Varese

Il Grande fratello a Varese, nuove regole per la videosorveglianza

videosorveglianzaSi è parlato di videosorveglianza a Varese, questa mattina nel corso della riunione della giunta Fontana. Ma ancora non è ancora stabilita la data precisa della entrata in funzione della nuova rete di telecamere targata Finmeccanica in piazza Repubblica. Se ne parla da almeno un anno, l’iniziativa era stata lanciata in pompa magna dall’allora ministro degli Interni, il leghista Roberto Maroni. Ma ad oggi restano le quattro vecchie telecamere, ma delle altre sette, nessuna notizia. “Saranno installate dopo le vacanze – dichiara l’assessore alla Sicurezza e Polizia locale del Comune di Varese, il leghista Carlo Piatti -. Nessuna data precisa, visto che sono state annunciate più volte, ma non sono ancora operative”.

E’ stato invece modificato il Regolamento per la videosorveglianza sul territorio comunale. Continua l’assessore Piatti: “la normativa nazionale, soprattutto quella relativa alla privacy, nell’ultimo anno è cambiata e questa mattina la giunta ha varato le modifiche da introdurre. Poi il regolamento dovrà essere approvato dal Consiglio comunale”.

Tra i cambiamenti il sì a “sistemi tecnici che consentano la visione condivisa delle immagini del sistema di videosorveglianza comunale anche alle Forze dell’Ordine operanti in Città”. Un altro principio compreso nel Regolamento quello relativo alla possibilità che le telecamere possano documentare reati: “Ove dovessero essere rilevate immagini di fatti identificativi di ipotesi di reato o di eventi rilevanti ai fini della sicurezza pubblica o della tutela dell’ambiente e del patrimonio, l’incaricato del trattamento dei dati provvederà a darne immediata comunicazione agli Organi competenti”.

Il nuovo Regolamento stabilisce poi come e se i privati possano visionare le immagini frutto di riprese: “Non possono essere rilasciate copie di immagini a privati anche a seguito della commissione di reati a loro danno essendo perseguito esclusivamente l’interesse pubblico alla sicurezza”. Un principio generale che, tuttavia, lascia spazio alla visione di immagini da parte dei privati: “in caso di presentazione di denuncia-querela per fatti specifici, l’Autorità di polizia che riceve la denuncia stessa o l’Autorità Giudiziaria che dirige l’indagine potranno utilizzare ogni eventuale immagine disponibile qualora diinteresse rilevante per fini di Giustizia”.

 

27 dicembre 2012
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