Varese

Anche un’Orléans alla presentazione di “Dove muoiono le rondini” di Sarti

 

L'autore firma le copie della sua raccolta di racconti

L’autore firma le copie della sua raccolta di racconti

Sarà stato il passaparola, saranno state le informazioni uscite sui media, sarà stato il prestigio dell’autore, ma alla Feltrinelli di Varese, dove ieri pomeriggio si presentava il volume “Dove muoiono le rondini” di G.G.R. Itras, si è registrato un insolito sold out. Insolito, ovviamente, per il lancio di libri come questo, che non è pubblicato da un grande marchio e non è destinato al circuito della grande distribuzione. A scriverlo, un medico legale, che ha voluto nascondere il suo nome sotto uno pseudonimo, che va letto con l’aiuto di uno specchio: e allora Itras diventa Sarti  Giorgio Sarti.

Una presentazione ricca di contenuti grazie all’intervento di numerosi relatori. “Chi cerca l’anima – ha consigliato amabilmente la giornalista Nicoletta Romano -, acquisti e legga questo libro”. Un libro che riscopre e rilegge la vita quotidiana con i suoi valori originari, il trascorrere delle stagioni, la natura, i gesti antichi dell’uomo. Ma poi, soprattutto, l’anelito alla vita ultraterrena, come riferimento e compimento della vita sulla terra. Uno spettro ampio di temi, sui quali si sono soffermati due medici-scrittori: Romano Oldrini, una delle colonne del Premio Chiara, e Dino Azzalin, medico e poeta, il quale ha sottolineato l’anomalia del volume, che si esprime fin dalla prima pagina, con la dedica ad un cane. Ma certamente anche un volume dove abbonda la poesia, che per certi versi ricorda quella semplice e vera diffusa in una pellicola come “L’albero degli zoccoli” del grande Ermanno Olmi. Non è un caso che le pagine ricche di poesia, siano attraversate, come sottolinea Giuseppina De Maria, intervenuta al dibattito alla Feltrinelli di Varese, da “grandi passioni d’amore”.

A rendere il volume ancora più prezioso le illustrazioni realizzate dalla pittrice Manuela Vasconi, che ha arricchito l’opera di Sarti con immagini colorate, dal gusto apparentemente naif, ma in realtà con forti riferimenti ad un realismo magico come quello di Chagall.

Non sono mancate anche personaggi prestigiosi come una vera principessa. Era infatti presente in libreria la principessa Claude d’Orléans, ultima discendente di Ugo Capeto, consorte del Duca d’Aosta. “Adoro Varese, una città che mi è sempre piaciuta. In particolare – ha detto la principessa – è una delle poche città che conserva intatta una architettura razionalista”.

19 gennaio 2013
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