Varese

I Venerdì di Bruno Belli, un compleanno che ha fatto sold out

Il taglio della torta con Bruno Belli e Angela Zamberletti

Il taglio della torta con Bruno Belli e Angela Zamberletti

Un appuntamento delle grandi occasioni, con un folto pubblico attento e curioso, che ha riempito ogni angolo del salone della Pasticceria Angela Zamberletti di Corso Matteotti. Un dibattito con qualche grande politico? No davvero. Un confronto con un artista da prima pagina? Neppure a pensarci. No, semplicemente un compleanno: i dieci anni di una delle iniziative culturali di maggior successo a Varese, “I Venerdì” di Bruno Belli.

A festeggiare con lo stesso Belli, il suo pubblico affezionato, ma anche diversi esponenti della cultura e società civile varesine: da Claudio Benzoni a Luisa Oprandi, da Giuseppe Battarino a Dino Azzalin, da Ombretta Diaferia a Luigi Barion, da Paolo Franchini a Giovanni Zappalà, e molti altri ancora. Tanti esponenti del mondo culturale e sociale, ma neppure un rappresentante dell’amministrazione comunale e provinciale: ma si sa che, purtroppo, la cultura a Varese continua ad essere considerata una Cenerentola.

Ad arricchire l’incontro, che ha dato la possibilità al protagonista Bruno Belli di ribadire la sua idea di cultura, indipendente e spesso pungente per chi ama le abitudini, certamente non una cultura “da maggiordomi”, la signora Angela Zamberletti, una delle poche che “resistono” all’implacabile invasione delle catene commerciali nel centro cittadino, ormai diuvenuto territorio di Re Franchising. A stimolare, con domande e provocazioni, il confronto, tre giornalisti varesini: il bravo Matteo Inzaghi, direttore di Rete 55, l’acuto Diego Pisati, firma di punta del principale quotidiano cittadino, La Prealpina, il grintoso Andrea Giacometti, direttore di Varesereport.

Sulla “cultura sociale” ha puntato dall’inizio Belli, che ha proposto un’idea di approfondimento corale, capace di svilupparsi per il coinvolgimento di tanti, in una “isola”, come ha detto un giornalista, di autonomia e libertà di pensiero, come sono appunto I Venerdì. Non sono mancate le difficoltà, le invidie, i bastoni tra le ruote, ha continuato Belli, ma alla fine “l’iniziativa che guido da dieci anni ha ricevuto il riconoscimento migliore, quello del numero di presenti agli appuntamenti in cartellone”.

Al termine dell’incontro, come in ogni compleanno che si rispetti, una bella torta ha fatto la sua comparsa, per celebrare un cartellone culturale che smentisce l’idea di una Varese priva di eventi e confronti, che certamente non vedono le amministrazioni locali in pole position.

12 gennaio 2013
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13 commenti a “I Venerdì di Bruno Belli, un compleanno che ha fatto sold out

  1. Bruno Belli il 12 gennaio 2013, ore 13:14

    Grazie veramente a VARESEREPORT, nella persona del direttore Andrea Giacometti, per questo ottimo articolo che pone alcune riflessioni cui i lettori sono invitati a prendere parte.
    Sono convinto, infatti, e la Storia lo dimostra, che il mondo “del pensiero” (ergo, cultura, pur operando senza frenesia, ma con la dovuta incisività, operi i maggiori e reali cambiamente all’interno della società, ivi riflettendosi su tutto, politica compresa, quidi, “amministrazione pubblica”.
    Credo che sia lecito domandarsi, pertanto, se la “non presenza” sia frutto di una conclamata impossibilità del comprendere, oppure di un certo timore, avendo, in realtà, compreso benissimo che il pensiero rende tutti delle “Maschere nude”.
    Grazie ancora ai presenti di ieri, veramente in numero eccezionale, nonostante il pubblico sia sempre molto numeroso, proprio simile a quando ci sono i cosidetti “VIP”.
    Bruno Belli.

  2. alba rattaggi il 12 gennaio 2013, ore 15:51

    Un compleanno veramente riuscitissimo! Accreditati giornalisti, grande pubblico, in tutti i sensi, attento e partecipe, ricco anche di calore umano con sentiti applausi al Sig. Belli, protagonista indiscusso dell’evento. Mille grazie anche alla signora Zamberletti per la partecipazione discreta e generosa con un ricco buffet dolce e salato. Grazie davvero a tutti per un pomeriggio davvero speciale!

  3. Giuseppina De Maria il 12 gennaio 2013, ore 18:08

    Ho sempre creduto che la cultura possa essere come l’aria, una necessità congenita nell’uomo, una dipendenza per stare bene con se stesso e con gli altri, un modo per arricchirsi confrontandosi, un mezzo di socializzazione naturale, un pretesto per conoscersi meglio ed imparare ad andare oltre gli orizzonti visibili. E’ universo che si espande a dismisura, è libertà assoluta del pensiero senza perdere il controllo razionale della mente, non ha importanza il luogo, anzi più è diversificato e più la singola esistenza si fa corale. Ciò che conta, a mio avviso, è la “fede” nel senso più aperto e laico del termine.
    La torta della signora Zamberletti, degna di una cultrice della bellezza, ha superato ogni confronto possibile nel gusto, nella fragranza, nella delicatezza, nella bontà.
    Grazie dell’invito e ancora buon compleanno.

  4. Alex il 13 gennaio 2013, ore 11:06

    Scoppiettante nelle risposte, sempre però pensate e circostanziate, Bruno Belli è senza dubbio “Un Mito” nella cultura varesina.
    Scomodo anche, per la sua capacità di essere diretto ed incisivo: un “mito” anche per questo. Ovvio che i “governanti” varesini – insomma, la politica tutta – stia inm silenzio. E’ forse il migliore omaggio che possa fargli, essendo molto più “arretrata” rispetto alle sue idee…

  5. Enzo Bernasconi il 14 gennaio 2013, ore 09:56

    Un’ottima serata di cultura, ringrazio Belli per avermi “nominato” molto amichevolmente anche se non faccio parte dei complimentati a vicenda.
    Enzo B.

  6. Mariella il 14 gennaio 2013, ore 10:51

    Leggo che si parla di “isola”, ma che l’isola di Belli ha un notevole servizio di traghetti.
    So che a Varese esiste un assessore alla cultura.
    Leggo che non c’era. Non c’è da stupirsi: con Belli, siamo su pianeti molto diversi da quelli dei politici.
    Ma che cosa deve fare un Assessore alla cultura? Non si dovrebbe interessare delle attività che si svolgono sul suo territorio?
    Non dovrebbe essere in grado, assieme ai suoi collaboratori, di valutare la qualità delle proposte? Altrimenti, i cittadini, che lo pagano a fare?
    Come sempre, evidentemente, non riceveremo risposta.
    Ci resta solo lo strumento del voto, al momento opportuno. Pazientiamo (e meditiamo). Povera Varese!!!

  7. Bruno Belli il 14 gennaio 2013, ore 18:47

    Ringrazio, in modo particolare, Enzo Bernasconi, con il quale non sempre siamo in sintonia, sebbene sia un fedelissimo.
    Questo però è il modo migliore che attesta, come ricorda il collega che ha scritto l’articolo, il clima ASSOLUTAMENTE LIBERALE (che non vuole dire menefreghistico dell’opinione altrui)che contraddistingue questi incontri, specchio, credo, molto modestamente, dell’animo stesso di chi li ha condotti al decimo anno…

  8. ombretta diaferia il 15 gennaio 2013, ore 06:58

    Caro Belli,

    i “piccoli passi di cultura civile” han bisogno di apertura, proprio perché solo la conoscenza ci rende “abili alla vita”, proprio perché non ha confini e non la si deve “costringere” né relegare ai confini.

    Ero convinta che l’Amministrazione avrebbe portato il riconoscimento della città venerdì, almeno per sfatare il mito che la cultura a Varese sia canonizzata solo come “evento”.
    Ma non ne son delusa, ormai ci ho rinunciato ad incontrarlo l’Assessore alla cultura (chissà come mai si rifiuta di rispondere a chi porta il nome di Varese in giro per il mondo, o semplicemente a chi ha avuto il coraggio di investire e spendere privatamente per la città che amministra al posto di chi ha uno stipendio pubblico!).

    Il valore del fare lo premiano i frequentatori dei tuoi incontri, lo spazio che l’imprenditrice Zamberletti ti apre ed i tuoi tre intervistatori catapultati direttamente dalle redazioni al Caffé.
    .
    Che i “piccoli passi di cultura civile” continuino a perseguire l’itinerario meno partitico possibile, ma restino sempre politicamente vivi!

    La città si costruisce quotidianamente a piccoli passi. I proclami lasciamoli a chi per 35 giorni sventolerà vessilli, costruiti da altri.

  9. Zauberflote il 15 gennaio 2013, ore 12:22

    Se il buon giorno si vede dal mattino la presenza di tanta gente attenta ed anche qualificata segna sole pieno. Le nubi sono altrove. Ma Belli ha bisogno del saluto formale di qualche politico in cerca di pubblicità? No. Chi vuol crescere ed è curioso frequenta i Venerd’ di Belli da dieci anni e le presenze aumentano. Spledida e generosa l’attenzione della signora Zamberletti. Un immenso grazie anche a lei, insostituibile.

  10. Bruno Belli. il 15 gennaio 2013, ore 13:09

    Cara Ombretta,
    riflessione puntuale, serena, chiara.
    Solo su di un punto, terrei a precisare.
    E’ ora di ricordare a chiare lettere che gli amministratori (dai banali del condominio a quelli blasonati della “cosa pubblica”) non sono i “proprietari”, ma solo individui delegati della gestione della proprietà.
    Nel nostro caso la “proprietà pubblica”, quella di tutti noi.
    Quindi, tu dici che l’Assessore alla cultura non ti riceve; ma è il principio che è errato.
    Non dovrebbero essere coloro che fattivamente operano ad andare a bussare come tanti cagnolini che chiedono la pappa al padrone, bensì il politico – amministratore che si dovrebbe dar da fare per “indagare” le iniziative ed anche, con l’aiuto dei suoi collaboratori, valutarne le differenti qualità.
    Il politico è lautamente pagato dal cittadino, affinchè sappia operare anche nella distinzione tra la proposte.
    Insomma, non si dovrebbe patrocinare – e ricompensare – solo chi scodinzolando chiede, ma anche chi dimosgtri l’operato con i fatti sul territorio, stufatosi di “far anticamera” alla porta del politico, in grazia della DIGNITA’ personale, che nessun uomo DABBENE dovrebbe mai affrancare per ottenere alcunchè, ricordandosi, infatti, che dall’altra parte c’è sempre un uomo che, quando vada bene, è esattamente come lui, sovente, poi, anche meno dotato.
    Un tempo i SIGNORI cercavano le eccellenze – nell’ambito delle cultura, intendo – per le loro corti; oggi, le attuali parvenze di signoria non cercano; fingono di ignorare; accettano passivamente, oppure non sono in grado di gestire il loro compito.

    Quanto all’Assessore alla cultura per il Comune di Varese, Simone Longhini, non mi sono fatto un’idea precisa, non avendolo mai incontrato direttamente.
    Soltanto sulla base di quello che vedo e che leggo sulla stampa locale, come modestissimo giornalista, ho il sentore che sia, tutto sommato, un buon diavolo, una buona persona, che abbia a che fare con qualche cosa più grande di lui.
    Se colpa si dovesse invocare, credo che le maggiori responsabilità andrebbero sulle logiche inrenti alle consultazioni dopo il voto, più che direttamente su di lui.

  11. ombretta diaferia il 15 gennaio 2013, ore 15:41

    Ringrazio della precisazione che condivido.
    Proprio perché non busso alle porte, né scondinzolo, né tanto meno ho mai percepito un ghello pubblico, ma solo quelli dei lettori, vorrei che l’Amministrazione riconoscesse il proprio ruolo. Che non si dovesse ricordare.

    Ma ammetto che dopo un anno ancora non comprendo tale agire: c’è un progetto che porto in giro per lo stivale da nove anni, che ha diffuso loghi di comune e provincia gratuitamente (malgrado la domanda fosse sempre la stessa, e la ometto) e attendo ancora risposta dalla scorsa edizione… eppure UNESCO continua a promuovere.
    L’Assessore preposto alla gestione culturale della città dovrebbe essere una finestra aperta, perché lo si vede in alcuni luoghi ed in altri no?

    Ma ormai le nostre gambe ci conducono sui piccoli passi di cultura civile.
    buon viaggio in questo numero primo calendarizzato…

  12. Nicola T. il 9 aprile 2013, ore 16:39

    Complimenti a Bruno Belli, che ho conosciuto, qui a Napoli, grazie anche alla sue eccellentissime “Note risorgimentali”, molto apprezzate anche nell’ambito universitario della Federico II.
    Purtroppo, data la distanza, non posso seguire sempre “direttamente”, ma mi unisco ora al giusto coro per la Sua instancabile attività di cultura vera, perchè rivolta ai cittadini.

  13. Mariella il 1 luglio 2015, ore 01:07

    Ottimi ricordi!!!

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