Varese

La svolta dell’ex assessore Cattaneo che “ci ha rimesso la faccia”

Cattaneo al Santuccio. Accanto a lui Jacopo Fusi

Cattaneo al Santuccio. Accanto a lui Jacopo Fusi

Era soltanto metà dicembre, quando l’ex assessore formigoniano Raffaele Cattaneo, al Teatro Santuccio di Varese, elogiava la candidatura centrista dell’ex sindaco di Milano Gabriele Albertini. Ad un mese esatto da allora, lo stesso Cattaneo, nello stesso Santuccio, ha provato a spiegare al popolo di CL come e perchè ha deciso di correre nelle liste del Pdl alle regionali, alleandosi con la Lega Nord e sostenendo Maroni presidente. Un compito non semplice davvero, e nell’arena di via Sacco tanti sono arrivati, riempiendo il teatro, per farsi convincere a rivotare l’ex assessore nonostante la repentina giravolta. Presenti in sala il vicesindaco Baroni e l’assessore comunale Angelini, l’assessore di Cassano Aliprandi, i consiglieri comunali varesini Pdl Crespi, Chiodi e Galparoli, l’imprenditore Paolo Orrigoni, Raffaele Nurra.

Cattaneo ieri sera si è messo in gioco. Anzi, per riprendere il titolo della serata, “ci ha rimesso la faccia”, con il simpatico doppio significato dell’espressione. Un appuntamento in cui Cattaneo, senza rete, ha detto la sua e ha ascoltato opinioni e qualche dissenso (pochi per la verità). Comunque un mettersi in gioco che non fa parte della quotidianità della politica, dove tutto si ferma nel chiuso delle stanze e tra pochi addetti ai lavori. Dunque, lo stile ci è piaciuto.

Quanto ai ragionamenti di Cattaneo, non gli si può dare torto quando dice che “di questi tempi venti e marosi sono così forti che si è costretti a rifare la rotta per giungere al porto di destinazione”. Qual è l’analisi di Cattaneo? “Sostenere Albertini – ha detto l’ex assessore – non avrebbe più avuto possibilità di vittoria”. L’ipotesi iniziale di Albertini era quella di ricostituire un’ampia area di moderati, ma alla fine si è trasformato in “un centrino che diventerà la ruota di scorta della sinistra”. Una critica plausibile, considerato che in politica si deve puntare alla vittoria per realizzare quelli che Cattaneo ha definito “principi non negoziabili che derivano dal magistero sociale della Chiersa”, dalla libertà d’educazione alla difesa della vita.

Tutto il resto davvero non tiene. Per scegliere ancora una volta il Pdl, con la premiership del padano Maroni in Lombardia e del vecchio Cavaliere a Roma, occorre non solo tapparsi il naso, ma resettare anche la più timida ipotesi di cambiamento, sia pure all’interno del centrodestra. Come lo stesso Cattaneo ha riconosciuto ieri sera al Santuccio, all’origine di questa scelta di ripiego sta un colpo di spugna a quel “rinnovamento dal basso fatto di congressi e primarie”. Una scelta, poi, in assoluta contraddizione con la sconcertante idea, sostenuta ieri da Cattaneo, di “evitare di affidare la rappresentanza del Nord alla Lega”, quando invece è evidente che un’alleanza di questo genere rafforza la Lega e affida anche la Lombardia, in caso di vittoria, alla Lega Nord. Per non parlare dell’imbarazzante fardello del ritorno di Berlusconi. In proposito, confermando di rendersi conto del problema, Cattaneo ha rispolverato il voto disgiunto: un conto è la Lombardia, un conto Roma. “In cabina elettorale, Dio ti vede, Berlusconi no”, ha detto l’ex assessore regionale ripetendo un vecchio slogan dei Comitati civici anti-frontista.

Ma ciò che è apparso più grave, è stato il silenzio su inchieste e accuse che hanno colpito il Pirellone. Cattaneo ha ricordato di avere ricevuto un avviso di garanzia per avere acquistato con i soldi del Consiglio cellulari e computer per i collaboratori, ma tutto il resto? Tutti gli assessori colpiti da accuse gravissime, come ad esempio l’ex assessore Zambetti? E’ possibile, sia  pure per vincere in nome del bene comune, mettere sotto il tappeto tutto questo? Pare assente, insomma, una lettura critica e intelligente della lunga stagione di governo formigoniano in Regione, con tutti i benefici prodotti e le contraddizioni inevitabili. Una riflessione di ampio respiro che è mancata, che manca, e che la scelta di candidarsi per vincere, sempre che si vinca, non può chiudere in soffitta. Tanto più da parte di chi, come l’ex assessore Cattaneo, tante cose ha fatto e che ieri sera ha confermato di essere capace di volare più alto rispetto a tanti peones della politica nostrana.

 

19 gennaio 2013
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7 commenti a “La svolta dell’ex assessore Cattaneo che “ci ha rimesso la faccia”

  1. Donatella Grassi via Facebook il 19 gennaio 2013, ore 10:13

    ma “questo” non ce l’ha più la faccia!!!

  2. un deluso il 19 gennaio 2013, ore 10:52

    Complimenti per l’articolo, che mette bene a fuoco i punti nodali della questione.
    Quello che non si riesce forse a capire è la contraddizione tra chi si ispira al Magistero della Chiesa e poi sostiene il Cavaliere che certo ha un’altra morale di riferimento: il ragionamento del voto disgiunto non sta in piedi, in quanto comunque si fa un favore a Berlusconi portando voti anche in Lombardia al centro destra. Cristianamente non regge il ragionamento del “faccio così per vincere, perché dall’altra parte (con Albertini) non si vince”. Va bene che in politica di punta alla vittoria, ma essa è raggiungibile in ogni modo (il fine giustifica sempre i mezzi), oppure talvolta si può anche rischiare la sconfitta, ma si mantiene la faccia, e la coerenza? Non è opportunismo di cattiva specie? Quanto si può sacrificare per i principi non-negoziabili? Inoltre non dimentichiamo che la giunta Formigoni è caduta travolta dalle accuse gravi ai suoi membri (su cui c’è stata reticenza) e per il mancato appoggio della Lega, che ora presenta un candidato presidente, con il rischio reale che controlli tre grandi regioni del Nord: lucidamente come si può affermare che l’operazione è fatta per non dare tutto alla Lega? Sappiamo che senza il sostegno di tanti ciellini la Lega non vincerebbe, ammesso che vinca.
    Ritengo che Mario Mauro, che pur si ispira allo stesso universo di valori ed esperienze, sia stato più coerente e più coraggioso…

  3. cittadino affaticato il 19 gennaio 2013, ore 14:34

    che mestizia. che squallore.

  4. Abrigliasciolta Ombretta Diaferia via Facebook il 19 gennaio 2013, ore 17:43

    bella la democrazia quando la si passa sotto il vessillo della “vittoria”… (quella del paese?!?!?!)

  5. sandro sardella il 20 gennaio 2013, ore 09:59

    .. avanti con gli affari .. komunione & fatturazione .. è dura rischiare di perdere il potere .. poi come di fa a con/dividere??????????????? …

  6. Protassio Virtussio il 21 gennaio 2013, ore 11:33

    Dio ti vede, Berlusconi no. Ma ti vedono anche i cittadini lombardi che, se, come spero, hanno mantenuto un briciolo di dignità e di cervello, respingeranno questa ennesima porcata. Riguardo poi il magistero sociale della Chiesa, penso che l’esempio sia la prima cosa. Schierarsi con Berlusconi squalifica la Chiesa stessa, dimostrando poi chiaramente gli intenti “socio-cattolici” di CL. Il cittadino con la schiena dritta si indigna. I ciellini si adeguano. Non vengano però più a parlare di valori, di persona e di famiglia. Parlino di POTERE

  7. Raffaella Bossi il 21 gennaio 2013, ore 23:47

    Scusate, ma gli si da ancora credito? Parole parole parole….dovremmo vergognarci tutti quanti, non dovremmo nemmeno ascoltarlo, altro che Santuccio tutto esaurito

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