Varese

Pgt, in Consiglio bordate a Binelli. E neppure la Lega lo difende

consIeri sera, alla seduta del Consiglio comunale di Varese, l’ultima dell’anno, forse era presente la macchina del tempo, anche se nessuno l’ha vista. Davanti agli occhi dei pochi (per fortuna) presenti in aula, sembrava si essere ritornati indietro di un anno, a guardare una vecchia puntata di un programma televisivo. Dopo un anno esatto, infatti, e sempre sul Pgt fantasma che a Varese che non c’è ancora, sono andate in onda le scaramucce tra consiglieri Pdl e assessore comunale all’Urbanistica, il leghista Fabio Binelli. Nonostante le polemiche, l’allarme delle categorie economiche e degli ordini professionali, le preoccupazioni dei cittadini, la politica a dare il peggio di sè e a continuare a proporre sconcertanti ripetizioni di cose già fatte e già viste. Con un centrodestra che, ormai è chiaro, sta ancora insieme perchè consapevole che, tornare oggi alle urne, significherebbe incassare una sconfitta elettorale imbarazzante. Dunque, si va avanti finché si può.

La prima parte della seduta è occupata, come da regolamento, da 45 minuti di interventi dei consiglieri. Il primo ad intervenire ieri sera, il capogruppo del Pd, Fabrizio Mirabelli, ha chiesto la parola per intervenire sull’albergo di Capolago, alla cui realizzazione il Pd si era opposto scrivendo al commissario dei Mondiali di ciclismo Bertolaso, e sul Pgt, la vera questione politica di questo ultimo anno. Durissimo Mirabelli, che ha dett0: “L’incapacità della giunta Fontana sarà pagata dalle famiglie e dalle imprese varesine”. Denuncia una “situazione economica al limite del collasso” anche il consigliere Alessio Nicoletti (Movimento Libero). Parla anche Rocco Cordì (Sel) rimarcando che si tratta di un “disastro annunciato”, ma la responsabilità di ciò riguarda la maggioranza “incapace di fare i conti con uno degli strumenti principali di programmazione”. “Un’amministrazione morta”, per il Pd rottamatore Andrea Civati, mentre l’Udc Imperatore sottolinea come la giunta Fontana abbia fatto “una brutta figura nei confronti di tutti i cittadini”

A fronte di tutto ciò, le opposizioni fanno un passo pesante: nel corso della seduta, firmano una mozione di sfiducia a sindaco e giunta, che dovrà essere discussa, da regolamento, entro 30 giorni. La firmano i consiglieri Pd Mirabelli, Conte, Miedico, Oprandi, Corbetta, Infortuna, Civati, il Sel Cordì, Ronca (Varese & Luisa), Alessio Nicoletti (ML), Cammarata (Movimento Cinque stelle), e i due Udc, Imperatore e Morello. 13 firme che corrispondono ai due quinti del Consiglio, condizione per presentare la sfiducia.

Ma le bordate all’assessore leghista arrivano anche dai compagni di strada del Pdl. Chiede infatti la parola il capogruppo del Pdl, Ciro Grassia, esponente dell’area laica del partito (o di ciò che rimane di esso). E davanti ad un gruppo della Lega Nord cha appare piuttosto teso (nonostante Grassia si rivolga agli “amici della Lega”), interviene sul Pgt che manca all’appello. Dice che “Binelli viaggia in ritardo”, poi inanella una serie di giudizi senza appello: per Grassia “il passo dell’amministrazione deve cambiare”, “il Pgt non è l’unico nodo”, è necessaria “maggiore incisività”, chiedendo al sindaco di “rinnovare la fiducia”. Ma non è finita qui, perchè interviene anche il presidente della Commissione Urbanistica, Matteo Giampaolo, ciellino del Pdl. Un intervento che ha tutto il senso di ribadire le critiche al leghista Binelli, pur non “delegando” a ciò il capogruppo. Così, con un intervento che pare “sfiduciare”, nello stesso tempo, assessore e capogruppo, Giampaolo ripete tutti i punto che, un anno fa, erano stati presentati come “irrinunciabili”, ma che in un anno si sono rivelati rinunciabilissimi. Ancora una volta Giampaolo condiziona l’appoggio a Binelli con alcuni paletti, da petizioni generiche come “la centralità della persona” ad un nuovo cronoprogramma.

Terminati gli interventi, il sindaco Fontana chiede la parola. Tuttavia, né lui, né Binelli rispondono alla mozione di sfiducia o alle critiche degli alleati. Nulla. Solo alcune parole di Fontana rivolte alla chiusura del locale Twiggy. Neppure il gruppo leghista interviene, in difesa del suo assessore.

 

21 dicembre 2012
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