Lettere

Il Cavaliere da Santoro, chi ha vinto?

Giovedì scorso da Santoro è intervenuto Berlusconi, l’“odiato nemico” che lo aveva cacciato dalla Rai con il suo editto bulgaro. L’ incontro con l’ex-premier è stato voluto da Santoro il cui programma da un po’ di tempo aveva esaurito la sua funzione propulsiva e andava registrando progressivamente un calo di ascolti, di qui l’invito all’ex- premier. Berlusconi in cerca di un’ ulteriore occasione televisiva

quella che davvero avrebbe restituito un certo rango alla sua campagna elettorale non se l’è fatto ripetere due volte e a suo agio in tv ha fatto l’imbonitore e l’intrattenitore per quasi tutta la trasmissione.

Qual è stato il consuntivo di questo incontro? Chi ha vinto e chi ha perso? Quanto beneficio il Cavaliere ha tratto dalla corrida contro Santoro e Travaglio? Per la verità un vantaggio consistente l’hanno realizzato tutti e quattro: Silvio, Michele, Marco e La7, che ha incassato uno stratosferico risultato un’audience di 9 milioni di ascolto. Santoro ha conseguito un record personale e una rivitalizzazione del suo show; Berlusconi si è appropriato di un auditorium che nemmeno i suoi miliardi avrebbero potuto comprare.

Chi ha perso? Senz’altro la buona politica e un corretto andamento della campagna elettorale incentrata sui problemi reali dei cittadini e non sulle gag, sulle bubbole e sulle menzogne berlusconiane. E’ stato uno spettacolo televisivo vecchio e deprimente che ha fatto pagare agli italiani il prezzo dello sdoganamento di Silvio Berlusconi, rimettendolo al centro della scena politica, dalla quale Monti prima e le primarie dopo, lo avevano escluso.

Altro che “servizio pubblico” è stato un grande servizio personale a Berlusconi, ad un leader bollito in cerca di rimonta. Il Cavaliere, ringalluzzito dalla sua prestazione televisiva, ha sfidato Bersani ad un confronto Tv. Ma i vertici del Pd hanno riposto che Bersani “farà il confronto tv solo con i candidati premier, Berlusconi è il candidato unico?”. I soliti Alfano, Gasparri e Cicchitto hanno detto che “Bersani lo dice per sfuggire al confronto tv con Berlusconi”. Evidentemente, il segretario del Pd, chiedendo di sapere chi è il candidato premier se Maroni o Berlusconi, punta a far esplodere le contraddizioni del patto tra la Lega e il Pdl. In questo modo mira ad un indebolimento del fronte di centrodestra nelle regioni chiave e decisive del nord. Penso che questa strategia nell’immediato possa mettere in difficoltà il centrodestra, ma alla lunga potrebbe non essere politicamente proficua.

Che fare allora? Bersani deve dire con chiarezza che lui non fa confronti con politici inaffidabili, che non rispettano i patti e gli accordi. Non deve cedere alle pressioni di Berlusconi e dei suoi accoliti e non offrire nessuna sponda al Cavaliere, ripagandolo con la stessa moneta usata da lui quando era nelle precedenti elezioni in vantaggio nei sondaggi rispetto al centrosinistra. “Chi è in vantaggio”- diceva Bonaiuti il suo portavoce – “non concede al nemico la benché minima possibilità”.

Così avvenne nel 2001, quando in vantaggio nei sondaggi, rifiutò il confronto con Rutelli, dicendo che il vero leader del centrosinistra era D’Alema. Nel 2006 Walter Veltroni, candidato dell’Ulivo, chiese e richiese il confronto all’avversario, usando anche la carta giocata in questi giorni dal Cavaliere: voleva il duello e non una trasmissione con tutti i candidati premier (allora erano 15: c’erano pure Boselli e Ferrando); ma rifiutò; e si sa chi vinse le elezioni.

Mentre nel 2006, Berlusconi, quando era in svantaggio, chiese con insistenza il confronto televisivo con i suoi avversari, e Prodi era così tranquillo che, per amore della democrazia, accettò il confronto e il Cavaliere a fine trasmissione calò a sorpresa il suo asso: “Aboliremo l’Ici!” Quello che accadde dopo è noto. Bersani non deve fare il “democratico” con chi democratico non è e gioca sporco né deve essere “buonista”, separando la morale dalla politica, che ha logiche proprie distinte dalla morale, come insegna Machiavelli.

La sinistra ha già dato! E’ ora di smetterla. Berlusconi è alla fine del suo ciclo, ma il berlusconismo, è bene non dimenticarlo, non è ancora morto nella società. Non si deve dimenticare che il “Caimano” è un “osso duro”, che ha a cuore solo i suoi interessi personali ed è disposto a tutto pur di salvaguardarli. Sa che non può vincere, ma sta perseguendo, costi quello che costi, lo stesso obiettivo di Maroni, Casini, Montezemolo e Monti: quello cioè di impedire al centrosinistra di vincere al Senato, per questo ha fatto di tutto per non cambiare il famigerato Porcellum che insieme alla Lega, Casini e Fini fece approvare all’ultimo scorcio di legislatura, per impedire a Prodi di vincere. No, questa volta non bisogna cadere nel tranello, è un lusso che non possiamo permetterci, ne va il destino dell’Italia.

Romolo Vitelli

 

14 gennaio 2013
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2 commenti a “Il Cavaliere da Santoro, chi ha vinto?

  1. ombretta diaferia il 14 gennaio 2013, ore 16:56

    se riuscissimo solo a snobbare un po’ gente che non merita attenzione non daremo soddisfazione a mister share.
    personalmente non gliel’ho data, ma per me è più facile rifiutarmi di guardare lo show televisivo: non possiedo lo strumento atto alla ricezione da anni… e la disintossicazione televisiva porta solo buoni frutti!

  2. Bruno Belli il 14 gennaio 2013, ore 18:51

    Sottoscrivo quanto afferma Ombretta Diaferia.
    Purtroppo, siamo noi stessi, sovente, la causa dei nostri mali.
    E’ una questione di educazione e di formazione, anche e soprattutto scolare.
    Gli Italiani hanno il congenito vizio – ma la Storia ci fa capire anche il perchè – di lamentarsi dei propri mali, ma poi sono i primi a fomentarli.
    D’altronde, abbiamo sempre obbedito a qualche Principe di turno, dal 1400 in poi…

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