Lettere

L’ipocrisia di certe liste civiche

 

La politica è impregnata di ipocrisie, purtroppo. Dicono che sia una delle sue qualita’. Un atto decisamente ipocrita e’ la creazione di certe liste che vengono denominate civiche, ma che tali di fatto non sono. Qualche esempio? Facciamo finta che io non sia un democratico, ma in questo momento mi e’ interessante sostenere il candidato democratico.

Creo una “lista civica” che lo sostiene in parallelo e di cui faccio parte con altri candidati come me, non democratici. Gli elettori che voteranno per questa lista formalmente non sentiranno la “coscienza sporca” di votare per i democratici, ma indirettamente e’ come se lo facessero. Pero’ il voto diretto non c’e’.

Cosi’ non sono un leghista, ma il capo lista della Lega mi sta dando delle possibilita’ in cambio dei voti che una mia “lista civica”gli potrebbe portare. I vantaggi sarebbero reciproci. Chi vota per questa lista civica, attirato dalle personalita’ presenti e che non voterebbe mai Lega perche’ non ne condivide il pensiero ed i programmi, va a sostenenere la Lega stessa. E cosi’ via per altri partiti..

Queste manovre non hanno nulla contro la legge; le fanno moltissimi senza remore anche se, a mio giudizio, sono un netto atto di ipocrisia. D’altra parte pur di ottenere voti si fa di tutto: si paga anche…

A pensarci bene pero’ questi atti sono decisamente offensivi nei confronti degli elettori che vengono considerati, come sempre da molti politici, soggetti dalle spalle larghe, dalla memoria corta e soprattutto di ridotta capacita’ visiva. Questo non lo condivido, sia fatto da destra che da sinistra.

Questi movimenti detti “strategici” (cosi’ si camuffano meglio) si ripetono ad ogni evento elettorale. Non e’ un gran brillare delle fantasie politiche, ma i cittadini si chiedono dove e’ la novita’ di una NUOVA politica, dietro la quale dovrebbe stare un nuovo modo di amministrare, una nuova economia, una nuova socialita’, la vera salute dei cittadini, una nuova concezione dell’urbanistica, dell‘ambiente, del lavoro, della vita della citta’, della cultura…. Ma dai, la cultura!? La cultura non fa aumentare il “PIL”, si usa dire. Non e’ vero! La cultura fa vivere meglio e di conseguenza crea vantaggio ai cittadini e fa aumentare il benessere. Potrebbe aver la forza e le idee per fare veramente una nuova politica. La cultura fa pensare… Ma puo’ dar fastidio.

A mio giudizio, credo sia questo che I cittadini desiderano e non le manovre discutibili sopra accennate, con tutto il rispetto comunque per le liste civiche vere, sincere, che frequentemente brillano per attaccamento alla concretezza.

Emilio Corbetta

Consigliere comunale Pd di Varese 

9 gennaio 2013
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2 commenti a “L’ipocrisia di certe liste civiche

  1. alessandroceccoli il 9 gennaio 2013, ore 20:50

    Vero, l’ipocrisia e gli interessi personali regnano da anni incontrastati. La legge elettorale e gli adempimenti formali che le vere nuove liste devono affrontare sono un percorso di guerra. Alcuni adempimenti sono incomprensibili per un cittadino non avvezzo ai valzer burocratici, ma poco importa. Noi saremo in piazza in centro Corso Matteotti sabato per raccogliere le firme per presentarci. Di conseguenza, la invitiamo sig. Corbetta a venire apporre la sua firma per permetterci di partecipare alla competizione elettorale. Grazie!
    Alessandro Ceccoli Capolista alla regione Lombardia per FARE per fermare il declino.

  2. ombretta diaferia il 11 gennaio 2013, ore 10:53

    il dottor Corbetta si distingue da sempre per la sua concretezza che pone al centro l’uomo e non queste farse strategico-comunicazionali, di cui ci siam ben seccati.

    si distingue anche perché con la sua solita umiltà affronta l’aspetto fondante una comunità, quindi, anche una città: “La cultura fa vivere meglio e di conseguenza crea vantaggio ai cittadini e fa aumentare il benessere. Potrebbe aver la forza e le idee per fare veramente una nuova politica. La cultura fa pensare… Ma puo’ dar fastidio.”

    penso che questo proliferare di liste civiche per salvar poltrone, a destra ed a sinistra, sia semplicemente la cultura in cui viviamo, che abbiamo accettato con quella fantastica “credenza” che “è così e non puoi cambiarla”.

    per noi cittadini che viviamo ed operiamo per quest’ultima landa del profondo nord e ci siamo lasciati “gestire” da un potere (più che da una politica) dissennata è vergognoso questo sistema. eppure aderiamo a queste liste civiche ancora pensando sia possibile.

    forse dovremmo solo cambiare il segno trasformando il civico in civile: se solo l’educazione alla politica nascesse in quei luoghi dove ci impongono di “essere educati”, forse, potremmo “agire” in termini di “responsabilità” e non di convenienza, come quella di prestarsi al giochino strategico che ha bisogno solo di numeri per riconfermare la tendenza di sempre.
    quella che da sempre mi sento definire “è la regola, non puoi cambiarla. per cambiarla lo devi fare dall’interno, mica dando “fastidio” da fuori”.

    in 45 anni di vita ho visto solo cambiare questi personaggi dopo l’ingresso nel “sistema”. proprio gli stessi che hanno fatto risuonare proclami populisti a suon di cambiamento in campagna elettorale e poi giunti sulle poltrone del potere (perché la politica non esiste in italia!) lavorano solo per riconfermare il caldo giaciglio dove per conformazione fisica la società odierna siede.

    grazie per la sua sempre lucida analisi. spero che faccia riflettere ogni cittadino del “regno italico” ad approfondire il senso delle proprie firme a sostegno dei soliti noti.

    per cominciare a muovere “piccoli passi di cultura civile”.

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