Varese

Bruno Belli accende dieci candeline per i suoi “Venerdì”

Bruno Belli, giornalista e scrittore

Bruno Belli, giornalista e scrittore

Un appuntamento da non perdere, occasione per un bilancio di una decennale iniziativa culturale, libera e indipendente, ma anche della misera situazione culturale che da tempo caratterizza la città, un luogo in cui, nel bilancio comunale, la cultura costituisce una una vera e propria Cenerentola, in una città che possiede potenzialità ed esperienze culturali private di notevole spessore.

Venerdì 11 gennaio, alle 17,30, presso la sede consueta, la Pasticceria Zamberletti di Corso Matteotti a Varese, riprenderà la stagione Stagione 2012 – 2013, la decima, degli ormai classici appuntamenti “I Venerdì di Bruno Belli”, con la seconda parte che si concluderà il prossimo 24 maggio. L’incontro sarà un motivo di riflessione e di festeggiamenti per il decimo anno. Era, infatti, il gennaio 2003 quando il gruppo che, per un paio d’anni, era stato condotto da Guido Buono, fu affidato a Bruno Belli.

Da allora, passando anche attraverso l’esperienza come “Il Caffè della cultura”, tra il giugno 2003 ed il giugno 2009, Bruno Belli ne ha condotto le sorti, offrendo ai varesini – e non solo (parte del pubblico arriva anche da altri luoghi, e, in qualche caso, fino da Milano) – occasioni di incontro e di dibattito.

Si contano, da allora, fino allo scorso novembre, ben 316 appuntamenti svoltisi il venerdì, più 5 in altre giornate, sempre presso la Pasticceria, oltre ad alcune collaborazioni durate più anni con il Teatro di Varese (incontri in vista degli appuntamenti con l’operetta e con l’opera, tra il 2003 ed il 2009 grazie alla volontà di Filippo De Sanctis), l’Assessorato alla cultura del Comune di Varese (fino al 2006), il volume pubblicato da Bruno Belli nel 2003, il primo ed unico vero studio sull’attività musicale varesina tra il 1776 ed il 1899, dedicato allo storico Teatro Sociale di Varese nell’Ottocento, la targa commemorativa per lo stesso, inaugurata il settembre 2003 e tuttora visibile in Piazza Giovine Italia, grazie alla allora collaborazione con gli Assessorati alla cultura ed alla viabilità del capoluogo varesino, la donazione, nel 2005, al Liceo Musicale cittadino del Ritratto di Giuseppina Grassini, opera di Mariano Salerno.

Dal 2009, Bruno Belli gestisce in completa indipendenza i “suoi” incontri, fedele allo spirito delle collaborazioni e del confronto con esponenti della cultura varesina ed italiana, con i cittadini e con numerosi appassionati del mondo socio culturale.

Il successo di pubblico, cresciuto ulteriormente negli ultimi 3 anni – una media di circa 50 persone ad incontro, non poco per un territorio come Varese, in orario pomeridiano – attesta un reale piacere nella frequentazione di tali incontri, perché, come afferma Bruno Belli, “queste riunioni aperte al pubblico non pretendono di essere delle lezioni ma delle conversazioni dove il relatore possa interagire vicendevolmente con i presenti. Si tratta di un modo nuovo di presentare il classico appuntamento con la cultura, senza dimenticare l’aspetto sociale che la stessa comporta”.

All’incontro di venerdì 11 gennaio, condotto dai giornalisti Andrea Giacometti, Matteo Inzaghi e Diego Pisati che si relazioneranno con Bruno Belli, sarà accanto all’intellettuale giornalista la signora Angela Zamberletti, “grazie alla quale – ricorda Belli – il lavoro di questi anni è stato possibile, una vera imprenditrice nel senso della capacità di sposare l’aspetto del commercio, legato al locale, con la disponibilità ad uno spazio che arricchisce Varese di una ‘scuola libera del pensiero’ che resta un unicum in tutta la provincia”.

Sarà un racconto di queste X stagioni, con riflessioni, commenti e proposte. Dopo la conversazione con i giornalisti il pubblico, come sempre, potrà interagire con Bruno Belli e con Angela Zamberletti. Seguirà anche un piccolo rinfresco allestito dalla “padrona di casa”, per siglare in forma rappresentativa quanto si svolge comunemente in questi ormai tradizionali venerdì varesini.

 

2 gennaio 2013
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9 commenti a “Bruno Belli accende dieci candeline per i suoi “Venerdì”

  1. Enzo Bernasconi il 3 gennaio 2013, ore 14:32

    Sono sempre molto interessato a tutte le tematiche che riguardano sia la cultura in generale che il nostro territorio, per questo sono un assiduo frequentatore dei venerdì del dott. Belli seppure non sempre condividendo certe prese di posizione dei suoi maestri, quindi non mi resta che augurare all’iniziativa il successo che ritengo meriti.
    Cordialmente Enzo B.

  2. Admin il 3 gennaio 2013, ore 15:16

    Alla città di Varese, ogni tanto, sembra proprio mancare qualche venerdì… Un grazie, quindi, a Bruno Belli per quello che ha fatto e saprà fare.

  3. Sarastro il 3 gennaio 2013, ore 19:48

    Cio’ che sorprende nei programmi e negli incontri dei venerdì di Bruno Belli è la vastità, la varietà dei temi, mai scontati. C’è attenzione anche ad argomenti quasi di nicchia, sempre stimolanti e del resto il pubblico, numeroso, che lo segue sta a dimostrare la bontà delle scelte.
    E’ sempre piacevole seguire Belli che ha la non comune dote di far piacere al pubblico cio’ che piace soprattutto a lui. Grazie anche alla sig.ra Zamberletti che lo ospita, varesina anomala, sensibile al dato culturale. E avanti con decimo!

  4. Emiliano il 3 gennaio 2013, ore 23:07

    Anche se per motivi lavorativi posso soltanto raramente presenziare ai pregiati venerdì culturali al Caffè Zamberletti curati da Bruno Belli, posso affermare che in questo luogo accade una cosa invero rara: si respira sana cultura, e non politica travestita da cultura come ormai troppo spesso accade in Italia.
    Un segno di distinzione mica da poco nella Trista italietta odierna.

  5. alba rattaggi il 4 gennaio 2013, ore 10:22

    Grazie di cuore al Sig:Belli che conduce i “suoi” venerdì con grande competenza e perseveranza! Seguo questi appuntamenti da diversi anni con grande piacere e spero continuino a lungo. Sentiti auguri per il compleanno a doppia cifra!

  6. Bruno Belli il 4 gennaio 2013, ore 17:01

    Sono io che devo ringraziare tutti voi, perché se non ci fossero coloro che seguissero non avrei ragione di svolgere alcunché.
    Mi permetto di aggiungere solo una riga che mi ha mandato Ombretta Diaferia e che qui riporto perché mi sembra che colga un aspetto da non dimenticare, quando si svolge un’attività pubblica disinteressata (quindi non “politica”) e che, evidentemente per la sensibilissima “artista-imprenditrice-editrice” varesina questi incontri rappresentano: “piccoli passi di cultura civile”. Forse sono più incisivi del tanto solito blaterare, soprattutto nelle ultime settimane, di chi risolve una società nell’agone personale (e non “sociale”, come dovrebbe essere) di troppa politica, ormai lontanissima dalla vere esigenze della “società civile”.

  7. ombretta diaferia il 5 gennaio 2013, ore 08:51

    buon nuovo calendario, caro Belli, a lei ed ai suoi fedeli compagni di viaggio.

    mi commuove sinceramente che il nostro semplice “claim” per il 2013 sia intonato alle sue corde…

    c’è chi parla di sindrome da orticelli: penso, invece, che se ci sono, c’è anche qualcuno che li coltiva. ed il lavoro del prossimo mio è da rispettare (soprattutto quando mi permetto di suggerirne miglioramenti, che i politicanti locali leggono come insulti…).

    quindi, proseguiamo in questa rivoluzione a “piccoli passi di cultura civile”, Belli, che è comunque politica (intesa come relativa alla comunità di cittadini ed alla determinazione di uno spazio pubblico al quale tutti possono partecipare).

    ma non partitica, proprio perché il primo impegno civile è quello di frenare questo consumo improprio di beni comuni. e la nostra amata cultura è la prima da difendere da quest’appropriazione indebita e da diffondere per offrire sempre più prospettive al prossimo nostro. gratuitamente ed ognuno con le proprie capacità.

    in questo 2013 pare che anche il mio personale sogno degli orti cittadini si realizzi! magari riusciamo anche a gettare fondamenta concrete di questa “casa delle culture” per cui mi spendo da anni alla ricerca dello spazio aperto all’ospitalità quotidiana (ma nel 2012 abbiamo assistito attoniti all’appropriazione indebita del suo luogo naturale).

    grazie per tutte le belle “definizioni”, che sostituirei con semplice cittadina che agisce secondo le proprie umane capacità: la scrittura per 25 anni è stata la mia merce di scambio sul mercato del lavoro. oggi, invece, la metto al servizio degli artisti, che aderiscono al nostro ambizioso progetto di diffusione del pensiero itinerante e corale in azione con piccoli passi di cultura civile, che non conosce confini e separazioni.

    che i venerdì continuino a risalere quest’irto e nebbioso colle ed a comporre la settimana culturale varesina.

  8. Mariella il 7 gennaio 2013, ore 10:33

    Senza troppo clamore, ma con efficacia ed incisività, dieci anni di appuntamenti intelligenti, gradevoli, vivaci: Bruno Belli è un vero signore della cultura, anzi un signore della Società civile, un varesino il cui nome giunge al di fuori delle mura cittadine da molto tempo.
    Grazie mille per quello che fa.
    Spiace vedere il silenzio completo della politica nei Suoi confronti: chissa perchè?

  9. Giancarlo il 10 gennaio 2013, ore 18:16

    Bruno Belli ed “I Venerdì”: un appuntamento consueto di scambio di opinioni, di conoscenza, di civiltà; l’ultimo avamposto nel grigiore di una “Città giardino” diventata “Città cemento”. E’ bello vedere, però, che, nonostante il menefreghismo della politica e di molta società ci sia ancora chi cerchi di tenere attivo un lumicino di “aggregazione” civile socialmente parlando. Ed allora, W Bruno Belli ed “I Venerdì”, lustro per la città di Varese.

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