Lettere

Ponte del Sorriso, c’è un’alternativa concreta?

In relazione alle ultime questioni sollevate sul Ponte del Sorriso, non voglio entrare nel merito della storia o di ciò che è avvenuto. Non sarei in grado di giudicare le motivazioni che hanno spinto una scelta piuttosto che l’altra. Quello che mi colpisce, come credo sia per tutti, è la tempistica con la quale il Comitato per un solo ospedale a Varese, si sta muovendo

ossia quando ormai il progetto è ad uno stadio molto avanzato.

Per quanto possa essere o meno condivisibile l’idea di un solo ospedale al Circolo, è fattibile allo stato attuale? Tenuto conto che un finanziamento non può essere spostato da un progetto all’altro, e quindi dal Ponte al Circolo, vi sono nuovi finanziamenti o possibilità reali di finanziamento per costruire il polo materno infantile al Circolo, soprattutto considerando il periodo di spending review? Vi sono progetti già studiati e pronti affinchè possa essere realizzato al Circolo nei tempi, nelle modalità e nei costi con cui verrebbe costruito al Ponte? Conti e preventivi alla mano, si è in grado di valutare le spese e la convenienza per bloccare i lavori al Ponte e spostarli al Circolo? Ci sono i soldi per poter costruire sia il polo materno infantile al Circolo che la riabilitazione al Ponte, come viene proposto dal comitato? E la questione parcheggi? Per un centro di riabilitazione, non sarebbero altrettanto necessari? O forse i fisioterapisti, i fisiatri, gli ortopedici e tutto il personale non ne avrebbero bisogno? E gli utenti, probabilmente anziani, con difficoltà a deambulare, nemmeno? Forse l’unica struttura in piazza Biroldi che non avrebbe bisogno di un parcheggio, sarebbe un parcheggio autosilo.

La discussione che è in atto si basa su argomentazioni documentate? Perché se così non fosse, come potrebbero i politici, nel prossimo consiglio comunale appositamente convocato, fare delle valutazioni serie e che abbiano un senso? Sarebbe come parlare di aria fritta e sembrerebbe più un’azione per tentare di far affossare il progetto del Ponte del Sorriso.

Oggi la previsione è che nel giro di due anni al Ponte ci sia un polo materno infantile. Non vorrei che, in mancanza di un’alternativa concreta, possibile e percorribile, si finisse per non avere più niente, né al Ponte né al Circolo.

Luigi Ceriani

19 gennaio 2013
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4 commenti a “Ponte del Sorriso, c’è un’alternativa concreta?

  1. Giovanni Dotti il 20 gennaio 2013, ore 00:22

    Vedo che sia io che gli altri promotori del COMITATO PER UN SOLO OSPEDALE A VARESE e TUTTI I MEDICI, PROFESSORI UNIVERSITARI e PRIMARI OSPEDALIERI che hanno aderito alla nostra iniziativa ed hanno parlato e scritto sull’argomento hanno perso tempo inutilmente a spiegare la faccenda se ancora c’e’ in giro gente che non ha capito la GRAVITA’ e la PERICOLOSITA’di mantenere al Del Ponte reparti per PATOLOGIE ACUTE. Se poi anche certa stampa non ci offre spazi per diffondere inostri messaggi non e’certo colpa nostra. Il signor Ceriani come chiunque altro voglia informazioni piu’dettagliate non ha che da scrivere a: per avere la documentazione del caso, comunicando la sua e mail. Cordialmente G.Dotti P .S. pregasi di evitare di parlare a vanvera senza prima informarsi adeguatamente. Grazie!

    La mail del comitato è la seguente: ospedaleunicoavarese@libero.it

  2. martino pirone il 20 gennaio 2013, ore 15:51

    Caro Sig. Ceriani, per l’ennesima volta ci vediamo costretti a ribadire che siamo intervenuti come lei dice “in ritardo” perché prima non ne sapevamo niente, come la maggior parte dei cittadini di Varese. Quando ne siamo venuti a conoscenza abbiamo scritto diverse lettere ai giornali ma non abbiamo mai ricevuto risposta. Abbiamo allora approfondito l’argomento con ricerche retrospettive, da cui emerge chiaramente la contrarietà al progetto da parte di numerosi “tecnici” del settore (illustri medici e cattedratici dell’Università e Direttori Generali dell’Ospedale) fin dal lontano 1994. Tuttavia la decisione fu presa dai politici regionali e locali contro il loro parere. Riteniamo che è meglio rinunciare a finanziamenti pubblici se i soldi vengono spesi male, come nel caso in questione. La scelta fu dettata da megalomania, incompetenza e superficialità. Se Lei ed altri sapevate di questo progetto PERCHE’ NON VI SIETE MOSSI PRIMA ???. ORA NON E’ AFFATTO TARDI PER RIMEDIARE. Sta all’intelligenza dei nostri politici intervenire e risolvere al meglio questo annoso problema, in vantaggio della cittadinanza varesina, che aspira ad una Sanità migliore, più razionale e umana (che oltretutto si può ottenere con molta minore spesa). Cordialmente Martino Pirone a nome del Comitato per un solo ospedale a Varese.
    e-mail: ospedaleunicoavarese@libero.it

  3. Anna Maria Bottelli il 20 gennaio 2013, ore 16:33

    Vorrei invitare coloro che ancora manifestano perplessità a trascorre 24, 48 ore, ma anche semplicemente 12 ore a fianco dei vari Operatori sanitari impegnati nella “giungla” del Del Ponte: mi piacerebbe che venissero registrate le invettive di alcuni genitori quando devono trasferire per i vari problemi specialistici i propri figli al Circolo……
    Anna Maria Bottelli pediatra, componente Comitato per un solo Ospedale a Varese

  4. giovanni dotti il 22 aprile 2014, ore 14:32

    Vedo qui riproposto, a distanza di più di un anno, il problema del POLO MATERNO-INFANTILE a Varese. Alla domanda di un anno fa del Sig.Ceriani, se CI SONO ALTERNATIVE alla sua collocazione nel nuovo monoblocco multipiano in via di ultimazione al Del Ponte, rispondo senz’altro di SI’, tanto più oggi che si parla di una possibile chiusura dell’Osp. Riabilitativo di Cuasso al Monte. Si potrebbe con vantaggio per tutti e con notevole risparmio finanziario TRASFERIRE A VARESE nel nuovo MONOBLOCCO al DEL PONTE tutta la RIABILITAZIONE di Cuasso (ovviamente adeguando il progetto, non ancora ultimato, alle nuove esigenze) e TRASFERIRE al CIRCOLO tutto il POLO MAT.INF. come da sempre sostenuto da molti tecnici del settore e dal nostro COMITATO PER UN SOLO OSPEDALE A VARESE. Naturalmente è solo una questione di VOLONTA’ POLITICA, ma ancora spero che i nostri Amministratori Pubblici riflettano e si ricredano sulle scelte(irrazionali) prese in passato, venendo così incontro alle reali esigenze della popolazione Varesina e degli Operatori Sanitari che vedrebbero volentieri una riorganizzazione della Sanità Varesina con miglioramento della funzionalità, meno disagi per gli utenti e i dipendenti e riduzione dei costi gestione.

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