Politica

Il Vaticano: Monti incarna “il senso più alto della politica”

Mario Monti

Mario Monti

Quel ”salire in politica” pronunciato dal premier Mario Monti suona come ”un appello a recuperare il senso più alto e più nobile della politica che è pur sempre, anche etimologicamente, cura del bene comune”. Un giudizio che si legge sull’Osservatore Romano. Per il quotidiano del Vaticano, ”è questa domanda di politica alta che probabilmente la figura di Mario Monti sta intercettando o sulla quale comunque il capo del Governo uscente intende legittimamente far leva e che interpella i partiti al di là dei contenuti del suo manifesto politico”.

Un’espressione, quella di Monti, di cui ”si nota la sintonia con il messaggio ripetuto in questi anni dal presidente della Repubblica italiana Giorgio Napolitano, non a caso un’altra figura istituzionale che gode di ampia popolarità e alla quale tutti riconoscono il merito di aver individuato proprio nel senatore a vita l’uomo adatto a traghettare l’Italia fuori dai marosi della tempesta finanziaria”.

“Annunciando il suo impegno in politica – sottolinea il quotidiano della Santa Sede – il senatore a vita intende aprire la seconda fase di un programma riformatore che è stato solo abbozzato nel corso dell’ultimo anno sulla spinta della congiuntura finanziaria”. “Monti – continua l’Osservatore - è stato chiamato dai partiti a prendere decisioni inderogabili, di cui nessuno intendeva però prendersi la responsabilità diretta, per il timore di pagare un prezzo elettorale troppo alto. Quelle stesse forze politiche si ritrovano ora a interrogarsi sull’impatto che può avere la ‘salita in politica’ di chi doveva, quasi per mandato, diventare impopolare”. “Una prospettiva – conclude l’articolo – che fornisce da sola molto materiale alla riflessione dei partiti, così come il successo che anche i sondaggi sembrano ora attribuire a chi ha imposto agli italiani sacrifici pesanti”.

27 dicembre 2012
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2 commenti a “Il Vaticano: Monti incarna “il senso più alto della politica”

  1. Bruno Belli il 28 dicembre 2012, ore 11:17

    “Bene comune?” Come il solito, l’ “Osservatore romano” incarna la “più alta partigianeria” che il suolo dell’Italia trovi rappresentata da un quotidiano.
    Il “bene comune” di Mario Monti, diciamolo senza peli sulla lingua, è rappresentato da un’asfissia imposta al ceto medio – basso, con deroghe eccezionali ai veri detentori di danaro e di potere (di cui egli, tra l’altro, tra cariche in Società multinazionali, Cda, ecc, fa pienamente parte), ai parlamentari con annessi privilegi (non è stato attuato alcunché nelle riduzioni di numeri, stipendi, bonus, ecc promessi e non mantenuti.) ed alla Chiesa stessa che è esentata, ad esempio, dall’IMU, mentre non lo sono le pensionate con 481,00 euro mensili aventi un modesto appartamento che abitano in prima persona, ereditato dai genitori (mia madre è uno dei tanti esempi), i padri di famiglia con stipendi sotto i 1000,00 euro e così via…
    Insomma, Monti ha fatto sì quello che i partiti non osavano effettuare, ma ha posto – a conti fatti – i pesi maggiori sulle spalle dei meno abbienti, senza scomodare la riforma del lavoro della Fornero, che, con il primo dell’anno 2013, avvalla nuovi disoccupati ed esodati, oltre ad altre chiusure “forzate” delle ditte a regime “familiare”, o poco più.
    Mario Monti incarnerà anche una cosiddetta politica “etica” per comportamento (e, fin qui, nulla da discutere, anzi, gli esempi, dovrebbero giungere dall’alto), ma non troppo per l’agire effettivo: e, poi, quel termine “etico” mi fa pensare a certi accentramenti contrari alla democrazia – quella vera, magari imperfetta, ma vera.
    Chi ricorda quale fu in Italia l’ultimo stato etico? Giovanni Gentile insegna (anche allora con l’avvallo benedicente e sedicente del Vaticano e degli organi connessi ed annessi)….C’è veramente da temere?
    Io ci rifletterei a lungo…
    Bruno Belli.

  2. Monti: manovra si o manovra no? il 29 gennaio 2013, ore 10:30

    [...] foto: varesereport.it [...]

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