Varese

Il prevosto in S. Vittore: un bambino che ricorda i drammi della immigrazione

Il prevosto monsignor Gilberto Donnini

Il prevosto monsignor Gilberto Donnini

Un bambino Gesù che ci ricorda “i bambini profughi o quelli coinvolti nel dramma dell’immigrazione”. Con queste parole il prevosto di Varese, monsignor Gilberto Donnini, ha iniziato l’omelia alla messa di mezzanotte che si è tenuta ieri sera nella basilica di San Vittore. Parole rivolte al Gesù Bambino che lo stesso sacerdote ha portato, tra le braccia, all’inizio della celebrazione solenne, ai piedi dell’altare. Come da tradizione, la basilica era affollata di fedeli, giunti in chiesa dopo avere assistito ai giochi di luce e alle immagini proiettate sulle facciate della piazza antistante la basilica.

Una celebrazione solenne, che è iniziata a mezzanotte con una processione dei celebranti attraverso la chiesa. Dopo che Gesù Bambino è stato posto ai piedi dell’altare e che alcune ragazze hanno circondato di ceri e di fiori, il rito ha avuto inizio, accompagnato solennemente dal coro di San Vittore.

“Il cuore di Dio si è rivelato a Natale, nel Bambino che ci guarda dal suo Presepe e ci dice che Dio è Padre”, ha detto il prevosto tenendo l’omelia, relativa alla Natività narrata nel Vangelo di Giovanni.  E rivelandoci che il “il Padre è tenerezza e misericordia”. Un messaggio rivolto a tutti, “a coloro che lavorano e a coloro che sono privi di un lavoro”, ha sottolineato il prevosto di Varese facendo un riferimento alla difficile situazione sociale presente anche in città.

Una celebrazione che è terminata dopo circa un’ora e che nella mattina del Natale proseguirà idealmente nella messa solenne sempre celebrata in Basilica.

 

25 dicembre 2012
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