenienti e disguidi evitabili col trasferimento dei reparti per “acuti”, cioe’ tutti, all’Ospedale di Circolo……….per non parlare del problema dei parcheggi e del cantiere aperto in contiguita’ ai reparti di degenza! TUTTI sanno di questa situazione, ma i politici -tranne pochi seri – continuano a TACERE ! Forse perche’ IL SILENZIO E’ D’ORO. giovanni dotti

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