Varese

Il Pd Alfieri al Pirellone, stile british e battaglie sulla sanità

Il consigliere regionale Pd, Alessandro Alfieri

Il consigliere regionale Pd, Alessandro Alfieri

Dopo Stefano Tosi, anche il consigliere regionale lombardo uscente del Pd, il varesino Alessandro Alfieri, ha voluto fare il bilancio dei suoi tre anni al Pirellone. Un esponente del partito di primo piano, essendo Alfieri, oltre che consigliere regionale, è anche vicesegretario regionale del partito e punto di riferimento dell’area legata al sindaco di Firenze Matteo Renzi. Un fronte variegato di interessi, quello mostrato dal consigliere, con alcuni temi forti sui quali si è impegnato. In Consiglio regionale ha firmato 57 interrogazioni, 5 interpellanze, 26 interrogazioni a risposta immediata, 73 mozioni, 86 ordini del giorno e 29 proposte di legge, tra cui una al Parlamento.

Lo stile di Alfieri è molto “british”. Nel corso della conferenza stampa non si scaglia contro il formigonismo, non lancia anatemi contro il leghismo di governo, nessun affondo particolare nei confronti delle inchieste giudiziarie che hanno colpito il centrodestra. Non evita, al contrario, di affrontare lo scoglio-Penati, certamente un non piccolo vulnus per il Pd. “Era l’uomo forte del Pd lombardo”, dice Alfieri di Penati. A differenza di Tosi, che ha deciso di fermarsi un giro, Alessandro Alfieri sarà ricandidato dal Pd al Pirellone. “Ho portato a temine una legislatura (sia pure incompleta) – dichiara Alfieri -, e confesso che c’è stato chi ha ipotizzato che potessi correre per il Parlamento. Credo però che sia importante che, di fronte ad elezioni che il centrosinistra potrebbe vincere, non si sguarnisca il fronte di coloro che si sono impegnati in Regione”. Oltre a questo, Alfieri chiarisce che è stato fatto un sondaggio, in vista delle elezioni regionali, nei vecchi collegi e che sul suo nome il consenso è stato ampio e convinto.

Alfieri fa un elenco di priorità, temi sui quali si è impegnato con particolare forza: lunga e coerente la linea di confronto con gli enti locali, un confronto che poi ha portato al positivo risultato si allargare il plafond del Patto di stabilità, un’attenzione forte ai bandi di finanziamento e alla tematica del federalismo. Altro tema che ha visto un impegno forte di Alfieri, la sanità, un fronte che assorbe la gran parte delle risorse messe sul piatto dal bilancio regionale. “Mi sono impegnato sulla Carta regionale dei servizi – dice Alfieri -, non perchè sia contrario ad essa, ma sono assolutamente attento a possibili sprechi”. Altra battaglia condotta dal consigliere Pd quella su ticket legati alle prestazioni sanitarie. “Una battaglia – spiega il consigliere – in favore della progressività del sistema sanitario: chi ha di più paghi di più, che ha di meno paghi di meno”. Altro impegno importante quello sul gioco d’azzardo, entrato nell’agenda regionale.

Anche Alfieri, come Tosi, ha “rendicontato” le spese sostenute. “In questi tre anni ho ricevuto dal gruppo Pd rimborsi per 4625 euro (140 euro al mese) – sottolinea Alfieri -. Le spese sono suddivise in spese di trasporto e pernottamento (1430 euro) e in spese di rappresentanza (pranzi istituzionali, 3195 euro)”. Alfieri ha voluto ricordare che per convegni e iniziative da lui organizzate (2 nel 1010, 5 nel 2011, 4 nel 2012) dal gruppo Pd sono arrivati 6904 euro.

5 gennaio 2013
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