Varese

Col nuovo anno arriva in Consiglio la sfiducia a Fontana

consSi chiude il 2012, ma a Palazzo Estense l’appuntamento ravvicinato è con la mozione di sfiducia nei confronti del sindaco Fontana e della sua giunta. L’accusa delle opposizioni è di non avere condotto in porto il principale provvedimento del Fontana bis: il Piano di governo del territorio. Con l’1 gennaio, la decadenza del vecchio Prg, e il no del Pirellone all’ennesima proroga, la città entra in un tunnel di cui è difficile prevedere la fine, e che potrebbe anche durare più di un anno, ovvero fino all’approvazione del Pgt.

Una situazione gravissima, a cui si giunge dopo un intero anno di scaramucce tra Lega e Pdl, e tra correnti dentro il Pdl, con il risultato che si arriva ad un pericoloso immobilismo dell’economia locale.

Questa è la ragione fondamentale per cui tutte le opposizioni in Consiglio comuanle hanno firmato una mozione di sfiducia a sindaco e giunta, che è stata firmata dai consiglieri Pd Mirabelli, Conte, Miedico, Oprandi, Corbetta, Infortuna, Civati, dal Sel Cordì, da Ronca (Varese & Luisa), da Alessio Nicoletti (ML), da Cammarata (Movimento Cinque stelle), dai due consiglieri Udc, Imperatore e Morello. 13 firme che corrispondono ai due quinti del Consiglio, condizione per presentare la mozione di sfiducia.

La mozione arriverà in Aula con la seduta del 17 gennaio, dove i consiglieri comunali esprimeranno il voto per appello nominale. La mozione sarà approvata se otterrà la maggioranza assoluta, ovvero il 50 più uno dei membri del Consiglio comunale. Dunque, oltre ai 13 voti delle minoranze, occorrono altri 4 voti della maggioranza. Chi potrebbe sfiduciare sindaco e giunta? Tante possono essere le ipotesi, tutte riferite al Pdl. E’ noto come, sulla questione delle nomine, e in particolare di Aspem Reti, sia aperto uno scontro tra componente laica del Pdl e sindaco. Ma c’è anche da ricordare come anche la componente ciellina del Pdl abbia più volte alzato il tiro contro l’assessore leghista all’Urbanistica, Binelli, al punto che, nell’ultima seduta sul Pgt dopo il no alla deroga da parte del Pirellone, un esponente ciellino, Matteo Giampaolo, abbia senttito la necessità di intervenire in Aula nonostante fosse già intervenuto il capogruppo, il laico Grassia.

 

28 dicembre 2012
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